Trentino Network

Cybersecurity, il ruolo delle in-house per una strategia nazionale: il modello trentino

La Provincia di Trento ha messo in campo competenze adeguate per riuscire a garantire sempre una risposta pronta ed adeguata. Nel medio termine si realizzerà poi un CERT locale con visibilità completa su tutta l’infrastruttura informativa degli enti in modo da fronteggiare attacchi su una scala sempre più vasta

11 Ott 2017
Alessandro Zorer

presidente Trentino Network

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Con l’occasione del mese dedicato alla promozione e al potenziamento della cybersecurity nei Paesi membri dell’Unione europea, lo European Cyber Security Month, viene di seguito evidenziata la strategia che la Provincia autonoma di Trento, attraverso le sue società in-house, sta attuando in questo ambito, in un quadro di forte mutamento del contesto europeo e nazionale.

Partendo dal contesto europeo, la Comunicazione congiunta del 13 settembre scorso, indirizzata al Parlamento Europeo ad al Consiglio, intitolata ‘Resilienza, deterrenza e difesa: costruire una sicurezza cibernetica forte per l’UE‘, evidenzia che sia necessario costituire “strutture più robuste ed efficaci per promuovere la sicurezza informatica e rispondere agli attacchi informatici negli Stati membri, ma anche nelle istituzioni, nelle agenzie e negli organismi dell’UE” e che per fare ciò sia necessario “coinvolgere più livelli di governo, di economia e di società”. In tal senso va ricordato che lo stesso giorno il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo Stato dell’Unione  ha identificato la cybersecurity tra le priorità dell’agenda ed ha proposto la creazione di un’Agenzia europea per la sicurezza cibernetica per aiutare gli Stati membri a difendersi.

Preme quindi evidenziare che la strategia nazionale ed europea va nella direzione di un maggiore coordinamento dei diversi soggetti, centrali e locali, pubblici e privati, che operano servizi essenziali ed infrastrutture critiche.

Le pubbliche amministrazioni locali da tempo cercano di creare maggiori competenze e servizi specialistici per contrastare le minacce cibernetiche che di anno in anno crescono in numero e sofisticatezza.

La Provincia autonoma di Trento ha improntato le proprie politiche negli ultimi anni alla promozione dell’utilizzo delle tecnologie digitali, in particolare nel settore pubblico. In tal senso, attraverso la società di sistema Trentino Network, è stata realizzata una dorsale in fibra ottica pubblica proprietaria di oltre 1.100 km che consente la connessione in banda ultralarga di buona parte degli enti pubblici trentini (sono collegate alla rete dorsale oltre 1.600 sedi della PA locale), oltre che di tutti i data center pubblici: della Provincia, dei Comuni, delle Fondazioni di Ricerca e del settore sanitario. La società in-house Informatica Trentina gestisce inoltre il data center nel quale sono presenti le infrastrutture tecnologiche a supporto dell’erogazione dei servizi informativi della Provincia e degli Enti locali. Attualmente le due società pubbliche locali gestiscono in modo integrato le attività di controllo e monitoraggio del data center e delle reti di telecomunicazioni della Provincia autonoma di Trento attraverso uno specifico servizio di Network and Security Operation Center (NOC-SOC). Questa struttura è impegnata nella gestione degli apparati e dei processi di sicurezza a protezione dell’infrastruttura IT interna e della Provincia con un servizio h24x7 che monitora e gestisce l’infrastruttura perimetrale di sicurezza e di rete al fine di migliorare la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati e dei servizi che gestisce. Le attività sono svolte sotto il diretto controllo del settore pubblico ma anche con il supporto delle aziende private che fornisco competenza e strumenti allo stato dell’arte.

L’attuale configurazione garantisce il monitoraggio di gran parte del traffico della rete pubblica, ma il network provinciale è un ecosistema complesso all’interno del quale convivono numerose realtà, non tutte sotto il controllo diretto del NOC-SOC, le cui attività possono avere ricadute, anche rilevanti, sull’intera infrastruttura. Questo porta a due conseguenze: per gli eventi che hanno origine o terminano nelle infrastrutture non monitorate non è possibile stimare entità ed eventuali ripercussioni; per gli eventi che si verificano all’interno di tali infrastrutture non è possibile nessuna azione reattiva in quanto restano sconosciute anche le potenziali ricadute sulla rete nel suo complesso. Considerato l’attuale scenario, tanto normativo quanto operativo, si è reso prioritario, per la Provincia autonoma di Trento, non solo mettere in campo competenze adeguate ma anche potenziare e centralizzare le operazioni di difesa in modo da riuscire a garantire sempre una risposta pronta ed adeguata in qualunque situazione e indipendentemente da chi sia il primo obiettivo di attività illecite. Inoltre, l’orizzonte “provinciale” appare insufficiente e quindi va monitorato l’orizzonte complessivo, nazionale ed internazionale, in un arco di tempo senza soluzione di continuità, come previsto dalla Comunicazione della Commissione Europea e dal Piano nazionale. Tale attività ha l’obiettivo di concretizzarsi, nel medio termine, mediante la realizzazione di un CERT locale che abbia una visibilità completa su tutta l’infrastruttura informativa degli Enti pubblici presenti nella Provincia autonoma di Trento in modo da poter far fronte ad attacchi portati su una scala sempre più vasta. La struttura dovrà godere degli accreditamenti necessari, tanto a livello locale, quanto a livello nazionale e internazionale, fornendo il monitoraggio e l’assistenza agli utenti della sua comunità di riferimento, nell’attuazione di misure proattive per ridurre i rischi di incidenti di sicurezza informatica e nella risposta (misure reattive) a tali incidenti, in collaborazione con i CERT pubblici del Governo.

Questa iniziativa, nell’anno in corso sta portando alla costituzione di un SOC integrato tra tutti i soggetti della Pubblica Amministrazione locale, ivi inclusa anche la multi-utility Dolomiti Energia. In particolare, i servizi erogati dal SOC integrato sono di tre tipi: proattivo, per prevenire gli incidenti attraverso la sensibilizzazione e la formazione; reattivo, per gestire gli incidenti e ad attenuare il danno conseguente, e di supporto, con obiettivi a più lungo termine attraverso la consulenza specialistica e il supporto didattico ed informativo degli Enti.

Le ricadute attese riguardano:

  • il coordinamento centralizzato per le questioni di sicurezza al fine di garantire una gestione ed una risposta centralizzata e specializzata agli incidenti IT;
  • l’avere immediatamente disponibile la competenza per sostenere e aiutare gli utenti a riprendersi rapidamente dagli incidenti di sicurezza;
  • trattare gli aspetti giuridici e conservare la documentazione nel caso di un’azione legale;
  • tenersi al corrente degli sviluppi nel campo della sicurezza;
  • stimolare la cooperazione all’interno della comunità di riferimento in merito alla sicurezza IT (sensibilizzazione).

L’iniziativa in Trentino non si è limitata al potenziamento e accentramento della struttura operativa del SOC ma si è incentrata anche ad una forte collaborazione con il settore della ricerca, forti anche delle competenze sulla cybersecurity e delle attività già in corso, in ambito P.A., presenti nell’Unità di Ricerca “Security & Trust” (S&T) all’interno del Centro ICT della Fondazione Bruno Kessler (FBK-ICT). L’Unità S&T svolge infatti da anni ricerca sulla protezione delle identità digitali, sul controllo degli accessi e sulla sicurezza delle applicazioni web, mobile e cloud. Su questa base è emerso l’interesse ad una collaborazione finalizzata all’effettuazione di ricerche sulla cybersecurity dell’infrastruttura digitale, dei servizi e delle applicazioni per gli enti partecipanti al SOC integrato, strutturandola attraverso la costituzione di un laboratorio denominato “Laboratorio congiunto ProteggiPA”. I benefici della collaborazione si hanno su entrambi i fronti, in quanto si ritiene che la ricerca sulla cybersecurity possa beneficiare in maniera profonda dalla vicinanza con l’attività operativa di una realtà complessa e reale come quella di un SOC e, a tendere, di un CERT. Il Laboratorio avrà in tal senso la funzione di svolgere attività di ricerca e innovazione in collegamento con il SOC, nel quale vengono invece svolte le attività di monitoraggio e controllo, in modo da costituire un circolo virtuoso tra le competenze ed i progetti più avanzati con quelli ‘sul campo’ di natura operativa.

In conclusione è opportuno evidenziare che il percorso che si sta facendo in Trentino possa ritenersi specifico in relazione ad una realtà che si caratterizza dalla presenza di società in-house ICT, di infrastrutture di rete e di data center proprietari, di competenza e strutture di gestione che già si occupano, tra l’altro, di presidiare end-to-end le infrastrutture ed i servizi. E’ altresì vero che vi sono altre società pubbliche territoriali, come ad esempio Insiel in Friuli Venezia Giulia, al quale tra il resto è già stato dato l’accreditamento per un CERT locale, e Lepida in Emilia Romagna, che hanno modelli similari e certamente altrettanta possibilità e capacità di affrontare percorsi di potenziamento e strutturazione di organizzazioni per la protezione dell’infrastruttura informativa degli Enti pubblici presenti nei loro territori di appartenenza. Per questo ci si sta confrontando su questo tema all’interno di ASSINTER Italia, l’Associazione che raggruppa le 17 società regionali in-house operanti nel settore dell’informatica per la Pubblica Amministrazione, per comprendere se si possa identificare un modello di riferimento che consenta anche di andare nella direzione promossa dalla strategia nazionale e da quella europea di un maggiore coordinamento dei soggetti che operano a livello centrale e a livello locale.

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