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innovazione

Industria 4.0: ecco le tecnologie cambieranno di più le fabbriche

di Gianmarco Montanari, Director General Istituto Italiano di Tecnologia

05 Set 2017

5 settembre 2017

Sistemi robotici interattivi, per evitare ai lavoratori incombenze fisicamente faticose e pericolose; sistemi di visione e riconoscimento dei fenomeni osservati; Big Data e Modelli Predittivi. Ecco le tecnologie sviluppate dall’IIT e che avranno forte impatto sull’industria nazionale

Uno degli aspetti fondamentali dell’Agenda Digitale è la cosiddetta “Industria 4.0”. La chiamano anche quarta rivoluzione industriale e coincide con l’introduzione delle nuove tecnologie nei sistemi produttivi in concomitanza a grossi cambiamenti nel campo dell’elettronica, l’avvento delle macchine intelligenti, i big data e lo sviluppo delle infrastrutture.

Si tratta di un fenomeno sotto gli occhi di tutti, che per la prima volta nel corso della storia non riguarda una singola scoperta e un singolo campo di applicazione, ma la convergenza di più elementi fortemente interconnessi e che per questo sta avendo un grosso impatto sulla società.

In questo contesto l’esigenza primaria, oltre a quella di sviluppare modelli collaborativi diffusi e ricchi di relazioni tra tutti gli attori,  la ricerca scientifica, le imprese, il sistema finanziario, i sistemi di governo dei territori e non ultimo la formazione dei lavoratori, è continuare ad investire nell’innovazione e nella tecnologia applicata alle aziende italiane per migliorarne la produttività e approcciare un mercato più ampio.

Quello a cui stiamo assistendo è l’inizio di un processo irreversibile in cui vedremo, da una parte, l’impresa manifatturiera rivoluzionare i propri processi produttivi attraverso la tecnologia digitale per essere competitiva e garantire sviluppo economico e occupazione, e dall’altra l’azienda tecnologica specializzata che svolge il ruolo di consulente per la prima.

In questo senso lo sviluppo del piano di ricerca di IIT- Istituto italiano di Tecnologia ha generato negli anni numerose tecnologie che potrebbero impattare direttamente sulla trasformazione dell’industria nazionale.

Nel campo della robotica, per esempio, sono stati sviluppati sistemi robotici interattivi, capaci di operare in ambiente destrutturato, affiancando l’operatore umano che viene sollevato così dalle incombenze fisicamente più faticose e pericolose. Si tratta di robot concepiti per la soluzione di compiti articolati, programmati per compiere le azioni e le traiettorie più idonee per il raggiungimento di un obiettivo in maniera collaborativa.

Un altro campo di ricerca seguito da IIT è quello dei sistemi di visione e riconoscimento dei fenomeni osservati. Si tratta di tecnologie che permettono di utilizzare telecamere disponibili in commercio per ricavare informazioni più ricche di quanto oggi non si riesca a fare.

Per esempio è possibile effettuare controlli sulla movimentazione di oggetti e/o persone in un contesto come potrebbero essere magazzini, sistemi di assemblaggio, oppure persone in centri commerciali, aeroporti, finalizzati al controllo della qualità della produzione, a pilotare l’intervento di un sistema robotico, a verificare l’efficacia della disposizione dell’offerta al pubblico, a comprendere i meccanismi di acquisto dei consumatori, a monitorare la sicurezza dei grandi ambienti effettuando il tracciamento su una rete di punti di acquisizione.

IIT porta avanti linee di ricerca anche sulla gestione dei Big Data e i Modelli Predittivi. In particolare lo sviluppo di tecniche avanzate e multi-scala di simulazione che viene fatto oggi in IIT, permetterà di sviluppare modelli predittivi che consentono la programmazione delle scelte industriali e finanziarie, favorendo una gestione efficace ed efficiente delle risorse umane e finanziarie. Queste tecniche, in combinazione con la crescente disponibilità di dati, consentiranno di esplorare nuovi modelli organizzativi a vantaggio di una maggiore efficienza e qualità del lavoro e della vita in generale.

Quello che è richiesto al sistema in un momento come questo è un cambio di passo in termini di cultura, formazione del lavoratore e soprattutto un’apertura verso l’innovazione e la ricerca che consentiranno di cavalcare il fenomeno in atto anziché subirlo.

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