Sanità digitale, quali e quanti incentivi pubblici per il corretto sviluppo - Agenda Digitale

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Sanità digitale, quali e quanti incentivi pubblici per il corretto sviluppo

La Sanità digitale è una priorità da considerare per uno sviluppo ottimale e innovativo del sistema Paese, soprattutto nella fase di ripresa dopo la pandemia: vediamo le risorse e le soluzioni a disposizione

14 Giu 2021
Fabrizio Biotti

Sales & Marketing Director Artexe - Maps Healthcare

Complice il contesto di emergenza legato alla pandemia, l’innovazione di ogni ambito produttivo del Paese ha subito un’accelerazione che ha portato all’adozione di nuove soluzioni, a implementare metodi per garantire la business continuity e a studiare efficaci strategie per lo sviluppo.

In questo scenario, la Sanità digitale si è dimostrato essere un ambito prioritario da considerare nel dibattito sul futuro dei servizi in Italia e sulla destinazione dei fondi a disposizione, statali ed europei. Basti considerare che il PNRR – Piano nazionale di ripresa e resilienza dedica alla Sanità 15,62 miliardi di euro. Tra gli ambiti di applicazione sono inclusi la telemedicina per l’assistenza territoriale, le dotazioni tecnologiche delle strutture e la formazione del personale anche in ambito digitale.

Sanità digitale, lo scenario in Italia

L’impossibilità di contatti ravvicinati, le restrizioni normative e le altre misure messe in campo per contenere il coronavirus hanno portato alla luce l’importanza di disporre di strumenti per assicurare l’assistenza terapeutica, il monitoraggio dei parametri e l’accesso ai servizi sanitari anche da remoto. L’augurio è che questo scenario spinga finalmente l’Italia ad avvicinarsi al grado di digitalizzazione della Sanità che si trova negli altri Paesi europei, dopo l’impietosa fotografia della situazione generale che l’ultimo indice DESI ha dato della situazione del nostro Stato al riguardo.

Nell’ambito della Sanità digitale poi, a livello nazionale si è fatto decisamente poco fino ad adesso. La competenza è stata attribuita quasi completamente alle Regioni. Ma ora, con la nuova presa di coscienza che la pandemia ha portato rispetto all’utilità di poter disporre di servizi sanitari digitali efficienti ed efficaci, la situazione potrebbe cambiare. Con l’arrivo dei fondi europei del Piano NextGen UE e gli altri stanziamenti previsti per la ripresa dopo l’emergenza, si dovrebbe essere in grado di colmare, almeno in parte, il gap degli ultimi anni, ripensando ai sistemi, le strategie e la governance della Sanità italiana.

PNRR, le risorse per la Sanità digitale

Come già accennato, il PNRR riserva al tema della Sanità 15,63 miliardi di euro nella Missione 6 – Salute, che comprende le categorie dedicate a “reti di prossimità, telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” e “Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale”. Se la prima ha l’obiettivo di migliorare i servizi che vengono erogati a livello territoriale, creando strutture nuove e rendendo più efficienti quelle esistenti, la seconda si pone l’importante scopo di avviare una vera e propria rivoluzione, rendendo più moderni e innovativi i presidi e potenziando gli strumenti come il Fascicolo sanitario elettronico e i LEA, formare il personale anche sulle competenze digitali.

In generale, le priorità che sono state individuate e che sono state inserite nel Piano sono:

  • L’aspetto relativo alla medicina territoriale: si parla delle case della salute, della possibilità di utilizzare sempre di più una medicina a livello intermedio, che segua in modo adeguato il cittadino-paziente nel suo iter.
  • La cura del paziente cronico: trovare strumenti adeguati per supportare le aziende sanitarie nel governare questi processi.
  • Semplificare l’accesso ai servizi: è risultato chiaro, in questo periodo particolare, che in molte Regioni si è molto indietro sulla modalità di fruizione dei servizi, che possono essere resi più efficienti tramite la digitalizzazione.

Priorità della Sanità digitale, le soluzioni di Artexe

In linea con gli obiettivi strategici del Paese, Artexe sta puntando l’attenzione su tre filoni:

  • Gestione del dato: l’obiettivo è aiutare le aziende ad analizzare e capire meglio i dati ospedalieri per governare i progetti che saranno finanziati dal PNRR e per costruire una Sanità digitale efficiente.
  • Mettere il paziente al centro e puntare alla semplificazione nell’accesso ai servizi: la tecnologia deve risultare estremamente semplice da usare, nonostante dietro possa esserci molto lavoro per implementarla.
  • Laboratorio di analisi smart: riguardo ai servizi di prossimità per rispondere ai bisogni dei pazienti, Artexe ha investito sul tema del laboratorio analisi, citato esplicitamente nel PNRR per gli ospedali di comunità, una serie di strutture multidisciplinari per fornire servizi senza che sia necessario andare in un grande ospedale. Questo tema ha dato nuova linfa all’ambito del laboratorio, che Artexe integra con le soluzioni per implementare il modello di patient journey e per rendere più semplice la vita al paziente.

 

In conclusione: per la Sanità digitale si parte dalle competenze

Alla luce di questo contesto, considerando l’arrivo a breve dei fondi vitali previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza in grado di dare davvero una svolta alla situazione della Sanità digitale e di tutti gli altri ambiti produttivi nazionali, è bene sottolineare anche che in Italia si è investito pochissimo in competenze e formazione delle persone. La carenza di specializzazione non riguarda solo l’ambito del digitale, ma anche le capacità legate all’organizzazione e alla governance delle strutture strategiche.

La situazione è a macchia di leopardo, non mancano infatti le eccellenze sul territorio così come sono presenti fronti particolarmente critici, ma si nota in generale in qualsiasi ambito un impoverimento della capacità manageriale dei ruoli a tutti i livelli. Non è un caso quindi che il PNRR contempli tra gli ambiti da sostenere nella Missione 6 dedicata alla Salute anche la formazione del personale, in particolare sulle competenze digitali, per creare consapevolezza delle possibilità offerte dalla tecnologia per migliorare il proprio lavoro e rendere più efficienti i servizi, con benefici effetti sui pazienti. Nell’ottica futura, investire in questo ambito per superare il divario di skill che frena la scalata all’innovazione e il trasferimento tecnologico è il supporto concreto che serve allo sviluppo dell’intero sistema Paese.

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L’articolo è parte di un progetto di comunicazione editoriale che Agendadigitale.eu sta sviluppando con il partner Artexe.

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