le ricerche

Come la banda ultra larga ha cambiato la qualità di vita dei cittadini

Tre ricerche che dimostrano come la comunità, la qualità e gli stili di vita siano cambiati con l’aumento della velocità delle connessioni. Ecco le evidenze

01 Feb 2018
Nicola Strizzolo

docente Università di Teramo

tim

A livello internazionale esistono ancora pochi studi che mettono in rilevanza gli aspetti degli impatti sociali della banda larga (e ancora più delle successive evoluzioni).

Eppure, colmare questo vuoto era già quanto auspicato dalla Commissione Europea nel 2009 che sottolineava come l’impatto sociale delle Tecnologie della comunicazione era per molti aspetti ancora inesplorato e l’importanza di considerare il loro impatto sulla vita dei cittadini, degli studenti, dei lavoratori, consumatori, pazienti, comunicatori, creativi e lavoratori della conoscenza.

Ricerche, a distanza di quattro anni, mettevano nuovamente in luce questo gap, evidenziando come venivano prospettate ricadute positive nei settori dell’educazione, della salute e nello sviluppo della comunità e che queste potevano però essere le attese dell’entusiasmo degli integrati, non esistendo di fatto ancora evidenze concrete attraverso monitoraggi sugli effetti sociali della banda larga.

Riporteremo qui alcuni casi di studio dalla letteratura internazionale:

  • il primo, che ha fatto da apripista, canadese del 2007, per identificare e valutare la trasformazione sociale nell’adozione comunitaria della banda larga;
  • il secondo, australiano del 2012, con l’obbiettivo di colmare la lacuna nella letteratura con una Valutazione di impatto sociale nella comunità;
  • l’ultimo, sempre australiano e del 2013, si pone la domanda di come la super banda larga – banda larga ad alta velocità – impatta sui settori chiave: educazione, salute e sviluppo della comunità.

Il fatto che gli studi esposti non siano recentissimi, non vuol dire che non siano stati condotti anche di più nuovi sugli effetti di un utilizzo intenso e capillare della rete (si invita ad esempio alla lettura del recentissimo volume “Fenomenologia dei social Network”- Guerini Associati): ci riferiamo qui a ricerche che abbiano messo in luce come la comunità, la qualità e gli stili di vita siano cambiati con l’aumento della velocità delle connessioni.

La ricerca canadese

La ricerca sul primo caso era stata finanziata principalmente dal Governo canadese e proponeva di aumentare la comprensione sugli effetti dell’utilizzo della banda larga nelle zone rurali della Provincia di New Brunswick. Oltre ad identificare e valutare possibili trasformazioni mirava ad incrementare le competenze per fare ricerca e valutazioni sull’impatto della banda larga per avere elementi per supportare decisioni delle politiche e degli stakeholder coinvolti. L’importanza di questa ricerca, nonostante sia purtroppo datata, è l’estensione capillare che ha avuta l’infrastrutturazione della banda larga: 327 comunità in 12 aree della Provincia, 106.800 residence (il 90 %), 24240 imprese (il 95 %), 130 scuole (il 98 %), 29 centri sanitari (il 100 %) e 16 parchi commerciali. La rilevazione poi si è concentrata nell’area di Shippagan (la borsa della pesca del New Brunswick), campionando 158 casi su 12.156 unità di analisi.

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Le prime considerazioni generali è che non era cambiato il loro utilizzo dei media, delle fonti da cui reperivano informazione. L’unico cambiamento rilevato era che il 20 per cento aveva dichiarato di aver aumentato la pratica sportiva: aspetto singolare per il tipo di innovazione, comprensibile però perché questa permette di risparmiare tempo riducendo gli spostamenti necessari per altre attività. Infatti le risposte hanno mostrato principalmente l’importanza dell’alta velocità nell’esecuzione delle operazioni e il risparmio di tempo dal trasferimento in banca, alla biblioteca, all’agenzia di viaggi, oltre nel mantenere i contatti e la comunicazione con parenti e amici.

Nella percezione degli utenti erano percepiti come migliorati o miglioramenti: la rapidità di accesso alle informazioni, la comunicazione integrata e aggiunta a quella tradizionale, non sostituiva di questa; il risparmio di spostamenti; l’accesso ai giornali online; i servizi bancari online; il pagamento online; l’e-learning; la ricerca per progetti scolastici per bambini; il fatto che non era più necessario doversi recare in biblioteca; gli acquisti online; l’intrattenimento; la rapidità per fare diverse cose (la capacità di fare più cose alla volta); il download veloce di musica e documenti; la linea telefonica gratuita; lavorare da casa; le possibilità di business da casa.

Le due ricerche australiane

Il secondo studio è stato finanziato dal Governo australiano per valutare i primi effetti del National Broadband Network. Questo progetto, per un costo di quarantatré miliardi di dollari per otto anni, si è posto l’obiettivo di far arrivare nelle comunità rurali servizi wireless e satellitari di prossima generazione che avrebbero raggiunto i 12 megabit di velocità al secondo e di cablare almeno il 93 per cento delle strutture residenziali e commerciali con fibra ottica ad alta velocità, il restante sette per centro avrebbe ottenuto un accesso wireless o satellitare.

Si è presa in esame Parkbridge Estate, una località con un cavo in fibra ottica disposto in ciascuna casa. Costruita pochi anni prima con 700 case, dotate di tecnologie avanzate per internet, televisione e telefono, oltre internet a banda ultra larga. Sono state condotte interviste ai residenti connessi alla rete e ad altri stakeholder come i fornitori di servizi, autorità di controllo e altre parti commerciali. Sotto il profilo della Valutazione dell’Impatto Sociale, l’indagine ha messo in luce: le implicazioni politiche di una cablatura su vasta scala, come la gestione stessa della diffusione, attraverso formazione ed incentivazione per le possibilità legate alla banda larga; il divario digitale, in questo caso ancora maggiore per chi rimane al di fuori di questo processo; la mancanza di accesso alle informazioni per gli utenti finali e deboli collegamenti di comunicazione tra utenti finali e fornitori di servizi (ovvero, a fronte di un guasto, chi contattare?); impedimenti amministrativi, di comunicazione e tecnologici; diritti di proprietà legati al contenuto fruibile, scaricabile e condivisibile; necessità che le iniziative del governo investano simultaneamente nel capitale sociale (le reti delle persone) e umano (le competenze), sostengano i miglioramenti tecnologici e prendano atto dell’impatto sociale delle ICT, che se non condiviso, rischia una volta ancora di tradursi in cittadini di serie A (inclusi nel processo) e di serie B (da questo esclusi).

L’ultimo caso, sempre australiano, ha esaminato invece le ricadute, del medesimo progetto nazionale del secondo caso, su un paese nell’Australia meridionale, Willunga, di 2.146 cittadini, la cui principale attività è il turismo. La ricerca ha confrontato gli impatti previsti sulla base della letteratura con quelli effettivi riscontrati monitorando la popolazione e gli staekeholder coinvolti.

Gli impatti previsti erano un maggiore e migliore utilizzo del distance learning, della telediagnostica e lo sviluppo della comunità attraverso l’attivazione di reti professionali, per l’educazione, cluster tecnologici e network uniti da specifiche situazioni o obiettivi (malattie, disabilità, disastri, storie di vita).

Effettivamente risultava migliorata l’istruzione a distanza sincrona e la qualità dei materiali didattici, l’accesso a questi dalle case e dalla scuola, integrandola alla didattica offline. Sono state rilevate anche opportunità per la tele radiologia associata a file di grandi dimensioni.

Infine erano aumentate le possibilità di attivare inclusione puntando direttamente alle categorie di esclusi (anziani, giovani madri, nuovi arrivi e gli emarginati sociali) e la partecipazione degli stakeholder.

Gli impatti della banda ultra larga sui cittadini

In conclusione, dall’analisi dei tre casi riportati, i punti salienti, di un’ampia diffusione della banda larga, che possa avere ricadute positive per la maggior parte della comunità sono:

  • le politiche di gestione (la banda larga intesa e trasmessa come un’opportunità di sviluppo, un diritto, per tutta la cittadinanza, chiarezza delle parti e dei ruoli coinvolti e verso i cittadini quali sono le opportunità, i servizi e i gestori di ogni parte del servizio, dalla rete al contenuto)
  • un’opportuna incentivazione alla diffusione dell’adozione
  • formazione all’utilizzo e alle opportunità (se non viene insegnato il buon utilizzo di un’innovazione, si aumentano i costi, gli errori e le insoddisfazioni, che vanno a discapito della sua diffusione)
  • comunicazione e chiarezza tra operatori e stakeholder coinvolti
  • attenzione verso lo sviluppo di processi virtuosi (es. centri commerciali naturali che si appoggiano sulle possibilità della banda larga; riduzione divario digitale per attivate processi di inclusione)
  • caricare delle giuste aspettative un’innovazione, affinché si faccia anche carico di istanze comunitarie, di valori sociali, di buone pratiche e non diventi un’occasione sprecata
  • condurre ricerche (che vanno ad alimentare a loro volta i punti precedenti)

Quanto ora sta avvenendo in Italia, potrà essere per tanto un’importante banco di prova, per valutare e fare ricerche, sugli impatti sociali della diffusione della banda larga.

Banda ultra larga, c’è un problema: nessuno ha mai calcolato i vantaggi per le aziende

Il 15 dicembre 2017 si è tenuto a Udine un convegno per mettere a confronto gli aspetti tecnici legati alla realizzazione, nonché le prospettive di sviluppo e le ricadute sociali sull’infrastrutturazione della rete a banda ultra larga FTTH a opera di Open Fiber.

Quest’articolo è sintesi dell’intervento “Comunità digitali: come l’allargamento di banda ha cambiato stili e qualità di vita (casi di Studio)”

Riferimenti:

  • EC (2009), European Commission i2010 High Level Group: Benchmarking Digital Europe 2011-2015 a Conceptual Framework’ European Commission: Information Society and Media
  • Giselle Rampersad, Indrit Troshani, (2013) “High‐ speed broadband: assessing its social impact”, Industrial Management & Data Systems, Vol. 113 Issue: 4, pp.541-557
  • Sid-Ahmed Selouani, Habib Hamam, Social Impact of Broadband Internet: A Case Study in the Shippagan Area, a Rural Zone in Atlantic Canada, Journal of Information, Information Technology, and Organizations Volume 2, 2007
  • Tiffany Tenty, Brendan Wallis, Sumita Ghosh, Richard Howitt, Local implementation of a broadband network: Social impact issues of new broadband capacity in Australia, Journal of Social Inclusion, 3(2), 2012
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