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Il futuro delle telco nell’era dell’AI: innovazione e reskilling per restare competitivi



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Il settore delle telecomunicazioni affronta una trasformazione radicale, spinto dalla necessità di competenze agili in un ecosistema in rapida evoluzione. Con il 42% dei ruoli attuali impensabili cinque anni fa, il reskilling diventa cruciale. Le aziende devono scegliere: abbracciare il cambiamento o restare indietro

Pubblicato il 16 ott 2024

Davide Di Labio

Associate Partner KPMG



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C’è una scena nel film “The Matrix” in cui Neo, il protagonista, apprende istantaneamente il kung fu attraverso un semplice download nel cervello. Sebbene ancora lontani da tali imprese, ci troviamo in un’epoca in cui l’apprendimento e l’adattamento sono diventati fondamentali per sopravvivere e prosperare, soprattutto nel settore delle telecomunicazioni.

Nel 2024, le regole del gioco non sono più dettate dalla tecnologia in sé, ma dalla velocità con cui le persone acquisiscono nuove competenze e le applicano in un ecosistema in costante evoluzione. Questo è particolarmente vero considerando l’esponenziale progresso di alcune tecnologie, come l‘intelligenza artificiale, e l’idea anacronistica di pensare di doverle semplicemente inseguire.

L’ecosistema fluido delle telecomunicazioni

Le telecomunicazioni sono al centro di una rivoluzione silenziosa. Non si tratta solo dell’implementazione del 5G o dell’espansione dell’Internet delle cose (IoT), ma di un cambiamento più profondo che riguarda l’essenza stessa di come le aziende operano e competono. In un mondo sempre più interconnesso, l’innovazione non segue più percorsi lineari. Si muove in modo imprevedibile attraverso un ecosistema composto da grandi corporation, hyperscaler, startup e fornitori emergenti. Questa “API economy” ha reso le barriere all’ingresso più basse, ma ha anche aumentato la complessità delle interazioni.

Secondo il TM Forum, le aziende di telecomunicazioni sono particolarmente concentrate sul reskilling e upskilling dei dipendenti, cercando di colmare il divario di competenze interne. Un dato sorprendente emerge: il 42% degli attuali ruoli all’interno delle Telco non esisteva cinque anni fa e ora rappresenta oltre il 50% della forza lavoro. Questo significa che metà dei dipendenti sta lavorando in posizioni che erano impensabili pochi anni fa.

La corsa per le competenze nell’era dell’automazione

Ma perché questa frenesia nel coltivare nuove competenze? La risposta risiede nella rapida evoluzione tecnologica e nell’automazione crescente. Come rileva KPMG nel report “Future of Work”, il 66% dei dipendenti si aspetta che la tecnologia migliori la loro produttività nei prossimi tre anni, e più di un terzo (37%) afferma che la nuova tecnologia automatizzerà fino al 30% del loro lavoro. Questo non è visto come una minaccia, ma come un’opportunità per liberarsi da compiti ripetitivi e concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.

Immaginiamo un ingegnere di rete che, grazie all’automazione, non deve più dedicare ore alla configurazione manuale dei sistemi. Ora può focalizzarsi sull’ottimizzazione delle prestazioni o sull’innovazione di nuovi servizi. Tuttavia, per farlo, deve acquisire competenze in analisi dei dati, intelligenza artificiale e gestione di ecosistemi complessi.

L’innovazione non è più un gioco a somma zero

Nel passato, le grandi aziende dettavano le regole del mercato. Oggi, l’innovazione può provenire da qualsiasi direzione. Startup agili possono sviluppare soluzioni rivoluzionarie e integrarle rapidamente nell’ecosistema attraverso le API. Questo ha creato un ambiente in cui la collaborazione è fondamentale e le competenze diventano la valuta più preziosa.

Un esempio emblematico è l’alleanza strategica tra molte Telco e le principali piattaforme cloud. Queste collaborazioni hanno permesso di sviluppare servizi avanzati di edge computing, combinando l’infrastruttura di rete delle Telco con la potenza di calcolo degli hyperscaler. Ma per realizzare questa sinergia, è stata necessaria una forza lavoro con competenze ibride, capace di comprendere sia le dinamiche delle telecomunicazioni che quelle del cloud computing.

La sfida del reskilling: oltre la formazione tradizionale

Il reskilling non può più essere visto come un semplice programma di formazione aziendale. Richiede un cambiamento culturale profondo. Le aziende devono creare ambienti che favoriscano l’apprendimento continuo, l’innovazione e l’adattabilità. Il 72% dei dipendenti ritiene che l’apprendimento continuo sia essenziale per rimanere rilevanti, e il 62% afferma che l’investimento nel miglioramento delle competenze influisce sulla loro decisione di entrare, lasciare o rimanere in un’organizzazione (KPMG “Future of Work”).

Le Telco stanno sperimentando nuove modalità di apprendimento, utilizzando tecnologie come la realtà virtuale per simulare scenari complessi o piattaforme di e-learning personalizzate basate sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è accelerare il trasferimento di competenze e rendere l’apprendimento più coinvolgente ed efficace.

Il paradosso della tecnologia: umanizzare il digitale

C’è un paradosso interessante in tutto questo. Mentre la tecnologia diventa sempre più pervasiva, il fattore umano diventa ancora più cruciale. L’intelligenza artificiale può elaborare enormi quantità di dati, ma sono le persone a dare significato a queste informazioni e a tradurle in strategie di successo. L’automazione può aumentare l’efficienza operativa, ma la creatività e l’empatia umana sono insostituibili.

La scelta della pillola rossa: abbracciare la realtà del cambiamento

E qui torniamo al dilemma di Neo in “The Matrix”. Le aziende di telecomunicazioni si trovano di fronte a una scelta analoga. Possono prendere la pillola blu, mantenendo lo status quo, affidandosi ai modelli tradizionali e sperando che le vecchie strategie funzionino ancora in un mondo radicalmente cambiato. Oppure possono scegliere la pillola rossa, accettando la realtà della trasformazione in atto, per quanto scomoda possa essere, e impegnarsi attivamente nel plasmare il futuro.

Prendere la pillola rossa significa riconoscere che il vero vantaggio competitivo non risiede più solo nella tecnologia, ma nella capacità di adattarsi rapidamente, di innovare e di coltivare le competenze delle persone. Significa investire nel capitale umano, promuovere una cultura aziendale aperta al cambiamento e instaurare partnership strategiche in un ecosistema in continua evoluzione.

Il futuro delle tlc: adattarsi o restare indietro

Scegliere la pillola rossa non è facile. Richiede coraggio, visione e la volontà di mettere in discussione le proprie convinzioni. Ma in un settore in cui il ritmo del cambiamento è esponenziale, l’inerzia non è un’opzione. Le aziende che non sapranno adattarsi rischiano di essere lasciate indietro, indipendentemente dalla loro dimensione o dalla loro storia.

Come diceva Morpheus a Neo: “Ricorda, tutto ciò che ti offro è la verità. Niente di più”. La verità per le telecomunicazioni è che il futuro appartiene a chi saprà reinventarsi, valorizzando le competenze e abbracciando l’innovazione non come una semplice necessità, ma come una filosofia aziendale.

Il destino è nelle nostre mani. La domanda è: quale pillola sceglieremo?

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