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Medici su Linkedin, come e perché bisogna esserci

Il social network dei professionisti è un ottimo strumenti di networking anche per i medici. Molti, però, ancora lo sottovalutano. Gli errori da non fare e i consigli per migliorare la propria rete di contatti

21 Gen 2021
Sandra Fratticci

digital marketing specialist, giornalista, Fabricamente

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Attualmente su LinkedIn ci sono oltre 130mila professionisti che hanno inserito la qualifica: medico specialista.* Attraverso il mio network posso vederne circa 23mila. Ho analizzato i primi 100 profili. Tra questi 31 risultano sprovvisti dell’immagine del profilo. E solo 5 hanno pubblicato post nell’ultimo mese.

Dati che non stupiscono: tra tutti i social network LinkedIn è quello percepito come più complesso da gestire: più di altri canali ci trasmette infatti la sensazione di metterci in gioco con nostri pari. Temiamo quindi di risultare poco interessanti o fare brutta figura. Inoltre è un canale nato con l’obiettivo di mettere in contatto i professionisti. Viene dunque percepito come strumento per cercare lavoro, piuttosto che per farsi conoscere da potenziali pazienti.

Chi rinuncia a questo canale perde, però, un’occasione preziosa.

La conferma? Vai su Google. Apri una finestra di navigazione in incognito. Cerca il tuo nome e cognome. La lista dei risultati che visualizzerai corrisponde a ciò che vedono le persone quando ti cercano. E se hai aperto un profilo su LinkedIn sarà probabilmente tra i primi siti mostrati nei risultati di ricerca. Si comprende così che LinkedIn è innanzitutto un biglietto da visita con cui presentarsi a potenziali pazienti, partner, datori di lavoro, e gestire la tua immagine online per far emergere il tuo valore.

Perché un medico dovrebbe essere su LinkedIn

Attualmente, stando ai dati diffusi dal social network, LinkedIn conta 640 milioni di utenti nel mondo, 14 milioni in Italia. Sono presenti su LinkedIn:

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Si tratta, quindi, di una straordinaria finestra sul mondo professionale. Chiunque voglia curare la propria rete di relazioni lavorative dovrebbe partire proprio da qui.

Ci sono diverse buone ragioni per cui un medico dovrebbe essere su LinkedIn:

  • Gestione della reputazione: la nostra immagine professionale viaggia essenzialmente online. Chi non ci conosce utilizzerà il web per raccogliere informazioni su di noi. E, come abbiamo detto nell’apertura di questo articolo, LinkedIn è uno dei primi canali che viene mostrato da Google quando si cerca una persona. Attraverso LinkedIn possiamo presentarci agli altri, controllare la nostra reputazione affinché trovino informazioni aggiornate che noi decidiamo di diffondere.
  • Networking e partnership: LinkedIn è il luogo digitale per eccellenza in cui stabilire relazioni con altri professionisti. Per un medico è il canale per entrare in contatto con altri colleghi con cui confrontarsi sui temi relativi alla professione e far nascere occasioni di collaborazione. Per i medici impegnati in progetti imprenditoriali è un hub in cui ricercare fornitori di servizi, investitori, partner e stakeholder dell’innovazione.
  • Carriera: l’obiettivo primario di LinkedIn è supportare lo sviluppo professionale. Si tratta dunque di un canale dove è possibile farsi conoscere da potenziali datori di lavoro in ambito sanitario o ricercare talenti.
  • Aggiornamento: LinkedIn permette di monitorare i trend in atto nel settore professionale di riferimento, intercettare nuove opportunità, seguire le iniziative promosse da altri professionisti e aziende sanitarie. In questo senso è anche il luogo che ci consente di “tenere d’occhio” la concorrenza.

Come si costruisce un profilo LinkedIn efficace

Uno degli errori che si commettono su LinkedIn è di trascrivere qui il nostro curriculum, magari in formato europeo. Perché è un errore? Perché il cv europeo è noioso. LinkedIn è un social network ed è, al tempo stesso, un motore di ricerca di professionisti. Quindi ogni medico nel compilare il proprio profilo dovrebbe usare alcuni accorgimenti:

  • Sintesi: non è necessario essere telegrafici, ma chiari e sintetici sì. Spieghiamo alle persone quali sono le nostre specializzazioni e competenze e mettiamo in evidenza quale valore possiamo offrire e quali traguardi abbiamo raggiunto. Ma senza esagerare con il testo. Altrimenti, si annoieranno.
  • Attenzione alle parole chiave: come potrebbero cercarci le persone interessate alla nostra figura professionale? Facciamo alcune ricerche su Google e su LinkedIn per individuare 3 o 4 parole chiave che descrivano il nostro lavoro e utilizziamole all’interno dei vari campi presenti nel nostro profilo.
  • Personalità: è corretto voler trasmettere un’immagine autorevole, ma non è necessario per questo scadere in un linguaggio distante o pseudo-burocratico. Cerchiamo di utilizzare un linguaggio che sia per noi naturale. Da evitare assolutamente il testo in terza persona: “Il dott. Rossi si è occupato di…”
  • Formattazione: cerchiamo di evitare i muri di testo. Su LinkedIn non abbiamo la possibilità di inserire elementi di formattazione come grassetti o elenchi puntati. Ma possiamo ovviare a questo problema spezzando i testi in blocchi e inserendo delle emoji per creare elenchi puntati. Trattandosi di un social professionale è preferibile utilizzare simboli astratti anziché faccine. Per trovare velocemente l’emoji giusta si più utilizzare il sito Emojipedia.

Vediamo quindi brevemente le diverse sezioni del profilo LinkedIn da compilare.

Immagine del profilo

È il primo e spesso unico contatto visivo con le persone che visitano il nostro profilo. Scegliamo un’immagine che ci renda immediatamente riconoscibili, tagliata sotto le spalle, scattata con abbigliamento professionale. Se sorridiamo il neuro marketing ci dice che faremo un’impressione migliore. Da evitare: foto di scarsa qualità, immagini a figura intera dove non siamo riconoscibili, foto con mascherine chirurgiche e cuffie (le persone vogliono vedere il nostro volto).

Immagine di sfondo: è un elemento spesso trascurato. Errore: se non la mettiamo diamo l’impressione che il nostro profilo non sia curato. Se invece la utilizziamo raccontiamo qualcosa in più su di noi. Ad esempio potremmo inserire:

  • Foto che ci ritraggono nel nostro luogo di lavoro
  • Foto di nostri interventi ad eventi o convegni
  • Copertine di libri che abbiamo scritto
  • Una frase che rispecchia la nostra filosofia di lavoro
  • Una foto o grafica con la nostra qualifica e i contatti

Attenzione al formato: l’immagine mostrata da Linkedin si espande in larghezza mentre è ridotta in altezza. Dopo averla caricata verifichiamo che non siano tagliati elementi o informazioni importanti, sia su pc sia su smartphone.

Il sommario o headline

È la frase che descrive la nostra qualifica. È fondamentale perché è la prima informazione che le persone leggono e in base alla quale decidono se il nostro profilo meriti di essere approfondito oppure no.

Abbiamo a disposizione 120 caratteri per spiegare di cosa ci occupiamo, quale valore offriamo e in cosa ci distinguiamo dagli altri. Non dimentichiamo di inserire qui almeno una delle parole chiave che abbiamo scelto.

Il riepilogo o about

È un ulteriore approfondimento che le persone potranno leggere se cliccano sul nostro profilo. Molti professionisti scrivono qui la propria biografia professionale. Tuttavia le stesse informazioni possono essere inserite nelle esperienze di lavoro. Potremmo dunque utilizzare il riepilogo come una landing page, ossia una pagina che guida l’utente verso un’azione: spieghiamo di cosa ci occupiamo e che tipo di obiettivo ci proponiamo di raggiungere su LinkedIn e invitiamo le persone ad aggiungerci ai contatti, visitare il nostro sito, leggere un paper che abbiamo scritto, insomma stabilire una relazione.

Contenuti in evidenza

Sotto il riepilogo abbiamo la possibilità di inserire una serie di contenuti da mostrare sempre in primo piano. Si tratta di un’ulteriore occasione per far capire cosa facciamo e qual è il nostro valore. Qui possiamo aggiungere infatti:

  • post o articoli che abbiamo scritto su LinkedIn
  • link esterni
  • foto, documenti o presentazioni

Percorso professionale e accademico

In questa sezione potremo inserire le nostre esperienze, corredate dall’indicazione delle aziende o organizzazioni presso le quali abbiamo lavorato e delle scuole e università che abbiamo frequentato. Oltre a specificare la qualifica è utile indicare le competenze maturate ed eventualmente i risultati raggiunti. Potremo inoltre aggiungere link di approfondimento a siti, video, progetti, paper e così via.

In questa sezione possono inoltre essere indicate eventuali certificazioni ed esperienze di volontariato.

Segnalazioni

Le segnalazioni sono una riprova sociale del nostro valore. Qui, infatti, altri utenti di LinkedIn, come colleghi, datori di lavoro o pazienti, potranno raccontare qualcosa su di noi, indicando qual è il nostro valore come professionisti.

Competenze

In questa sezione possiamo inserire fino a 50 competenze che definiscono il nostro lavoro. Il consiglio è di aggiungerne 10, utilizzando le parole chiave che abbiamo scelto in precedenza. Anche Linkedin ci suggerirà alcune parole chiave, basandosi sulle competenze inserite da profili analoghi al nostro.

Possiamo inoltre consentire che altri utenti confermino le nostre competenze. Anche questa è una riprova sociale del nostro valore. Quando qualcuno conferma una nostra competenza è bene ringraziarlo con un messaggio privato. A nostra volta possiamo confermare le competenze di professionisti con cui abbiamo lavorato.

Traguardi raggiunti

Questa è la sezione in cui inserire pubblicazioni, corsi, progetti, premi ricevuti e lingue.

Cosa, quanto e come pubblicare su LinkedIn

Pubblicare regolarmente post è fondamentale per avere visibilità su LinkedIn, perché ci consente di mostrare il nostro valore e le nostre competenze alla nostra rete di contatti e, grazie agli hashtag, anche a persone che non fanno parte della nostra rete.

Nella scelta dei temi da affrontare partiamo dalle esigenze del nostro pubblico e dai nostri obiettivi. Chi sono le persone alle quali vogliamo parlare? Potenziali datori di lavoro, partner, colleghi, pazienti? Ciascun pubblico avrà bisogni diversi.

Teniamo sempre presenti le necessità delle persone: è a queste esigenze che dobbiamo rispondere attraverso i nostri post.

Su LinkedIn abbiamo a disposizione diversi formati di pubblicazione:

  • Post di solo testo
  • Post con testo e foto
  • Video
  • Condivisione di link
  • Condivisione di documenti in PDF

Nella pubblicazione dei post cerchiamo sempre di mantenere una veste grafica pulita e, se possibile, accattivante. Ricordiamo che molte persone accedono da smartphone, quindi nelle grafiche e nei documenti verifichiamo che il testo sia leggibile anche da schermi di dimensioni ridotte.

Un buon compromesso per la frequenza di pubblicazione è di due post a settimana. Errori da evitare:

  • Pubblicare raramente o non pubblicare affatto: i nostri contatti non vedranno mai i nostri contenuti e si dimenticheranno di noi. Sui social media, come in qualunque attività di comunicazione, premia la costanza.
  • Pubblicare post a raffica quando abbiamo tempo (magari più post in un giorno) e poi sparire per settimane. Si può ovviare programmando la pubblicazione dei post attraverso piattaforme come Hootsuite [link: https://hootsuite.com/]

Altri errori da evitare:

  • Pubblicare post in cui parliamo solo di noi: risulteremmo autocelebrativi
  • Condividere post o link di terzi senza alcun testo di accompagnamento: è corretto trasmettere alla nostra rete ciò che riteniamo interessante, ma va fatto spiegando perché quel contenuto è utile. In questo modo aggiungeremo un nostro valore che sarà apprezzato

Quando pubblicare? Non esiste una regola, è necessario fare dei test per capire in quali giorni e fasce orarie i nostri contenuti ottengono maggior successo. Molto dipende dal pubblico al quale ci si rivolge. Ad esempio è probabile che i nostri pazienti frequentino maggiormente la piattaforma in orario di ufficio, mentre per i colleghi questa considerazione non vale: i medici hanno degli orari molto diversi, potremmo incrociarli magari la mattina molto presto e al termine del turno.

Costruire relazioni, anche su LinkedIn

Qualunque social media ha senso soltanto se viene vissuto come un canale di contatto con altre persone, alla stregua dei luoghi fisici dove abitualmente incontriamo pazienti e colleghi.

LinkedIn è dunque un luogo digitale in cui stringere nuove relazioni. Come? Innanzitutto, potremo aggiungere alla nostra rete le persone che già conosciamo, attraverso i loro indirizzi e-mail.

Poi potremo invitare a far parte dei nostri contatti anche persone che non conosciamo. Nell’invitare nuovi contatti va evitato lo spam: inviamo sempre un messaggio alla persona spiegando perché ci interessa averla nella nostra rete. La motivazione: “Salve Dott. Rossi offro questo servizio/ sto partecipando a questo progetto e ho pensato che potrebbe interessarle” non è sufficiente. Indichiamo come abbiamo trovato il suo profilo, perché lo riteniamo interessante e che tipo di valore pensiamo di poter offrire (ad esempio: “Sul mio profilo condivido una serie di aggiornamenti che riguardano il tema X”).

Oltre ad aggiungere nuovi contatti è importante interagire: commentiamo e consigliamo i post che riteniamo interessanti. Possiamo quindi interagire direttamente con le persone attraverso i loro profili, oppure iscriverci a gruppi che trattano i temi di nostro interesse.

Misura il valore del tuo profilo

Il Social selling index è un indicatore che può darci un’indicazione dell’efficacia del nostro profilo. Assume un valore che va da 0 a 100 e viene misurato sulla base di quattro fattori che riguardano:

  • Il livello di completezza del nostro profilo e la pubblicazione di post
  • La ricerca e visualizzazione di profili
  • Interazioni: su nostri post, post di altri, sui gruppi o tramite messaggi
  • I collegamenti

Per calcolare il tuo social selling index effettua il log in su LinkedIn e accedi al seguente link: https://www.linkedin.com/sales/ssi

* Si tratta di una delle possibili qualifiche legate all’ambito medico. In realtà il numero di medici italiani iscritti a LinkedIn è più alto perché comprende altre possibili qualifiche come “Medico” “Chirurgo” “Chirurgo odontoiatrico” e così via.

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