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sanità

App mediche per monitorare la dipendenza da sostanze, ecco le innovazioni

di Roberto Mollica, presidente sezione regionale lombarda e referente nazionale formazione e e-health, Società Italiana Tossicodipendenze e Gabriele Zanardi, psicologo e psicoterapeuta, Università degli studi di Pavia

06 Feb 2017

6 febbraio 2017

La tecnologia mobile offre ampie opportunità di miglioramento della qualità delle informazioni attraverso lo sviluppo applicativo di app dedicate all’assessment e all’intervento nell’ambito dei disturbi da uso di sostanze e comportamentali. Questo ha creato una valida soluzione che supera alcune barriere della metodologia di inquadramento e monitoraggio clinico, e apre a scenari innovativi di trattamento

A differenza degli usuali approcci di indagine, generalmente gestiti attraverso questionari retrospettivi, o di studio e ricerca, e condotti in setting sperimentali, le soluzioni digitali attualmente disponibili permettono una costante e periodica rilevazione di informazioni utili per l’inquadramento ecologico istantaneo (Ecological Momentary Assessment – EMA) delle condizioni, abitudini e stili di vita di un soggetto. Lo sviluppo di applicazioni per mobile sono il migliore esempio di importante e utile introduzione della dirompenza del digitale nel campo sanitario e in particolare nella gestione dei disturbi da uso di sostanze e/o comportamentali. EMA costituisce un approccio in rapida espansione nel contesto della psicologia clinica, delle neuroscienze comportamentali e nella ricerca in ambito di disturbi da uso di sostanze e comportamentali.

I limiti delle metodologie di indagine tradizionali sono ben note e possono essere riassunte in questo modo:

– La periodica raccolta di informazioni, di solito in corso di una visita o di un colloquio, è postuma rispetto agli eventi di cui si deve render conto. Questo espone a due problematiche che sono il ritardo con cui si acquisisce l’informazione e il rischio di non avere ricordo preciso di quanto successo nel periodo precedente. In alcune situazioni si dotano i soggetti in trattamento di diari cartacei su cui annotare le informazioni rilevanti (ad esempio i quantitativi di alcolici assunti, il denaro speso per il gioco, ecc.) proprio per evitare situazioni di recall biases, ma questi diari vengono presi in considerazione solo in occasione dei controlli clinici prefissati

– In caso di ricerca clinica i soggetti arruolati sono generalmente esposti a condizioni sperimentali che spesso non corrispondono agli stimoli ambientali ed ecologici che subiscono nella loro vita quotidiana e pertanto può essere elevato il rischio di condurre ricerche su condizioni che hanno manifestazioni differenziate in funzione del setting (sperimentale o ecologico)

L’introduzione delle app ha in parte sopperito ai limiti delle tradizionali modalità di raccolta delle informazioni quando queste fanno riferimento ad aspetti comportamentali che tipicamente hanno grande rilevanza nei disturbi da uso di sostanze o comportamentali (gioco d’azzardo, shopping compulsivo, ecc.).

Esistono fondamentalmente tre tipi di EMA che possono essere condotti con app e dispositivi mobili: quelle soggette a segnale, quelle a tempo fisso e quelle in funzione di un evento.

Nel caso di quelle soggette a segnale, che risultano essere le più accettate a scopo di ricerca, il soggetto deve rispondere ad alert casuali prodotti dalla app e compilare dei semplici questionari in riferimento agli aspetti che si vogliono conoscere. Nel caso di app a tempo fisso l’indagine viene proposta periodicamente e sempre alla stessa ora, mentre quelle che si attivano in funzione di un evento sono di solito associate alla rilevazione di altri fattori (come ad esempio la rilevazione di variazione di parametri fisiologici attraverso un indossabile).

Una recente review ha analizzato l’utilizzo di EMA come diario elettronico attraverso app per lo studio dell’uso di sostanze e del craving, condizione tipica dei disturbi da uso di sostanze e comportamentali determinata dall’irrefrenabile tentazione a compiere un atto. Sono stati valutati 91 studi che hanno preso in considerazione tabacco, alcol o cocaina arrivando alla conclusione che l’impiego della funzione diario elettronico su app per EMA ha permesso di studiare e confermare la presenza di forte legame tra consumo e craving.

Una interessante esperienza ha associato EMA con localizzazione GPS per studiare se il posizionamento dei soggetti rispetto all’ambiente potesse incidere con i comportamenti evidenziando che la presenza e permanenza in determinati luoghi può o meno incidere sul consumo di sostanze

Le funzionalitè dei device mobili sono state utilizzate anche per sviluppare modalità di intervento ecologico (Ecological Momentary Interventions – EMI) a completamento, sostegno e integrazione di quella di assessment: EMI potrebbe avere inoltre delle caratteristiche molto particolari di personalizzazione dinamica in relazione ai dati dell’EMA. In pratica, EMA ed EMI possono interagire tra loro adattando la tipologia di intervento alla situazione del soggetto.

La combinazione delle due soluzioni ha dimostrato un buon grado di accettazione, utilizzo ed efficacia in una serie di sperimentazioni nel corso delle quali si è osservata una riduzione dell’assunzione di alcolici in una popolazione di alcolisti e calo del consumo di cannabis in adolescenti. In un’altra esperienza la app è stata sviluppata con finalità psico-educative e di intervento precoce con elevato livello di accettazione e soddisfazione da parte degli utilizzatori.

È comunque necessario sottolineare che queste soluzioni non si sostituiscono al lavoro clinico dei professionisti ma, anzi, ne allarga i confini di intervento mettendo a disposizione risorse informative più accurate e tempestive da cui deriva un miglioramento degli effetti della cura. Infatti, il demandare a sistemi informativi la raccolta automatica di dati, anche in grande quantità (big data), solleverebbe i clinici da questa incombenza:, inoltre, se il sistema informativo è anche progettato con algoritmi per sintetizzare la situazione (analytics) e restituire un quadro clinico aggiornato, la ricaduta operativa sul sistema di intervento sarebbe estremamente vantaggiosa in termini di investimento di risorse umane che a questo punto potrebbero essere dedicate con maggior appropriatezza alla gestione della clinica piuttosto che alla raccolta dati o ad altre attività definibili “muda” favorendo, inoltre, lo sviluppo verso una organizzazione snella.

Un altro importante effetto della digitalizzazione è l’aumento di consapevolezza del paziente nei confronti della propria situazione; il patient empowerment, cioè il coinvolgimento del diretto interessato all’interno del processo di cura, che è una risorsa spesso trascurata dai clinici, rappresenta sicuramente un ulteriore elemento di rinforzo per un migliore esito sia dei percorsi di trattamento sia di quelli di sorveglianza in sanità pubblica: l’evoluzione da una condizione di uso verso l’abuso e la dipendenza può essere intercettata attraverso l’impiego di soluzioni mobili e gestita con strategie di intervento precoce.

In conclusione, fermo restando le problematiche connesse alla sicurezza (safety e security) e alla affidabilità dei dispositivi e della conseguente registrazione dati, la tecnologia mobile offre ampie opportunità di miglioramento della qualità delle informazioni attraverso lo sviluppo applicativo di app dedicate all’assessment e all’intervento nell’ambito dei disturbi da uso di sostanze e comportamentali.

  • Anais

    ritengo possa essere veramente una nuova frontiera anche perché permetterebbe al paziente di oggettivare subito quello che è ancora nella fase di pre-coscienza, ma l’app deve tutelare tutti i dati sensibili, quindi nell’uso dei dati raccolti a maggior ragione se in forma di big data andrei molto cauta…

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