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Direttore responsabile Alessandro Longo

Memory Squad - 63° PUNTATA

Cuore

di Edoardo Fleischner

30 Gen 2015

30 gennaio 2015

Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner (Comunicazione crossmediale all’Università degli Studi di Milano, progettista crossmediale) per Agendadigitale.eu

Konrod spalanca gli occhi – Mi hai mentito!
Elma stringe gli occhi – Non ti ho mentito. Ma a te piace incolparmi! È per sentirti vincitore su di me… sull’altro… da sempre!
Konrod si avvicina – Da sempre? Forse… da ieri sera… Dicono che ieri sera siano state staccate le memorie di tutti noi… che ci sia stato un grande ictus mnemonico… che tutto è tornato nelle mani degli uomini!
Elma sputa il respiro – Quindi tu mi hai mentito! Tutto è tornato nelle tue mani! Come dici tu! Da ieri sera sei te stesso! Cioè un mentitore naturale! Da ieri sera sei sincero…
Konrod, il viso viola – Ma non ti avevo mentito!?
Elma sbava – Sei sincero, quindi menti, cioè non ti trattieni, come si dice… da ieri sera… ora che le tue memorie, le memorie di tutti, sono scomparse… non bloccano più nessuno, nessuno ha più freni, non hai più freni!
Konrod, il viso nero – Quindi, prima di ieri sera, non sono mai stato sincero! sono sempre stato un altro… ho sempre mentito, ho mentito negli ultimi 110 anni della nostra convivenza!
Elma, la saliva sul mento – Le memorie collettive mantenevano la convivenza… tua e di tutti… il sistema di memorie connesse ha costruito una rete che tratteneva tutti gli abitanti della galassia…
Konrod sguarcia – Dunque nessuno era libero, niente libero arbitrio!
Elma arrotola il lenzuolo – Ognuno di noi alimentava le memorie… le memorie eravamo noi… era l’arbitrio collettivo…
Konrod strappa il lenzuolo – Con l’arbitrio collettivo si arriva alla barbarie e tu lo sai! Ai genocidi, agli stermini, alla Shoah!
Elma si macera  – Sono millenni che qualcuno cerca di impedirlo… le memorie collettive ci avevano creato l’equilibrio. L’arbitrio collettivo è l’equilibrio!
Konrod fissa la parete – Sembra una fede… in nome della fede l’umanità si è massacrata per millenni!
Elma sibila – Non è fede, è civiltà… così si è sempre chiamata…
Konrod, vene al collo – Quindi la civiltà è mentire! Se fossimo tutti sinceri, saremmo tutti degli assassini nati! La vecchia storia di Caino e Abele!
Elma senza fiato – Saremmo ancora più impauriti… e quindi assassini, è vero… è la paura che guida il nostro arbitrio d’assassini nati… si inizia dal bullisismo… non il bullismo di scuola, quello c’è perché non hai ancora capito bene come funzionano le memorie personali connesse, né quelle degli altri… si comincia subito ad essere bulli… si nasce soli… si nasce con la paura… si nasce bulli…
Konrod unghia il tavolo  – Ieri sera ti avrei detto “hai torto!”… ma ora… saranno le memorie staccate… sarà stata la notte, una strana notte… lunga, lunghissima… noi pratichiamo il bullisismo tutta la vita. C’è sempre qualcuno che ti chiede di praticarlo… mio padre lo faceva con me, istigandomi a carriere di alto livello… il basso bullisismo mascherato d’alte responsabilità!
Elma strazia i polpacci – E ora tu perché lo approvi!?
Konrod, i pugni sanguinanti – L’hai detto tu! Non c’è più la rete di memorie collettive, connesse… non c’è più l’arbitrio collettivo… la fede collettiva… una fede… dio… dio ora sono io! Il mio bullisismo c’è, è tornato! Perché ho paura… perché tu invadi il mio territorio. Perché mi invadi!
Elma lapida – Vecchia roba!
Konrod scatta in piedi – Perché mi superi, ma tu non devi passarmi oltre!
Elma apre un cassetto – Solo questo?
Konrod, le braccia rapaci – Perché io non ho voglia e tu sì.
Elma fruga un coltello – Banale!
Konrod i pugni stretti – Perché io hao voglia e tu no!
Elma, le narici dilatate – Ovvio!
Konrod sputa – Perché mi piace vederti sanguinante…
Elma schiocca – Scontato!
Konrod ansima – Perché mi piace vederti tumefatta…
Elma si sposta  – …
Konrod assetato – Perché vado in delirio quando piangi di terrore!
Elma avanza – Lo so!
Konrod annaspa  – Perché il tuo terrore mi fa sentire forte e superiore!
Elma lo afferra – Lo sanno tutti!
Konrod, il sudore lavacro – Perché se sono superiore… io non ho paura!
Konrod in ginocchio – Della morte!!
Konrod, le palme sul pavimento – Della fine!..

Elma accascia – Per non avere più paura basterebbe un po’ di banalità del bene… un po’ di altruismo…
Konrod striscia – Che è l’egoismo più conveniente! Un bel placebo, un masochismo omeopatico… un altruismo col premio finale… con la medaglietta… un concorso a premiucci… magari organizzato da un’attrattiva religione… che si è ben affermata sul mercato della paura…

Konrod alza la testa – Vedi il vento porta vie le memorie di tutti…
Elma maschera di lacrime – Guarda bene, il vento le recapita a ciascuno di noi…

Elma rantola – Mi fai male!
Konrod arroca – Anche tu mi fai male!

Elma e Konrod strinsero le lame in pugno.
Le spinsero fino all’impugnatura.
Nei costati. Infrangendosi il cuore.

(63-continua la serie. Ogni episodio è “chiuso”)

  • ilo61

    ancora una volta qualcuno muore oppure no.
    il litigio, sembra tra due “amori”, si è creato sostanzialmente da quando le memorie sono state staccate, e i due protagonisti parlano del loro comportamento avuto fino ad allora.
    la donna sostanzialmente continua a puntualizzare il comportamento poco onesto avuto dal compagno nei suoi confronti e, in certi momenti lei diventa noiosa. quante volte la nostra compagna ci ha incolpato di chissà quali cose solo per poter sfogare le proprie ansie represse o per la ricerca di approvazione e conferme? ma questo è un altro discorso, quello che mi ha colpito è questa frase:”Dicono che ieri sera siano state staccate le memorie di tutti noi… che ci sia stato un grande ictus mnemonico… che tutto è tornato nelle mani degli uomini…”
    notare il “sembra”
    e se questa fosse una rappresentazione teatrale per affrontare problematiche come il bullismo, il male, l’odio, il libero arbitrio, Dio, si Dio perché pare che sia un problema anche lui, di sti tempi.
    comunque si parla di molto in questo racconto e soprattutto di cose vere, come il fatto che siamo nati soli spaventati e pieni di rabbia.

  • Attilio A. Romita

    La verità nasce dalla conoscenza che crea un ricordo se riguarda fatti piacevoli oppure crea dolore per fatti spiacevoli. E la paura di un dolore da un non-ricordo ci induce a cambiarlo in accusa in uno strano meccanismo di autodistruzione.
    “Tu mi hai tradito, no tu pensi che io ti abbia tradito, no tu pensi che io penso che tu mi abbia tradito” è l’innesco della autodistruzione basata sull’ignoranza.
    E la stessa ignoranza, cioè voglia di non faticare per conoscere, ci fa negare il male collettivo …è molto più comodo pensare che l’animo umano è fondamentalmente buono e solo qualcuno è pessimo.

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