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Direttore responsabile Alessandro Longo

Memory Squad - 128° PUNTATA

Dallas, Nizza

15 Lug 2016

15 luglio 2016

Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner per Agendadigitale.eu

Il dottor Annthok Mabiis ha annullato tutte, o quasi, le memorie connesse della galassia per mezzo del Grande Ictus Mnemonico. “Per salvare uomini e umanidi dalla noia totale, dalla Sindrome della Noia Assoluta”, perché le memorie connesse fanno conoscere, fin dalla nascita, la vita futura di ciascuno, in ogni particolare. La Memory Squad 11, protagonista di questa serie, con la base di copertura su un ricostruito antico bus rosso a due piani, è incaricata di rintracciare le pochissime memorie connesse che riescono ancora a funzionare. Non è ancora chiaro se poi devono distruggerle o, al contrario, utilizzarle per ricostruire tutte quelle che sono state annientate, se devono cioè completare il lavoro del dottor Mabiis o, al contrario, riportare la galassia a “come era prima”.

“Sono ventisei ore e quarantatre minuti che stanno discutendo!  Devono avere addosso memorie connesse funzionanti… non resisterebbero così a lungo…” calcolava Akila Khaspros, comandante della Memory Squad 11. La stanchezza le rassegnava i pensieri. “Pensare è l’inizio del morire” inghiottiva. Il bus rosso a due piani sornioava nel livello sotto-città del palazzo.

“C’è dentro tutto.”
“Facile dire così.”
“C’è dentro tutto… la paura per prima… “
“D’esistere.” Si avvicinava alla vetrata.
“Dell’estraneo…”
“Da cui sei attratto.”
“Vecchia favola questa…” Si schienava al pino nano.
“Ti attrae come preda.”
“Il diverso è sempre una preda.”
“Era il banale diverso colore della pelle…”
“Lo è ancora in alcune piccole zone… Anche se ormai siamo tutti meticci globali.”
“Ma almeno ora sappiamo ogni radice di ciascuno… chi arriva dal nero, dal giallo, dal bianco…”
“Già i distintivi delle origini!”
“Millenni di massacri… bastava pensarci!”
“Illusioni! Rimane il desiderio di annullare l’altro…”
“È onnipotenza.”
“È volere tutto.” Guardava la città. Striavano le ombre.
“È adrenalina.”
“È ribellarsi.”
“È pigrizia.”
“È evitare il confronto.”
“È invidia.”
“È vuoto.” Le strade drenavano.  I respiri.
“È ignoranza.”
“È scorciatoia.”
“È difesa. Legittima!” Il fiato tondo sulla vetrata.
“È tutto una terribile scusa…”

La fermata fasulla. I passeggeri comparse. La sede di copertura. “Sono in un giardino al 443esimo piano … per ora non ci muoviamo! Stiamo qui sotto. Aspettiamo un loro momento di silenzio… basta meno di un minuto… sarà il momento migliore per sottrarre le loro memorie connesse…” la comandante perfezionava.
“Possiamo raggiungere il piano in circa quindici secondi. Ci presenteremo come addetti alla loro sicurezza… per assorbire le memorie connesse operiamo secondo la procedura standard…” pianificava Xina Shaiira, analista del terreno e dell’ambiente della squadra. Sbatteva le palpebre. Per sentirne il rumore.

“È emulazione.” Planava ad ali distese. Fino alle piccole onde. Bianche.
“È sacrificio.”
“È autodistruzione.”
“È servilismo.”
“È convenienza.” Il tramonto largheggiava.
“È purezza.” L’aria si vaporava. Nuvole basse. Scosse di rosa.
“È stupidità.”
“È rivalsa.”
“È vendetta.”
“È odio.”
“È furia.”
“È un percorso infinito… Da caino ed abele, da sempre… ogni luogo ha avuto il suo massacro…  ogni città del mondo…”
“Un mio avo viaggiava molto… si trovava in quattro città, un certo anno, non ricordo con esattezza quale… tre secoli fa… ha lasciato scritti i nomi… pagine e pagine del perché accadeva. Ho cercato di capire… scriveva una storia di cambiamenti globali… di paure totali… la storia ufficiale è diversa. Come al solito.”
Le luci esplodevano. Per la gioia della notte.
“Ho trovato le ricostruzioni immersive di quelle città, ci sono entrato… ho coperto i cadaveri a Dacca, a Bagdad… Dallas, Nizza…”

(128 – continua la serie. Episodio “chiuso”)

edoflei06@gmail.com

  • Attilio A. Romita

    La guerra è una brutta bestia selvatica che nessuno è stato mai capace di domare. Non esistono guerre giuste o ingiuste, di difesa o di attacco. Le forme di guerra sono tante e le strategie militari nel corso dei secoli sono state adattate quasi sempre alla qualità e quantità di armi disponibili. Non sempre il più forte o il più giusto ha vinto. Ci sono sempre stati troppi morti e non sempre soltanto tra i guerreggiatori attivi.
    La guerriglia, cioè la guerra fatta di tanti piccoli episodi tesi a stancare il nemico, fu inventata 2000 anni fa da Fabio Massimo il Temporeggiatore per sfiancare Annibale …e ci riuscì.
    Quando poi la guerriglia viene mascherata con la religione o con pseudo ideali i risultati sono tremendi perché è una guerra contro tutto quello che si ritiene diverso ed è combattuta da chiunque al momento impugna la sua bandiera per credo ideale, per convenienza politica, per pazzia distruttiva o infuriato perché reso cornuto dalla moglie.
    Ciclicamente il mondo occidentale ha subito invasioni da sud e da est che sono state bloccate quando tutti insieme ci si è coalizzati contro: Azio e Lepanto furono due grandi frenate. Alessandro, Napoleone ed Hitler, dopo tante vittorie, provarono ad allargarsi ad est e si sa come finirono.
    Oggi non esistono più le distanze che rallentano informazioni e rifornimenti ed il risultato è questa continua guerriglia urbana contro tutti da parte di tutti quelli che si autoconvincono di essere nel giusto.
    Quale sarà la difesa visto che i bombardamenti a tappeto non hanno bersagli e, considerato quel po di civiltà che pensiamo di avere, riteniamo non etici. In questa guerra non è facile neppure identificare i portabandiera da abbattere perché, come la favolosa Idra, per ogni testa che tagli ne nascono due.
    Come ne usciremo? Forse il continuo meltingpot di razze e religioni che sta avvenendo diluirà le situazioni più estreme che potranno essere assorbite e controllate con le regole normali.
    Quando avverrà? Chi può prevederlo …io spero di vederlo!

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