Come passare alla produzione personalizzata “di massa”, con la stampa 3D

Il Laboratorio RISE dell’Università di Brescia, ha messo a punto uno strumento in grado di supportare le imprese nel comprendere le potenziali applicazioni della tecnologia, valutandone la fattibilità tecnica ed economica e stimandone i benefici rispetto allo scenario corrente. Si ottiene in output un’indicazione di quali tecnologie, macchinari e materiali potrebbero essere preferibilmente utilizzati, e a che costo

Pubblicato il 07 Ott 2015

Massimo Zanardini

IQ Consulting, spin-off di Università degli Studi di Brescia

stampa-151006122740

Lo scenario competitivo in cui le aziende si trovano a operare è evoluto in modo molto rapido e profondo negli ultimi anni, rendendo la permanenza sul mercato una sfida sempre più impegnativa. In molti settori, queste evoluzioni hanno messo in crisi il paradigma produttivo della “Mass Production”, non più necessariamente idoneo a far fronte in modo efficacie e efficiente ad un differente profilo di domanda, tendenzialmente caratterizzato da:

· Diminuzione dei volumi: nonostante timidi segnali di ripresa, il mercato è ancora in una fase di stagnazione[1], con una domanda complessiva (in particolare nei mercati occidentali) in calo, solo parzialmente bilanciata da una crescita delle richieste da parte di (alcuni) paesi emergenti;

· Aumento della complessità: i prodotti richiesti devono sempre più spesso soddisfare requisiti più stringenti, anche in termini di servizi associati. In questo senso, la manifattura smetterà di essere semplicemente la produzione di beni materiali e si sposterà sempre di più verso l’offerta di soluzioni, in cui il prodotto fisico fungerà da abilitatore di un’ampia gamma di servizi immateriali;

· Aumento della personalizzazione: sempre più spesso il cliente richiede la personalizzazione del prodotto, per soddisfare esigenze di unicità; per stare sul mercato le aziende saranno “costrette” ad ampliare la gamma, cercando di produrre in modo efficiente (= con costi contenuti) minori quantità di un maggior numero di articoli. Trattasi della ben nota “coda lunga” di Chris Anderson[2], che già nel 2006 aveva intuito questo cambio di paradigma, oggi sotto gli occhi di tutti.

Per operare in un contesto più complesso ed in continua evoluzione, vengono ora richieste competenze e strumenti differenti rispetto al passato. Frammentazione dei mercati, ciclo di vita dei prodotti sempre più compresso, prestazioni richieste sempre più elevate e forte aumento delle personalizzazioni, sono solo alcune delle direttrici che spingono nella direzione della personalizzazione di massa, paradigma grazie al quale è teoricamente possibile produrre lotti molto piccoli (anche unitari!) a costi contenuti, rispettando target di servizio stringenti.

Un aiuto per far fronte a queste nuove sfide può arrivare dalle tecniche di Additive Manufacturing. È oramai consolidata l’idea che, in generale, queste tecniche siano economicamente valide per la produzione di lotti ridotti (poche decine/centinaia di pezzi) di oggetti piccoli e complessi[3]. Tuttavia, è molto raro che si identifichino soglie numeriche ben precise: quante unità devono comporre il lotto affinché risulti conveniente la stampa 3D rispetto alla manifattura tradizionale? Quanto deve essere complesso un componente perché le tecniche additive siano più efficaci rispetto a quelle per asportazione di materiale? Sono queste alcune delle domande che le aziende che approcciano le tecnologie additive (giustamente) si pongono, e a cui spesso non sono in grado di dare una risposta.

Per questa ragione, il Laboratorio RISE dell’Università di Brescia, ha messo a punto uno strumento in grado di supportare le imprese nel comprendere le potenziali applicazioni della tecnologia, valutandone la fattibilità tecnica ed economica e stimandone i benefici rispetto allo scenario corrente. Partendo dall’esplicitazione delle esigenze aziendali, si ottiene in output un’indicazione di quali tecnologie, macchinari e materiali potrebbero essere preferibilmente utilizzati, e a che costo.

Figura 1- Percorso di analisi sviluppato dal laboratorio di ricerca RISE dell’Università degli Studi di Brescia

Il primo step prevede la valutazione del contesto aziendale, cioè dello scenario in cui opera l’azienda. Grazie a questa prima fase, i ricercatori sono in grado di guidare l’azienda nell’individuazione dei principali ambiti applicativi che ha senso considerare, rispetto a quelli che invece è bene escludere sin da subito in quanto palesemente non adeguati per l’applicazione della stampa 3D. Sebbene tale step possa apparire scontato, si segnala che spesso, al contrario, le aziende si scontrano con l’incapacità di svolgere questa valutazione, sottostimando i potenziali ambiti applicativi o, peggio, sovrastimandoli, ritenendo possibili applicazioni non ancora disponibili. In questa fase, si valutano quindi aspetti legati alla complessità dei prodotti, alla loro dimensione, al loro processo produttivo, ai materiali impiegati, mappando tutti questi elementi e circoscrivendo l’area dell’analisi. Riferendosi al quadro di valutazione proposto da Conner et al. nel 2014[4], sono 3 gli elementi basilari da considerare nella valutazione di quali prodotti (o famiglie di prodotti) possano sensatamente essere oggetto di valutazioni tecnico-economiche più approfondite: la complessità del prodotto, il livello di personalizzazione richiesto dai clienti ed i volumi generati.

Figura 1– Elementi per la valutazione preliminare (adattato da Conner et al., 2014)

Al termine di tale valutazione preliminare, l’azienda diviene cioè consapevole del fatto che abbia senso (o meno) continuare a nutrire dell’interesse nei confronti di (quale) tecnologia, per fare cosa in quale area del proprio business.

In seguito, viene eseguita una valutazione di natura tecnica. Tale step è possibile grazie all’utilizzo di un database proprietario in cui sono state raccolte svariate informazioni inerenti le stampanti 3D professionali acquistabili in Italia. Ad oggi tale archivio consta di 110 stampanti, catalogate per: materiali stampabili, dimensioni stampabili, tolleranze dimensionali ottenibili, finitura superficiale, costo di acquisto e altre prestazioni di stampa. Grazie a questo strumento, è possibile incrociare le esigenze dell’azienda (in termini di caratteristiche fisiche e meccaniche dei prodotti) con le specifiche delle stampanti mappate, al fine di individuare il sotto-insieme di macchine/tecnologie che possano garantire il soddisfacimento dei requisiti tecnici. L’output di questa fase è quindi la lista di tecnologie, stampanti 3D, materiali e rivenditori, in grado di supportare l’azienda nella realizzazione di quei prodotti individuati nella valutazione di fattibilità preliminare.

Infine, viene sviluppata un’analisi economica, con l’obiettivo di valutare l’effettiva convenienza economica delle applicazioni di stampa 3D proposte allo step precedente. In questo senso, attenzione agli economics immediatamente valutabili, ma anche ai possibili benefici in esercizio dei prodotti così realizzati. Spesso, infatti, grazie alle tecniche additive, le aziende hanno la possibilità di progettare/realizzare prodotti con forme e geometrie avanzate, in grado di offrire prestazioni / funzionalità incrementate, tali da garantire il soddisfacimento di esigenze prima ritenute aldilà delle potenzialità delle tecnologie tradizionali. Il superamento di questi limiti spesso si traduce in un minore costo di gestione dei prodotti durante la loro vita utile. A titolo esemplificativo, si pensi agli iniettori di carburante per aeromobili, realizzati con tecnologie additive da General Electrics; sebbene il costo di produzione sia superiore rispetto al passato, il minor peso è in grado di generare risparmi di qualche ordine di grandezza superiore in termini di costi di esercizio, in primis in relazione al minor consumo di carburante.

Il modello realizzato permette di effettuare una costificazione delle applicazioni di stampa 3D (proposte dalla fase precedente di valutazione tecnica) e poi di comparare tali costi con quelli della manifattura tradizionale.

I costi delle applicazioni della stampa 3D sono ascrivibili a quattro categorie principali: macchina, materiali, risorse umane, attrezzature accessorie. Per ciascuna voce di costo è stata sviluppata un’opportuna metodologia di calcolo, che tiene conto delle caratteristiche specifiche delle diverse tecniche di stampa (tempi di produzione, tempi di intervento dell’operatore umano, coefficienti correttivi per la velocità di stampa, coefficienti per le strutture di supporto e per lo scarto di materiale, etc.).

Tale modello, applicato alle diverse stampanti 3D fornite in output dalla fase precedente, consente di selezionare la migliore soluzione possibile dal punto di vista economico. In Figura 3viene mostrato uno degli output del modello: considerando due differenti tecnologie (entrambe in grado di soddisfare i bisogni dell’azienda), a cui sono associate due specifiche stampanti, viene eseguito un confronto tra le varie voci di costo, in modo da poter valutare quale delle due stampanti sia da preferire.

Figura 2– Esempio di confronto economico tra due tecnologie (stampanti)

Una volta selezionata la tecnica additiva preferibile, è possibile confrontarne i costi con quelli legati alle tecniche di manifattura tradizionali. Generalmente, se nella produzione con tecniche tradizionali sono utilizzati stampi o altre attrezzature dedicate, che quindi costituiscono un importante costo fisso, la stampa 3D risulterà conveniente per ridotti volumi produttivi, fino ad un certo break-even point, opportunamente calcolato (Figura 4).

Figura 3– Esempio di confronto tra Stampa 3D e produzione tradizionale, con evidenziazione del break-even point

[1] Scenari economici n. 19 – La difficile ripresa. Cultura motore dello sviluppo – dicembre 2013 – Confindustria

[2] Chris Anderson, The Long Tail: Why the Future of Business is Selling Less of More, 2006

[3] Additive manufacturing paths to performance, innovation, and growth – Deloitte – 2014

[4] Conner et al. (2014). Making sense of 3-D printing: Creating a map of additive manufacturing products and services

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati