Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Direttore responsabile Alessandro Longo

nuove reti

Quando è il territorio a richiedere la banda ultra larga: il caso trentino

di Alessandro Zorer, presidente di Trentino Network

31 Dic 2015

31 dicembre 2015

Tra il 2015 e il 2017 si sviluppano tre progetti della Provincia Autonoma di Trento: portare a tutti la connessione a 30 Mpbs, la fibra ottica nelle scuole e i 100 Mbps alle utenze professionali. Vediamo come

Per la Provincia Autonoma di Trento internet non è stato soltanto uno strumento di lavoro da sfoggiare sulla carta degli intenti. In queste zone il tema della banda ultralarga è stato richiesto dal territorio stesso, già abituato da anni a operare in tutti i settori sfruttando le potenzialità della rete: vale per cultura, turismo, welfare, agricoltura, artigianato, industria e servizi.

Non solo la Provincia di Trento è da tempo al primo posto per il livello di copertura di banda larga avendo già nel 2008 superato il digital divide di prima generazione. Nel 2014 è stato il turno di quello di seconda generazione (fino a 20 Mbps).

Tutti i comparti avevano già quindi familiarizzato con la rete, trovandola essenziale, al punto da rendere la domanda di avanzamento lavori sempre più crescente. Per questo, quando il 3 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato la Strategia italiana per la banda ultralarga con l’obiettivo di colmare il ritardo digitale del Paese, in linea con l’Agenda Digitale Europea, la risposta è stata pronta. Aspettavamo solo il “la”.

Il territorio è dotato di una dorsale in fibra ottica pubblica proprietaria di 1.100 km, garanzia di connessione in banda ultralarga per la gran parte degli enti pubblici trentini e la connessione  in fibra ottica in modalità FTTH (Fiber To The Home) di 6 aree industriali che servono 2mila imprese locali.

Ad aprile di quest’anno sono stati tre gli ambiti d’interesse del piano di indirizzo approvato dalla Provincia Autonoma.
Cominciamo dai 30 Megabit per tutti. Per portare il servizio 30-50 Mbps nelle aree bianche e remote sono stati stanziati 25 milioni di euro,.
Questa parte del piano ha già visto due eventi cruciali: il 17 dicembre scorso, la Provincia ha pubblicato il primo bando a incentivo, frutto a sua volta dell’importante snodo della prima Consultazione pubblica effettuata da Infratel (luglio 2015) e della successiva Consultazione effettuata dalla Provincia (settembre 2015) su temi complementari ma necessari a dare attuazione al Piano. Non appena sarà assegnato il primo bando, partirà il secondo – previsto per il primo semestre 2016 – quello per l’intervento diretto nelle aree remote che gli Operatori non copriranno. I progetti di copertura a banda ultralarga autonomi (ad almeno 30 Mbps) degli Operatori privati toccheranno il 38% dell’utenza trentina entro la fine del 2017.

Secondo ambito d’interesse del piano, i 100 Mbps alle utenze professionali sul territorio (aziende, artigianato, turismo, etc). La somma per soddisfare i 17.800 utenti che rappresentano questo settore è stata allocata una somma pari a 32 milioni di euro. Il primo meccanismo attuato, in questo caso, è il credito d’imposta. Rivolto ai titolari di partita Iva, riconosce un credito fino al 50% dei costi (fino a 16.000 euro) impiegati per l’adeguamento degli impianti tecnologici e per la migrazione alla connessione ad almeno 100 Megabit. Le domande presentate, ad oggi, sono già diverse decine, e la tendenza è cresciuta su base mensile. Gli interventi che vengono effettuati dagli Operatori privati sono la realizzazione dei collegamenti utente in modalità FTTH a partire dalla dorsale pubblica in fibra ottica.

La Provincia vorrebbe anche poter sfruttare un intervento tramite bando pubblico per gli operatori di telecomunicazione con un co-finanziamento di interventi di aggregazione della domanda per circa 16 milioni di euro (dei 32 di cui sopra). Questa tipologia di intervento, tuttavia, rientra nelle novità previste dalla Strategia a livello nazionale che attualmente è in fase di verifica da parte della Commissione Europea.

Terzo, ma non ultimo, il progetto di portare la fibra ottica nei 380 istituti scolastici. Il collegamento avverrà tramite “sbracci utente” della rete pubblica per le circa 295 scuole che non sono ancora connesse in fibra. L’operazione, che vale 10 milioni di euro, vede impegnati il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Provincia e Trentino Network in supporto. Sono state già effettuate le progettazioni preliminari di tutto l’intervento e quelle esecutive per il primo lotto da 2 milioni di euro, con i relativi bandi di realizzazione in fase di pubblicazione.

  • Pino P.

    Per i privati c’è comunque la
    possibilità della connessione satellitare, almeno per i 25 Mbps, come ad esempio con skyDSL.
    skyDSL è una connessione Internet a banda larga via satellite, utile per chi non può
    avere una connessione veloce tradizionale.
    la consiglierei a tutti gli italiani che hanno il mio stesso problema di copertura.
    trovate tutte le info qui:
    http://www.skydsl.eu/it-IT/Internet-satellitare

  • agh

    Sono le solite balle propagandistiche. La rete in fibra ottica è preclusa alla stragrande maggioranza dei privati, e totalmente ai cittadini. I quali navigano nelle condizioni penose imposte dalla solita Telecom Italia. La velocità media di Trento capoluogo si attesta attorno ai 9 mb scarsi, vi lascio immaginare nelle valli. Un po’ di verità sulla REALE situazione, si trova nel gruppo facebook Trentinoenbanda

  • incensarsi sul nulla o reali vittorie?

    perché la dorsale della fibra non è pubblica come in alto adige? lasciata al mercato, al privato, ci saranno intere aree non servite perché ovviamente antieconomiche.è inevitabile in un territorio come il nostro. il tutto condito da milioni su milioni pagati dai cittadini. era tanto difficile copiare dall’Alto Adige? esempi? mia diretta esperienza: Telecom, che gestisce in sostanza tutto, manda nel mese di dicembre un tecnico da solo a allacciare l’Adsl(adsl figuriamoci la fibra…mi dicono che doveva raggiungere i 20 e da test mi trovo con 6.4)…tecnico che tra sudore e visibile ansia mi racconta che nella stessa ora ha almeno 3 appuntamenti in località distanti anche più di 20 km l’uno dall’altro. e questo si ripete per almeno 5 volte al giorno. risultato? appuntamenti che saltano.come mi era capitato già due volte prima di quella buona. e stiamo parlando di fibra?a fronte di tanto denaro controlliamo almeno il servizio? o diamo soldi e basta? sono queste condizioni di far lavorare la gente?paghiamo per lasciare i cittadini allo sbaraglio? NB ho adsl normalissima…peccato che a 200m abbia la casetta della fibra. chi la usa non è dato sapere. tutto questo per una scuola se va bene? e apritele ste benedette fibre che di gente disposta a pagarla è pieno. ma la realtà qual’è? la volete raccontare giusta per favore? e notare che ho scelto di affidarmi a Telecom per il solo fatto che intuivo che i tempi erano minori. visto che anche gli altri operatori dipendono da Telecom. brennercom ad esempio è stata la più onesta: mi ha detto fin da subito che ci volevano meno due mesi…io vorrei tanto sapere dove finiscono tutti questi milioni di soldi pubblici elargiti.

Articoli correlati