Intelligenza artificiale

Cognitive computing in Sanità, ecco come orientarsi

L’innovazione in questo campo non può essere lasciata ai detentori della tecnologia, ma al contrario deve essere sviluppata dall’interno del settore sanitario, comprendendo anche i pazienti in quanto consumatori finali con l’ausilio degli esperti

09 Ott 2017
Gianmaria Battaglia

Docente di management sanitario

sanità_657819610

L’impatto dell’Artificial Intelligence, o Cognitive computing come viene chiamato con maggiore frequenza in questi ultimi anni, su tutti i settori è preannunciato da diversi anni. In particolare la sanità sembra essere il settore con il maggior impatto in termini di benefici.

Negli ultimi decenni però abbiamo assistito a diversi annunci di nuove tecnologie con la promessa di una rivoluzione in diversi settori, ma non sempre le promesse sono state mantenute. La prima domanda che viene spontanea per chi si occupa di innovare i processi delle organizzazioni sanitarie e l’efficacia delle prassi deve quindi essere: “è una cosa da prendere sul serio?”

Molte tecnologie possedevano un enorme potenziale, ma non sono decollate. O meglio: non sono decollate quando sono nate ma lo hanno fatto dopo, magari decenni dopo la loro creazione e spesso sotto diverso nome. Pensiamo alla videochiamata. Nei fatti era una opzione possibile già decenni fa ma non ha riscontrato grande interesse di massa: neanche l’ambito business delle videoconferenze prospettate quasi in realtà virtuale lo hanno di fatto diffuso (sono tuttora ampiamente preferite le audio conferenze). E’, invece, esploso come fenomeno con le nuove generazioni che viaggiano e desiderano comunicare e mantenere relazioni sociali a basso costo (Skype) ed diventata universale solo dopo l’avvento degli smartphone (mobilità) e con la connettività digitale ubiqua (WhatsApp).

Questo esempio ci spiega almeno tre cose: a. che l’innovazione non coincide con una nuova tecnologia e che si realizza quando diverse tecnologie e altre condizioni creano il contesto per creare nuove soluzioni ai problemi; b. l’innovazione segue percorsi imprevisti e si basa su esplorazioni e tentativi; c. frequentemente è la domanda effettiva che crea e plasma il prodotto che ha successo sulla base di una tecnologia disponibile “nonostante” quello che le aziende hanno progettato.

La prima consapevolezza da cui partire quando si ragiona sul Cognitive computing in sanità riguarda il fatto che, anche accettando che (come alcuni sostengono) siamo di fronte all’avvio di una nuove rivoluzione, quello che oggi pensiamo essere le sue applicazioni sono soltanto dei punti di partenza per quelle che saranno le vere implementazioni dei prossimi anni.

È quindi necessario sviluppare una consapevolezza sulle sue componenti e sui fenomeni e altre tecnologie che in sanità creano le condizioni affinché il Cognitive computing possa effettivamente mettersi a disposizione degli innovatori.

Ma in concreto cos’è e quali sono le sue funzioni elementari?

Sperando di non irritare troppo i teorici della materia con le molte semplificazioni necessarie, il Cognitive computing può essere descritto attraverso questi elementi:

  1. Un sistema di concetti e significati (detti ontologie). Se voglio comprendere il contenuto di una lettera di dimissione ospedaliera devo definire il concetto di diagnosi, di sintomo, di prescrizione, di farmaco, ecc.; questi concetti devono quindi essere descritti in modo che il software sappia identificarli in un testo secondo le regole linguistiche. Gran parte delle ontologie sono già disponibili nei sistemi cognitivi disponibili: molte ontologie specialistiche devono essere completate per poter sviluppare soluzioni specifiche (ad esempio per rapportare dei sintomi o condizioni specifiche a diagnosi o a significati rilevanti dal punto di vista clinico).
  2. La possibilità di gestire dati non strutturati e multimediali. L’oggetto dell’analisi del Cognitive computing sono rappresentazioni dirette della realtà: quindi gli si può sottoporre direttamente un testo (ad esempio un articolo scientifico) o un flusso audio (le telefonate al 118) o video (sistema video a circuito chiuso di un parcheggio) o un esame strumentale ad immagini (radiografia, TAC, risonanza magnetica, ecografia).
  3. La capacità di associare i contenuti del materiale sottoposto all’analisi e i concetti delle ontologie. In un articolo scientifico il software riesce quindi a identificare le modalità per effettuare le diagnosi che sono proposte dagli autori, oppure in una immagine riesce a riconoscere un volto di persona, il suo genere e la sua espressione (sorriso o smorfia) o in una mail mandata da un paziente ad un amico una condizione di rilevanza clinica.
  4. La capacità di comprendere elementi di metacomunicazione. Quindi in un video o in una telefonata è possibile identificare non solo di cosa sta parlando l’interlocutore, ma anche se è calmo o agitato, se è felice o arrabbiato.
  5. Analisi di grandi quantità di dati o informazioni e identificazione di associazioni o pattern. Quindi è ipoteticamente possibile chiedere ad un sistema cognitivo: “secondo quanto contenuto in tutta la letteratura scientifica disponibile (ad esempio con impact factor superiore ad un valore arbitrario) quali diagnosi sono compatibili in ordine di probabilità con le condizioni di un paziente così come desumibili da tutti i dati strutturati nel suo health record e anche da tutte le descrizioni che il paziente stesso ha fatto a tutti i medici con cui è entrato in contatto (assumendo che tali comunicazioni siano state registrate) e da tutti i dati memorizzati nei suoi device personali con cui gestisce le attività sportive hobbistiche (comprese quelle informazioni personali postate sui social e le situazioni ambientali in cui il soggetto vive e opera -localizzazione GPS- che, ad esempio, può essere indicativa di esposizioni a fattori determinanti malattia o benessere, come la concentrazione di allergeni in soggetto con patologia allergica)?”
  6. Apprendimento dall’esperienza. I sistemi, con l’uso, migliorano la capacità di comprendere correttamente e di formulare analisi e proposte (learning-by-doing).

Come abbiamo ricordato il potenziale delle tecnologie deve entrare in convergenza con altre caratteristiche e fenomeni dei contesti reali (exposoma, behavoma) per poter generare innovazione e fornire quindi valore aggiunto per il consumatore. Le funzionalità sopra sommariamente descritte assumono grande interesse di fronte ad alcuni trend che caratterizzano il mondo sanitario. Sempre con grande sintesi basta però segnalare:

  1. La sempre maggior rapidità della produzione scientifica. Si stima che nel 2020 ogni 73 giorni la conoscenza medica raddoppi. È difficile immaginare che i medici del futuro gestiscano i processi decisionali ipotizzando di conoscere tutto ciò che serve per decidere “secondo scienza” senza un supporto cognitivo.
  2. Lo sviluppo di approcci clinici basati su regole personalizzate (precision medicine) che richiedono l’adattamento dei principi guida sulla base di informazioni specifiche personali. Tali approcci richiedono l’esame di grandi quantità di informazioni personali e la messa in relazione con protocolli e regole cliniche per formulare scelte personalizzate.
  3. La digitalizzazione dei processi operativi sanitari e non che mettono a disposizione dei sistemi informativi immense quantità di dati e informazioni di potenziale rilevanza sanitaria (strutturate e soprattutto non strutturate), molte delle quali raccolte direttamente dalle persone attraverso la propria vita sociale sempre più digitalizzata e connessa.

Sembra, quindi, esserci la convergenza tra i fabbisogni del mondo medico con il potenziale messo a disposizione dalle tecnologie cognitive. Molte esperienze hanno cominciato ad esplorare alcuni ambiti di applicazione. Comprendiamo, comunque, che queste prime applicazioni sono però solo dei pallidi e forse anche ingenui -termine che non ne vuole certo sminuire il coraggio e l’importanza- tentativi per consolidare gli elementi di base di un nuovo approccio di fare medicina.

Ovviamente molti sono i fronti che questi scenari aprono per ciascuno dei quali è necessario avviare un percorso di analisi e riflessione:

  • epistemologici;
  • medico legali e di privacy;
  • etici;
  • culturali;
  • organizzativi

Di sicuro però possiamo affermare che il Cognitive computing in sanità è già entrato e appare di grande importanza. È anche altrettanto evidente che l’innovazione in questo campo non possa essere lasciata ai detentori della tecnologia, ma al contrario l’innovazione non possa che essere sviluppata dall’interno del settore sanitario, comprendendo anche i pazienti in quanto consumatori finali, con l’ausilio degli esperti della tecnologia. È quindi urgente avviare in ogni branca del mondo sanitario percorsi di conoscenza e sperimentazione gestiti dai professionisti sanitari stessi per governare efficacemente il processo di diffusione e regolamentazione in coerenza con le specificità del settore.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati