concorrenza

Roaming, la riforma UE danneggia i piccoli operatori: quali soluzioni

Mentre agli utenti Ue non vengono più addebitati costi extra per usare il cellulare all’estero, le telco continuano a pagare il roaming all’ingrosso. Ed è un problema principalmente per i Mvno. Si crea, dunque, una distorsione della concorrenza che andrebbe sanata. Vediamo cosa propone il Berec, l’agenzia dei regolatori Ue

Pubblicato il 05 Lug 2019

Innocenzo Genna

giurista specializzato in diritto e policy europee del digitale

roaming

L’abolizione dei costi di roaming per gli utenti mobili che viaggiano all’interno della Ue è senz’altro da considerarsi una delle meglio riuscite ed apprezzate iniziative dell’Unione Europea. Tuttavia, il sistema denominato “Roaming Like At Home” (“RLAH” in acronimo) continua ad essere al centro di attenzioni da parte delle istituzioni europee per via dello squilibrio concorrenziale che ha creato e che andrebbe sanato in qualche modo.

Impatto del roaming sulle telco: i timori del Berec

Non si tratta tanto della fine degli introiti del roaming, cui il mercato si è abituato da quando sono stati imposti, già con la prima riforma Reding del 2007, i limiti massimi (caps) delle tariffe retail. Il problema è semmai costituito dalle distorsioni alla concorrenza, poiché il nuovo sistema non sembra impattare in maniera neutrale sui diversi operatori. Questo tema è stato segnalato dal Berec, l’agenzia europea dei regolatori, in un recente parere inviato alla Commissione europea il 13 giugno scorso.

Le preoccupazioni del Berec riflettono timori già palesati dal Parlamento europeo che, in uno studio del novembre 2018, aveva appunto evocato la necessità di adeguare il sistema RLAH per limitarne gli effetti distorsivi della concorrenza. Da notare però che la Commissione europea, cui spetta la decisione se proporre un adeguamento dell’attuale normativa sul roaming, in un Report del 12 dicembre 2018 sembra invece escludere la necessità di un intervento, ponendosi così in apparente contrasto con Berec e Parlamento europeo.

Fine dei sovraccosti per gli utenti, ma non per gli operatori

Ma qual è esattamente il tema concorrenziale su cui le istituzioni europee hanno valutazioni così diverse? In sintesi, il problema è che i sovraccosti roaming sono stati aboliti per gli utenti, ma non per gli operatori. In altre parole, mentre gli utenti mobili possono liberamente viaggiare in Europa continuando a pagare la tariffa domestica senza sovraccosti, allo stesso tempo il loro operatore deve pagare un sovraccosto di accesso alla rete ospitante straniera (un costo detto roaming all’ingrosso, o “wholesale”) che è mediamente molto più alto del costo dell’accesso domestico all’ingrosso.

Un tale ed elevato costo di roaming wholesale è sempre esistito, ma in passato veniva recuperato dagli operatori attraverso i sovraccosti roaming applicati all’utente. Ora che questi ultimi sono stati aboliti, il roaming wholesale resta a carico dell’operatore, che potrebbe ora recuperarlo solo con la tariffa domestica. Ma neanche questo è detto che sia possibile: infatti, in base alla regole europee il wholesale roaming può arrivare fino a 4,5 Euro per Gigabyte, mentre la tariffa domestica pagata dagli utenti per ogni Gigabyte equivale in media a poche decine di centesimi. In altre parole, se un operatore deve, da un lato pagare la tariffa wholesale roaming piena, e dall’altro incassare solo quella domestica retail, andrà sicuramente in perdita.

La differenza tra operatori mobili tradizionali ed MVNO

Tuttavia, nei fatti gli operatori mobili non soffrono di questo problema nella stessa maniera. Gli operatori mobili più grandi si scambiano tra loro, da paese a paese, volumi di traffico roaming equivalenti. Pertanto, il costo del roaming wholesale viene compensato tra loro (tanto fornisco = tanto ricevo) senza generare perdite, mentre agli operatori resta l’introito delle tariffe retail come guadagno. Il problema si pone invece per gli operatori mobili più piccoli che, generando volumi di traffico minori, si ritrovano con un saldo negativo rispetto ai più grandi; e, soprattutto, per i MVNO, vale a dire gli operatori mobili non tradizionali che utilizzano, sulla base di accordi, lo spettro di altri operatori. Non possedendo una rete domestica, i MVNO pagano il roaming wholesale come un puro costo, che non può essere compensato con gli introiti di traffico entrante (poiché non hanno una rete), né può essere recuperato con gli abbonamenti degli utenti, poiché normalmente la tariffa roaming wholesale è superiore alle tariffe retail domestiche.

La distorsione concorrenziale riguarda, quindi, soprattutto gli MVNO e la loro capacità di competere con gli operatori mobili tradizionali. Per i primi il meccanismo del RLAH costituisce una perdita secca che li indebolisce anche nel mercato domestico, mentre per i secondi non sembra esserci impatto pregiudizievole: da un lato, essi hanno perso i tradizionali introiti del roaming internazionale (cioè gli abnormi sovraccosti roaming al cliente), ma dall’altro è cresciuto il traffico roaming in generale e quindi i relativi introiti a livello retail (sebbene a tariffe domestiche) e wholesale (a prezzi molto alti, come notato).

Le possibili soluzioni: le deroghe al RLAH

A livello sistemico il problema si pone anche tra mercati nazionali, visto che i paesi europei del sud ricevono più traffico in roaming di quanto ne mandino al nord, ottenendone così un guadagno (mentre quelli del nord ci perdono). Queste possibili asimmetrie erano già state paventate durante l’elaborazione dei regolamenti roaming ed infatti il testo definitivo del regolamento 2120/2015 ha previsto uno strumento per mitigarne gli effetti negativi. Si tratta del cosiddetto meccanismo di sostenibilità, con il quale l’autorità nazionale di regolazione può autorizzare un operatore mobile a far pagare ancora il sovraccosto roaming ai propri clienti, qualora ciò sia necessario per recuperare le perdite causate dal RLAH.

Si tratta però di un meccanismo contestato da molti operatori, per ragioni intuibili: infatti, una volta che gli utenti hanno preso atto del RLAH come una condizione standard di mercato, diventa poi controproducente per un operatore reintrodurre per i propri clienti i vecchi sovraccosti. Ed infatti, a questo strumento hanno fatto ricorso un limitato numero di operatori in Europa (tra gli MVNO: 30 su 330, secondo i dati della Commissione) ma, soprattutto, solo in via cautelativa: in altre parole, l’autorizzazione viene richiesta ed ottenuta, ma poi non viene generalmente applicata (per non perdere clientela). Questo aspetto è sottolineato dallo stesso Berec: “Another noticeable trend is the strong competitive pressure on operators, which prevents them from extensively applying the surcharges even after they have obtained the derogation”.

La distorsione concorrenziale nei casi concreti

L’impatto effettivo sugli operatori e la relativa distorsione della concorrenza dipende però da alcuni fattori concreti, in particolare dalla tariffe wholesale roaming concretamente pagate dai MVNO (visto che il prezzo di Euro 4,5 a Gigabyte è solo una tariffa massima) e dal traffico in roaming effettivamente generato. Sulla base di questi distinguo la Commissione europea era arrivata a concludere, nel citato Report, che l’impatto negativo sui MVNO non fosse così rilevante. La Commissione riteneva, inter alia, che i clienti dei MVNO usassero roaming meno di altri o addirittura facessero uso di sim abilitate al solo mercato domestico; e che i MVNO fossero comunque capaci di strappare vantaggiose tariffe wholesale roaming.

Si tratta però di argomentazioni contestate dall’industria e poste in dubbio dallo stesso Berec. Non vi sono infatti evidenze che la clientela di certi operatori usi servizi in roaming in misura minore rispetto a quella di altri operatori, e lo stesso Report della Commissione europea non riporta dati pertinenti. La verità è, semmai, che dopo svariati anni di number portability gli utenti tendono a cambiare operatore mobile con grande facilità e frequenza. Inoltre, non vi sono dati secondo cui iMVNO venderebbero prevalentemente SIM “domestiche”, cioè non abilitate al roaming. Secondo l’associazione MVNO Europe, solo uno dei suoi membri fornisce SIM esclusive per il mercato domestico.

Per quanto riguarda le tariffe roaming wholesale, gli stessi dati raccolti dalla Commissione smentiscono l’agibilità dei MVNO: su 35 casi esaminati e descritti nel Report, solo 8 indicano valori inferiori a 4 Euro per Gigabyte, mentre gli altri si situano al di sopra, allineati o vicini al cap regolamentato di 4,5 Euro. Si tratta, in ogni caso, di valori lontanissimi dalle tariffe domestiche, ben inferiori a 1 Euro per Gigabyte, che quindi confermano il problema della recuperabilità di tali costi.

Il parere del Berec

Per i motivi di cui sopra, e basandosi su ulteriori dati raccolti attraverso le autorità nazionali, il Berec riconosce, come già aveva fatto il Paralmento Europeo, che la riforma europea del roaming, con l’introduzione del RLAH, ha creato un disequilibrio concorrenziale, che andrebbe curato in qualche modo, senza ovviamente pregiudicare i diritti acquisiti dai cittadini europei. Il Berec propone quanto segue:

  • ridurre le tariffe regolate del roaming wholesale: questa manovra sarebbe utile non solo per gli MVNO, ma anche per gli operatori mobili in relazione al loro traffico in uscita, riducendo quindi la necessità di richiedere una deroga. Inoltre, i Benchmark Data Reports dello stesso indicano che in media le tariffe all’ingrosso sono inferiori ai cap regolamentati e continuano a diminuire. Parallelamente, il BEREC sottolinea che le tariffe all’ingrosso devono essere fissate ad un livello che copra in modo efficiente i costi sostenuti dagli operatori mobili per offrire servizi di roaming all’ingrosso;
  • gli operatori mobili dovrebbero passare agli MVNO gli sconti per i servizi di roaming che ottengono dalle reti visitate per conto degli stessi MVNO: questa misura consentirebbe all’MVNO di beneficiare degli sconti sui volumi (dovuti all’aggregazione del traffico host e MVNO) che l’operatore mobile/host ottiene quando negozia con la rete estera.
  • allineare le tariffe di roaming wholesale alle tariffe nazionali all’ingrosso.

Prossimi passi

La Commissione europea dovrà ora tenere conto del parere del Berec, così come dello studio del Parlamento europeo, ed entro la fine dell’anno dovrà formulare una proposta di revisione dei cap wholesale, oltre alle varie altre misure necessarie per rendere la riforma del roaming in linea con la concorrenza. Tale proposta dovrà poi passare al vaglio di Consiglio e Parlamento.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati