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Direttore responsabile Alessandro Longo

Nota

Nasce il Comitato Scientifico di Agendadigitale.eu

di Alessandro Longo

17 Lug 2015

17 luglio 2015

Presieduto da Alessandro Perego, responsabile dell’Osservatorio Agenda Digitale presso il Politecnico di Milano, il Comitato, con i suoi dieci membri, contribuirà a tenere alto il livello scientifico delle nostre pubblicazioni

Agendadigitale.eu da questa settimana ha un Comitato scientifico, composto da undici personaggi di spicco del mondo accademico e noti per i lavori sul digitale. Dieci membri più il presidente, Alessandro Perego, che è il responsabile dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano.

La nostra testata ha sempre cercato di caratterizzarsi con approfondimenti autorevoli e un taglio scientifico. Accuratezza, profondità, imparzialità, con il contributo di personaggi e voci anche discordanti: è la formula di Agendadigitale.eu. Ben poco rappresentata nel panorama editoriale italiano.

Ora il supporto di un Comitato scientifico contribuirà a sostenere maggiormente il livello scientifico delle pubblicazioni. Compito del Comitato è infatti quello di vegliare sui fondamenti scientifici di quanto pubblichiamo e i suoi membri potranno partecipare attivamente alla discussione, anche dando suggerimenti alla linea editoriale. 

A questo si aggiunge un’altra novità: dal mese di luglio, la nostra testata ha un codice ISSN, che sarà pubblicato su ogni newsletter settimanale (ogni sabato).

Di seguito l’organigramma del Comitato.

 

Presidente: Alessandro Perego, Politecnico di Milano

Membri del Comitato scientifico

Carlo Alberto Carnevale Maffè (Università Bocconi di Milano)

Carmelo Cennamo (Università Bocconi di Milano)

Mariano Corso (Politecnico di Milano)

Valerio Eletti (Università La Sapienza di Roma)

Paolo Ferri (Università Bicocca di Milano)

Massimo Marchiori (Università di Padova)

Carlo Medaglia (Università La Sapienza di Roma)

Giuliano Noci (Politecnico di Milano)

Francesco Sacco (Università Bocconi di Milano)

Nicola Strizzolo (Università di Udine) 

  • costanzo

    bellissima iniziativa, mix di esperti ancor più notevole: davvero non c’era un angolino per un giurista? per una studiosa e/o esperta? per qualcuno del profondo sud?
    con simpatia
    pasquale costanzo

  • stufa

    faccio parte per nascita di quella metà dell’umanità, femminile, il cui apporto evidentemente abbasserebbe il livello delle vs pubblicazioni. E la cui assenza farà sì che certe cose nono verranno proprio in mente. Accidenti all’innovazione! Siamo ancora alla banda dei good boys!

  • DipartimentoExpo

    Si legge continuamente della necessità di accelerare la crescita digitale, sentita come esigenza collettiva, e non solo frutto di un elite di appassionati, quindi complimenti per il lavoro svolto e per la divulgazione delle informazioni inerenti l’aspetto sociale e tecnologico della società, da oggi anche supportato da un comitato scientifico.

  • GT

    Egregio direttore, leggo sul vostro sito: ‘La nostra testata ha sempre cercato di caratterizzarsi con approfondimenti autorevoli e un taglio scientifico. Accuratezza, profondità, imparzialità, con il contributo di personaggi e voci anche discordanti: è la formula di Agendadigitale.eu. Ben poco rappresentata nel panorama editoriale italiano.’ Mi viene da pensare che, se le voci ‘discordanti’ sono tollerate, le voci femminili non sono neppure lontanamente contemplate. Mi viene da chiedere se è davvero impossibile individuare ‘donne di spicco’ idonee a far parte del vostro Comitato. Mi viene da considerare che nessuno di loro (molti dei quali presenti in diversi consessi….) ha ritenuto di fare un passo indietro e ‘lasciare il posto’ a qualche autorevole e brava collega. Eppure da quanto emerge da ricerche dell’ Eurostat, in Italia le donne che lavorano nelle tecnologie sono il 24%. Il settore le vede per il 9% inserite come Top Manager, dato che assume, almeno per una volta, un aspetto positivo, considerando che nel resto dei settori lavorativi le donne manager sono circa il 5,4%. L’Italia è uno dei paesi con più donne nei ruoli tecnici, al pari della Svezia. Davvero non è stato possibile individuare alcuna ricercatrice, ingegnera, docente di informatica… degna di essere inclusa nel Comitato per arricchirlo di un pensiero, sguardo, proposta femminile autorevole e, come tale, capace di contribuire al compito di vigilanza e sollecitazione dello sviluppo dell’AGID? Eppure sono le donne le prime a dover essere sensibilizzate all’utilizzo dei servizi on line, perché più dedite ai lavori di cura (basta vedere chi fa la fila agli sportelli della PA e della Sanità, anche per i propri cari), e sono ancora le donne ad essere penalizzate dal divario digitale culturale e chiamate a gestire in prima battuta i figli e le figlie, nativi/e digitali, all’uso corretto delle tecnologie. Ecc. ecc. Il pensiero corre agli innumerevoli progetti di orientamento scolastico volti ad invogliare le ragazze ad intraprendere studi tecnici, ai progetti di contrasto alle discriminazioni, alla creatività e alle competenze messe in campo dalle donne delle istituzioni e delle associazioni, volte ad attuare quella trasformazione sociale, economica, produttiva dell’Italia, assolutamente non più eludibile: elementi positivi resi di colpo inutili, inefficaci e quasi ridicoli, di fronte ad una così disinvolta e, forse inconsapevole, brutale azione di esclusione. Dobbiamo assistere ad un’altra occasione perduta, registrare uno dei tanti comportamenti, non sempre così evidenti, che concorrono al feroce consolidamento degli stereotipi di genere, vera malattia tutta italiana, concausa della penalizzazione economica e culturale in cui versa ancora l’Italia, che non potrà essere mai debellata se non si persevera con tenacia l’obiettivo di promuovere donne capaci e meritevoli nei luoghi decisionali e di prestigio, per un giusto equilibrio di genere, tenuto conto che il quoziente di intelligenza e le competenze non hanno sesso, ma sono distribuiti equamente tra uomini e donne. Ancora più grave se ciò avviene in un contesto come quello dell’ICT che, per sua natura, è di traino al cambiamento e alla crescita, dove le politiche discriminatorie non solo non dovrebbero aver luogo ma dovrebbe costituire il terreno fertile per generare equità, pari opportunità e trasparenza, ed essere, per definizione, un ambito preposto a costruire modelli nuovi e vincenti, in cui giovani donne e giovani uomini possano riconoscersi e trovare la motivazione a perseguire studi e carriere sulla base del proprio talento e del proprio potenziale. Se i 10 saggi di Montecitorio erano una svista, gli 11 eccellenti di Agenda sono una notizia irricevibile.

  • Benedetta Gargiulo

    Mi accodo ad alcuni commenti precedenti al mio: vedo ben poca innovazione e ben poco “digitale” se con questo termine vogliamo significare anche una certa proiezione al futuro e al progresso, in un comitato scientifico tutto al maschile.
    Vedo invece un’impostazione piuttosto “classica” e “analogica”, che porta avanti un modello di leadership – in questo caso scientifica – che non potrà che avere una visione parziale su tutto il tema. Da una testata che si chiama “agenda digitale” mi sarei aspettata qualcosa di diverso.
    Buon lavoro a tutti in ogni caso: seguirò con interesse lo sviluppo dei contenuti delle vostre pubblicazioni, sperando di trovare degli approcci più aperti e inclusivi di quanto preannuncino le premesse.

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