Portare il calcolo quantistico dentro i problemi dell’energia: è l’obiettivo di EniQuantic, la joint venture di Eni e ITQuanta che sviluppa una piattaforma basata su atomi neutri. Il progetto unisce costruzione della macchina, software e algoritmi, con il supporto del calcolo ad alte prestazioni (HPC) di Eni. Il terreno di prova comprende materiali, reti e processi industriali, per i quali si cercano soluzioni migliori di quelle ottenibili con gli strumenti attuali.
La società è stata annunciata il 15 luglio 2024, con quote iniziali del 94% a Eni e del 6% a ITQuanta. È nata nell’ambito di Eniverse, la società del gruppo che crea nuove imprese tecnologiche. Il suo tratto distintivo è il legame tra ricerca quantistica e un utilizzatore industriale che porta problemi concreti da affrontare.
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Le competenze dietro EniQuantic
Questa combinazione si riflette nei due soci. Eni mette a disposizione esperienza industriale e capacità di calcolo; ITQuanta apporta competenze nelle piattaforme atomiche, maturate nella fisica degli atomi, nell’ottica e nell’informazione quantistica. EniQuantic è presieduta dal fisico Massimo Inguscio e guidata dall’amministratore delegato Dario Pagani, indicati nel team ufficiale di EniQuantic.
Il progetto segue un approccio full-stack: sviluppare insieme i componenti fisici e il software necessario a controllarli e utilizzarli. Nel portafoglio di Eniverse, EniQuantic è infatti associata a un computer quantistico destinato a rinnovabili, nuovi materiali e ottimizzazione di sistemi complessi. L’integrazione serve a progettare la tecnologia attorno alle applicazioni.
Come funzionano gli atomi neutri
Il punto di partenza fisico sono singoli atomi di itterbio, raffreddati e trattenuti dalla luce laser. I loro stati quantistici permettono di rappresentare i qubit, le unità di informazione del calcolatore. Le cosiddette pinzette ottiche sono fasci di luce concentrati che confinano gli atomi; modificandone la disposizione, si può riconfigurare la geometria della macchina.
Per eseguire operazioni che coinvolgono più qubit, i laser portano gli atomi in stati eccitati di Rydberg, nei quali le interazioni diventano particolarmente intense. L’architettura descritta da EniQuantic punta sia al calcolo digitale, basato su sequenze di operazioni, sia a quello analogico, che usa l’evoluzione controllata di un sistema fisico per rappresentare il problema da studiare.
Hardware, emulazione e algoritmi
La costruzione del dispositivo procede insieme alla verifica dei metodi di calcolo. Le attività dichiarate da EniQuantic coprono tre filoni collegati:
- hardware quantistico,
- emulatore classico
- algoritmi.
L’emulatore riproduce via software il comportamento dei sistemi quantistici, così da studiarli anche sui computer tradizionali. Gli algoritmi traducono invece i problemi industriali in operazioni eseguibili sulla piattaforma.
Il rapporto Eni for 2025 – A Just Transition, a pagina 43, descrive lo sviluppo di hardware proprietario e mostra parte di un prototipo. Documenta anche l’impiego di HPC6 per simulare hardware e algoritmi, preparando future integrazioni tra risorse classiche e quantistiche. Il supercalcolo offre quindi un ambiente per sperimentare e confrontare i metodi durante lo sviluppo della macchina.
Questa impostazione è stata ribadita da Giacomo Cappellini, Technology Officer della società, all’evento Quantum Leap di COTEC, il 3 febbraio 2026: l’accesso alle risorse HPC sostiene la ricerca su energia, materiali e sistemi complessi. Il valore del modello è poter verificare insieme hardware e applicazioni, facendo emergere presto i vincoli che un problema industriale impone al calcolatore.
Le applicazioni per l’energia
I problemi individuati spiegano perché Eni investa in questa filiera. Nella presentazione del proprio triangolo tecnologico, il gruppo indica la generazione e lo stoccaggio dell’energia, soprattutto rinnovabile, e l’ottimizzazione delle attività lungo la catena del valore, incluso il trading. In questi ambiti occorre selezionare soluzioni tra molte combinazioni possibili, rispettando vincoli tecnici ed economici.
Un secondo fronte riguarda la simulazione della materia: studiare molecole e materiali può aiutare a individuare proprietà utili per nuove tecnologie energetiche. Tra le destinazioni indicate da Eni rientrano anche materiali per la fusione a confinamento magnetico. La ricerca comprende inoltre equazioni differenziali e sistemi fisici complessi, strumenti necessari per descrivere l’evoluzione dei fenomeni e delle condizioni operative.
Il passaggio da prototipo a risultato industriale
Le applicazioni delineano un programma di sviluppo destinato a crescere. Il rapporto sul 2025 documenta attività sperimentali e descrive l’integrazione tra HPC e quantum come un’evoluzione futura. Queste informazioni descrivono una capacità tecnologica in costruzione; per valutarne l’utilità industriale serviranno confronti misurabili.
La verifica richiederà un confronto sullo stesso problema: qualità della soluzione, tempo complessivo e risorse necessarie rispetto ai migliori metodi classici disponibili. Il legame con Eni offre a EniQuantic casi d’uso sui quali impostare questa verifica. Da tali confronti dipenderà la possibilità di trasformare un prototipo ad atomi neutri in uno strumento utile alla progettazione e alla gestione dell’energia.




























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