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Direttore responsabile Alessandro Longo

PIANO TRIENNALE ICT

Ecosistema Sanità, quali competenze per la trasformazione digitale

di Roberto Bellini, Aica

22 Lug 2017

22 luglio 2017

Le conoscenze digitali diventeranno per i professionisti della sanità una componente essenziale delle conoscenze sanitarie e si dovranno trasformare in abilità d’uso delle tecnologie sia a livello operativo che a professionale per saperne cogliere le potenzialità diagnostiche e di intervento a distanza

È uscito il piano digitale di AgID con orizzonte temporale triennale. Un quadro di riferimento utile per collocare gli interventi di digitalizzazione sui 13 Ecosistemi in cui si svolge l’azione delle Pubbliche Amministrazioni.

Proviamo a fare una sintetica ricognizione su quanto indicato nel piano a proposito delle competenze digitali da formare per le organizzazioni dell’Ecosistema Sanità.

Il tema generale delle competenze ICT e digitali  nel piano triennale viene sfiorato nel capitolo dedicato alla  Gestione del cambiamento in cui viene indicato  “un modello di governance per l’attuazione del Piano e per il raggiungimento degli obiettivi” che prevedono  attività atte a garantire a) la gestione del Piano, mediante azioni di pianificazione, di monitoraggio e di coordinamento delle attività, e b) il supporto all’attuazione del Piano, con iniziative volte a rispondere alle domande sul Piano medesimo, a facilitare, sensibilizzare e formare le Pubbliche amministrazioni impegnate nel processo di trasformazione digitale.

Il modello di governance provvede al monitoraggio sia degli aspetti tecnici che degli aspetti economici legati alla spesa ICT. A questi si aggiunge “la collaborazione al progetto del Dipartimento della Funzione Pubblica – per l’individuazione delle competenze digitali necessarie alla Pubblica amministrazione per sostenere i processi di cambiamento e razionalizzazione indotti dal Piano; lo specifico oggetto della formazione viene identificato nei principali profili e azioni di promozione per la creazione di competenze digitali nella PA, che avranno come risultato sia  la revisione dei profili UNINFO e ISTAT per le nuove figure professionali con competenze digitali che la realizzazione di format di corsi, workshop e master.

Da questo ultimo punto di vista i documenti di interesse appena aggiornati in giugno sono

  • le linee guida AgID per la qualità delle competenze digitali nelle professionalità ICT che riguardano l’aggiornamento del manuale operativo “Dizionario dei profili di competenza per le professioni ICT”, anno 2017
  • l’Osservatorio delle Competenze Digitali, costruito come progetto congiunto di Aica, Assinform, Assintel, AssinterItalia con il patrocinio di AgID. Nel report dell’Osservatorio sono presentati una serie di format di analisi e di raccomandazioni che però sono state elaborate in assenza delle indicazioni di piano.

Cerchiamo allora di cominciare a disegnare il campo entro cui sviluppare il sistema delle competenze digitali richieste dal piano e individuare quanto oggi è disponibile: con una focalizzazione sulle competenze digitali e ICT richieste per la trasformazione digitale dell’Ecosistema sanità.

L’Ecosistema Sanità è definito in accordo alla Missione “Tutela della salute” e con il documento Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020 in cui viene identificata l’azione “Sanità digitale”; le principali amministrazioni coinvolte sono Ministero della Salute, MEF, ISS, Regioni, Aziende sanitarie, AgID, Istituti zooprofilattici, Agenas, Aifa. In particolare per ciascun Ecosistema viene indicata la necessità di costituire uno specifico GdL e in particolare per la Sanità le amministrazioni regionali dovranno procedere alla realizzazione dei propri sistemi di Fascicolo Sanitario Elettronico regionali, interoperabili con la infrastruttura nazionale.

Dall’ Osservatorio delle competenze digitali in sanità (2016) possiamo estrarre il target che ha bisogno di conoscenze e competenze digitali nell’Ecosistema della Sanità, nella accezione più larga comprendente l’estensione della assistenza domiciliare e personalizzata

  • il paziente con la sua patologia, insieme ai suoi familiari, che poniamo al centro dell’attività di assistenza
  • i professionisti sanitari : medici, infermieri, tecnici radiologi, tecnici di laboratorio,  operatori sociali, ecc. (comunque a contatto con il paziente) con profili riconosciuti dai  rispettivi  ordini/collegi/ associazioni), interessati a migliorare la propria dotazione di conoscenze e competenze digitali per adeguare  il proprio posizionamento professionale e guidare/collaborare a progetti di innovazione sanitaria, fra cui la adozione del FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico)  e della CCEO (Cartella Clinica Elettronica Ospedaliera)
  • i professionisti nel settore sanità con altre specializzazioni: di pianificazione e controllo, di contabilità e amministrazione, di tecnologie strumentali, ecc. con i profili riconosciuti dai rispettivi ordini/collegi/ associazioni, interessati a migliorare la propria dotazione di conoscenze e competenze digitali per adeguare il proprio posizionamento professionale e contribuire a migliorare le prestazioni dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali
  • i professionisti ICT del settore sanità e gli ingegneri clinici: specialisti ICT che gestiscono e innovano i sistemi informativi sanitari, che fanno riferimento allo standard delle competenze e-CF, e specialisti di apparecchiature e dispositivi digitali di supporto alle attività di tipo diagnostico terapeutico assistenziale, tutti interessati a migliorare il proprio contributo ai progetti di innovazione e al miglioramento delle prestazioni delle varie piattaforme e infrastrutture digitali

 Dall’Osservatorio delle Competenze Digitali (2017) possiamo estrarre alcune indicazioni di massima sulle Conoscenze e competenze digitali che vengono richieste dalle imprese e dalle istituzioni pubbliche perché diventino dotazioni del personale della PA in generale e che, presumibilmente, troveranno riscontro anche per il personale che opera nell’Ecosistema Sanità

  • Conoscenze funzionali delle tecnologie: Internet of Things, Cloud, Social Networking, Big Data, Sicurezza, ecc.
  • Competenze digitali e di processo per utilizzo professionale: Project management, Privacy e Protezione dei dati, Business analysis, Gestione della relazione con il paziente, PDTA, ecc.
  • Competenze operative sanitarie strutturate: applicazioni FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico, applicazioni CCEO (Cartella Clinica Elettronica Ospedaliera), ecc.
  • Competenze amministrative conformi alla normativa: gestione amministrativa, dematerializzazione e conservazione sostitutiva, referenti via web, ecc.
  • Competenze ICT e digitali di progettazione, realizzazione ed esercizio di infrastrutture, piattaforme applicative e applicazioni specializzate

Possiamo infine aggiungere alcune riflessioni sui criteri per lo sviluppo di un piano di implementazione delle competenze per il sistema sanità digitale, derivanti da quanto emerso nel recente seminario organizzato dalla ASL TO3 sul tema la Sanità digitale in Piemonte: scenari, sfide e opportunità per professionisti, pazienti e sistemi di cura.

Riteniamo che sia molto importante, soprattutto nel mondo della sanità, distinguere fra conoscenze e competenze: è il sistema delle conoscenze che permette di interpretare il presente e leggere il futuro, su cui si realizzano progetti che hanno bisogno di competenze per essere realizzati: ma le competenze invecchiano e vanno aggiornate. In particolare la cultura digitale (e quindi le conoscenze digitali che ci permettono di modellizzare digitalmente la realtà che troviamo in natura) è e sarà sempre più necessaria per le grandi potenzialità che derivano da una applicazione corretta dei metodi e delle tecnologie digitali.

La digitalizzazione infatti impatta fortemente non solo sulle infrastrutture operative di tipo organizzativo, ma entra in profondità a modificare il modo di lavorare del medico e il rapporto medico-paziente nelle varie fasi del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA).  Le funzioni d’uso che verranno incorporate nei nuovi e miniaturizzati dispositivi medici e sensori che permetteranno di monitorare i parametri vitali del paziente con una definita patologia, forniranno al medico che opererà un cruscotto complesso che faciliterà il controllo dei risultati dell’intervento diagnostico terapeutico. Assisteremo ad una  modifica sostanziale delle abilità del medico soprattutto  in fase di diagnosi e prognosi  con  forti conseguenze anche nella fase di intervento sul paziente: i dispositivi clinici,  la strumentazione di rilevazione e analisi dello stato del paziente, la possibilità di confortare una diagnosi particolarmente complessa con altre situazioni su pazienti simili (il cosiddetto benchmark clinico con altre situazioni di patologie simili da potersi effettuare in presa diretta mentre il chirurgo interviene) rafforzeranno il saper fare del medico.

Le conoscenze  digitali  diventeranno  per i professionisti della  sanità  una componente aggiuntiva  essenziale delle conoscenze sanitarie e si dovranno trasformare in abilità d’uso delle tecnologie sia a livello operativo (per far funzionare le tecnologie cliniche) che a livello professionale per saperne cogliere e sfruttare le potenzialità diagnostiche (appunto il benchmark ) e le potenzialità di intervento a distanza  o  sulle infinite complessità del corpo umano e delle patologie che lo affliggono e che richiedono crescente specializzazione. Nell’Osservatorio delle Competenze Digitali si anticipa la necessità di delimitare un nuovo campo di conoscenze e competenze indotte dalla innovazione digitale che si diffonde in tutti gli ambiti non specialistici come nuova base per il supporto e il miglioramento delle professionalità sanitarie. Il termine digitale potrebbe essere visto meno come una cosa/un risultato e di più come un modo per fare cose/ottenere risultati; gli attributi potrebbero essere 1) creare valore sulla nuova frontiera del mondo dei servizi sanitari digitali, 2) creare valore nei processi che favoriscono la percezione delle esperienze del paziente e 3) costruire capacità fondative del digitale  che supportano l’intera struttura.

Un altro aspetto di cui tenere conto nella messa a fuoco di un sistema delle competenze per la sanità digitale è quello dell’orizzonte temporale di validità delle competenze e delle professionalità: l’orizzonte di validità delle competenze digitali  dovrà essere pluriennale ma  con riferimento ad una verifica della  validità futura lunga a sufficienza per avviare e mettere a fuoco nuove competenze integrative dovute alle tecnologie che nel frattempo si evolvono verso nuove integrazioni e nuove funzioni d’uso.

Abbiamo imparato dall’esperienza fatta con il frame work  e-CF  che le competenze si possono standardizzare e rendere applicabili a livello interdisciplinare: essenziali  sono i benefici della condivisione di regole e contenuti di lavoro nazionali e internazionali, oltre che la forma e le condizioni con cui i risultati del lavoro vengono resi disponibili; si potranno utilizzare  gli standard  esistenti come DigComp ed  e-CF e le classificazioni ESCO per definire le conoscenze e le competenze che rispondono ai bisogni del l’ecosistema sanità digitale. Le nuove conoscenze e competenze saranno da acquisire mano a mano che emergeranno e si consolideranno, attingendo ai sistemi professionali e ai risultati di ricerca nazionali e internazionali.

Il valore della conoscenza e della competenza viene riconosciuto al professionista, che la mette a disposizione dell’impresa/ ente/ struttura sanitaria per cui lavora; l’organizzazione incoraggia l’uso degli standard ma è determinante nella diffusione e applicazione delle nuove competenze la motivazione del professionista, senza la quale la competenza non viene esercitata.

Infine una ultima considerazione: sarà importante tenere conto di un paio di differenze critiche per il medico che usa le tecnologie digitali rispetto a qualunque altra situazione di tipo professionale:

  • il medico è il professionista che più di altri disegna il proprio intervento (diagnosi e prognosi) e poi svolge in prima persona l’intervento; a differenza delle altre situazioni in cui il professionista disegna una macchina o un servizio ma di solito sono i componenti di una organizzazione diversa che implementa la produzione e la erogazione e verifica la soddisfazione del paziente/cliente;
  • il medico è ancora il professionista che più di altri traduce il disegno del suo intervento in operazioni manuali guidate dalle indicazioni prognostiche; combina insomma il suo disegno di intervento sulle patologie che tratta con l’abilità manuale che realizza quanto disegnato, senza soluzione di continuità

Queste ultime due considerazioni sottolineano quanto sia importante il coinvolgimento diretto dei professionisti sanitari nella identificazione e messa a fuoco delle conoscenze e competenze digitali da sviluppare.

Di questi e altri temi dell’innovazioni si parlerà a Salute2017 il 20-21 settembre 

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