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Direttore responsabile Alessandro Longo

Memory Squad - 135° PUNTATA

Pokémon

09 Set 2016

9 settembre 2016

Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner per Agendadigitale.eu

Il dottor Annthok Mabiis, nell’anno 2333, ha annullato tutte, o quasi, le memorie connesse della galassia per mezzo del Grande Ictus Mnemonico. “Per salvare uomini e umanidi dalla noia totale, dalla Sindrome della Noia Assoluta”, perché le memorie connesse fanno conoscere, fin dalla nascita, la vita futura di ciascuno, in ogni particolare. La Memory Squad 11, protagonista di questa serie, con la base di copertura su un ricostruito antico bus rosso a due piani, è incaricata di rintracciare le pochissime memorie connesse che riescono ancora a funzionare. Non è ancora chiaro se poi devono distruggerle o, al contrario, utilizzarle per ricostruire tutte quelle che sono state annientate, se devono cioè completare il lavoro del dottor Mabiis o, al contrario, riportare la galassia a “come era prima”.

S’era svegliato. Immobile da sempre. Dal XXI secolo. Ora sbatteva gli occhi. Lo vedeva respirare. Ora affaticato. Ora boccheggiante. Stremato. Acquattato. Il mostriciattolo. Nel giardino. Da oltre tre secoli. Fajiah Senni lo temeva. Lo fissava per attimi. Solo lei lo vedeva. Aveva ancora un tablet mille volte riparato. Un server lontano o un dio vicino lo teneva in vita. La teneva in vita. Così era da diciannove generazioni.

La notte ferma. Alle tre del mattino. La notte scura. Il mare voiola. Le rocce picchiate. Le onde a frustate. Il bus rosso a due piani abbrancava le curve della scogliera. I fari acquattati.
Gli agenti intenti: “Memoria connessa a venti minuti da qui… Strano, ci siamo passati altre volte e non l’abbiamo intercettata…”
Stefano Magli, l’agente di Memoria Antica della squadra: “È una memoria secolare. È connessa ma si rileva solo quando arriva alla fine… solo al termine si fa sentire… salvo strapparla prima! Strapparla a…”
La comandante Khaspros con le mani al collo. A stringerlo: “Questo vuol dire che la memoria sta morendo!… Correre agenti, correre a perdifiato! La dobbiamo prendere viva!…  Vale quanto la galassia! Deve essere nostra! Come la vita…”

Il mostriciattolo cercato. Coccolato. Abbarbicato. Amato. Assecondato. Sedotto. Acciuffato. Speso. Sprecato. Inseguito. Sciupato. Perso. Preso. Afferrato. Goduto. Donato. Il mostriciattolo della vita. Immolato.

Fajiah spiava dalla vetrata. Capiva. Atterriva. La mente devastava. Vide la macchia del bus rosso a due piani oltre i cespugli vicini. Luccicava un poco.
Fajiah sagomò gli agenti avanzare silenti. Quatti. Feroci. Rapaci. Spense le luci del giardino. Gli agenti fendevano nella pece. Fajiah appiattiva. Il pavimento polveroso. Il respiro azzerato. Strisciava in giardino. Verso il mostriciattolo.

“Non era una memoria connessa agenti!… era il suo cuore!… il nostro cuore… siamo tutti degli stupidi assassini…”
Farjiah si accumulò sull’erba. La sua vita soffiava via. Spirava: “Addio mio ultimo Pokémon… go!…”

(135 – continua la serie. Episodio “chiuso”)

edoflei06@gmail.com

  • Attilio A. Romita

    Una volta c’era la battaglia navale: A4, B3, colpito F9…affondato! Era tutto semplice …un foglio di quaderno a quadretti, qualche segno e semplici messaggi in codice.
    Poi vennero tablet e smartfone e la vecchia e buona battaglia navale di carta si trasformò in mille giochi il cui scopo era colpire qualcosa…Tetris, il muro da distruggere, gli omini in fila destinati a cadere….mille altri.
    Poi vennero i grandi eroi come Jig Robot ed i suoi amici transformer Giapponesi e tutti passarono dalla carta al video ai byte.
    Arrivarono poi gli esserucoli, i Teletabbies, i BarbaPapa con tutte le loro famiglie.
    Infine sono arrivati i POKEMON, strani abitanti di un mondo parallelo con infinite forme, aspetto e capacità.
    Poi il mondo parallelo, che non aveva conosciuto l’assioma euclideo delle rette parallele, si è congiunto con il nostro mondo ed ha sparpagliato nelle nostre città e campagne migliaia di piccoli “oggetti” fugaci da catturare.
    Al suono del corno da caccia del capo battitore la canizza si è scatenata ed una furia omicida è partita…io 100, …io ho preso CapoPoke, ….io ne ho visti 30 diversi, ….io ne ho fatti fuori 1000.
    Nel giro di un mese grandi e piccoli assassini impazzano…poi qualcuno comincia a capire che strozzare un bit non è divertente e la furia omicida si placa.
    Oggi tanti sconsolati Pokemon vanno a spasso, nessuno se li fila confusi tra uomini, donne, bambini, soldati, sacerdoti, bianchi, neri, gialli ed esquimesi.
    Domani poi si sveglierà qualcuno e lanacerà un nuovo Tetris o la sfera di Rubik e tutti ci immergeremo nel nuovo gioco.

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