la strategia

Sanità e territorio contro il covid: accade in Regione Toscana

Non solo ricette via sms, la gestione della crisi sanitaria in Toscana ha visto lo schieramento di tecnologie mHealth: APP mobile che hanno consentito e consentono di governare, programmare ma soprattutto erogare prestazioni a domicilio per i cittadini in isolamento, quarantena o seguiti d’assistenza domiciliare integrata

18 Giu 2020
Andrea Belardinelli

Responsabile del Settore Sanità digitale e innovazione, Regione Toscana

one digital health

Nel lungo periodo di emergenza da covid-19, la Regione Toscana ha potuto toccare con mano come la tecnologia può giocare un ruolo chiave nel fronteggiare un’emergenza sanitaria e cambiare il modo di curarci. E questo è avvenuto in maniera molto più rapida, avanzata ed innovativa.

Siamo partiti con le semplici ricette via SMS, una cosa che pareva impossibile fino a qualche mese fa, ma che ha raggiunto livelli eccezionali ed impensabili. In poco più di due mesi oltre 2,1 milioni di ricette elettroniche sono state prescritte dai medici di famiglia, dagli specialisti o dai pediatri (la cosiddetta ricetta DEMA) ed inviate automaticamente via SMS sul cellulare dei cittadini senza che questi, per ben 2,1 milioni di volte, abbiano avuto la necessità di muoversi da casa per andare a ritirare un semplice foglio (il promemoria), all’ambulatorio del proprio medico o nella farmacia accanto.

Poi è arrivata prepotente, l’enorme spinta all’innovazione dell’adozione del cosidetto m-Health (la salute in mobilità) ovvero lo sviluppo di APP per smartphone e tablet che hanno consentito e tuttora consentono di governare, programmare ma soprattutto erogare prestazioni a domicilio in quella enorme fetta di cittadini rimasti in isolamento domiciliare, in quarantena, oppure semplicemente seguiti a domicilio dall’assistenza domiciliare integrata.

Ma ripercorriamo con ordine quanto accaduto.

Sistema informativo unico integrato, una strategia vincente

La Regione Toscana al fine di supportare tutti gli operatori delle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali della regione, nonché l’Unità di Crisi e la Task Force regionale, ha, fin dall’inizio dell’epidemia Covid, deciso di puntare decisamente sulla tecnologia e l’innovazione e di sviluppare il suo sistema informativo integrato. E’ parso infatti subito evidente che avere delle fonti di dati e informazioni, che fossero complete, univoche e disponibili tra tutti i vari attori che partecipavano al processo di gestione dell’epidemia, fosse una delle armi per combattere al meglio la pandemia. A partire dagli ospedali, con tutti i loro gestionali, ai laboratori di microbiologia e virologia, con tutte le analisi che riguardavano il tampone, sono stati sviluppati dei componenti di integrazione, per far comunicare i sistemi che già esistevano. Questo perché la necessità era quella di avere, ad esempio sui tamponi, l’informazione del caso positivo in tempo reale, per mettere immediatamente in atto le azioni conseguenti. Su tutta la Regione Toscana quindi i 13 laboratori coinvolti nella esecuzione e refertazione dei tamponi, sono stati integrati tra di loro con una piattaforma unica regionale. Lo scopo è stato duplice, rendere possibile la consultazione rapida dei risultati, direttamente all’interno delle aziende ordinanti, ed analizzare i dati rapidamente in maniera centralizzata, agganciando questa informazione a tutto il sistema di big data della Regione Toscana. Ma anche inviare in tempo reale il dato (sicuro, affidabile e sempre aggiornato) all’Igiene Pubblica per avviare l’indagine epidemiologica.

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Dipartimento della Prevenzione: uno snodo fondamentale

Il Dipartimento della prevenzione è uno dei nodi principali, nella lotta alle malattie infettive. Aver messo insieme il flusso dei tamponi in tempo reale con l’applicativo del dipartimento di prevenzione, ha consentito di aprire direttamente ed automaticamente la scheda contatto di un caso positivo e quindi di contattare tutte le persone che sono state insieme e a stretto contatto con lo stesso, in maniera rapida (la cosiddetta indagine epidemiologica). Anche questo dato è stato messo sulla Dashboard regionale e quindi abbiamo la visibilità, anche qui in tempo reale, di tutte le attività che svolgono i nostri uffici di igiene e di prevenzione su tutto il territorio regionale. Di ogni contatto sappiamo se è positivo (anche con i tamponi ripetuti), ricoverato, in quarantena o in isolamento, quindi è un vero e proprio sistema di governo di tutta la pandemia.

A questo abbiamo affiancato il sistema di georeferenziazione potendo facilmente rappresentare le informazioni su supporto cartografico ed organizzare quindi al meglio gli interventi domiciliari del personale dell’igiene pubblica.

Gli ospedali hanno combattuto nella retroguardia, ma Il territorio è senza dubbio il campo su cui era necessario investire di più. La vera sfida da vincere è nel territorio. Le nostre Aziende territoriali, pur partendo da una solida tradizione di servizi ADI, hanno subito attivato le Usca, le Unità speciali di Continuità assistenziale, previste nel decreto legge del 9 Marzo.

Dall’ospedale al territorio: la nuova frontiera

Le USCA, come noto, sono equipaggi composti da un medico ed un infermiere, incaricate di fare visite domiciliari ai malati di COVID-19 (o presunti tali). Sono attive sette giorni su sette, dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e dotate di dispositivi di protezione. Camici, calzari, guanti che coprono le mani e i polsi, mascherine chirurgiche e cuffie per i capelli, occhiali protettivi, visiere di plastica e mascherine. Procedure di vestizione e svestizione da eseguire più volte al giorno con attenzione. Proprio questo particolare “assetto” ed il fatto che non ci fosse poi tanto tempo per rientrare in sede e compilare, magari al computer, le schede dei pazienti, ci ha fatto pensare a sviluppare qualcosa da utilizzare in mobilità, veloce e facilmente utilizzabile per registrare tutte le informazioni direttamente a casa dei pazienti.

Da qui la scelta di dotare gli equipaggi di smartphone dedicati e l’utilizzo della APP, che grazie ad un semplice QRCode (un codice a barre a matrice, ndr), lasciato al domicilio del paziente stesso, consente di aprire “al volo” la cartella durante la visita, inquadrando il codice con la fotocamera del cellulare e registrare i parametri vitali (saturazione di ossigeno, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura) e le prestazioni erogate (medicazioni, terapie, prelievo per tampone, ecc.).

Dati che alimentano quindi in tempo reale, i cruscotti di monitoraggio dello stato di salute dei pazienti, utilizzati nelle centrali CoViD.

Ed i numeri parlano da soli. Nella sola USL Sud Est, ad esempio, dove siamo partiti dopo pochi giorni dal decreto legge sono state oltre 66.000 le prestazioni USCA registrate a domicilio.

Test, trace & treat

Il m-Health sarà sempre più utilizzato e rappresenterà sempre di più la possibilità concreta di fruire di dati controllati ed attendibili, in totale mobilità e fuori dei consueti orari di ufficio.

Lo abbiamo fatto anche in tempo di CoViD19, come componenti della Task Force regionale sul Coronavirus, per monitorare in tempo reale (vedete un esempio qui accanto) il numero dei tamponi positivi validati giornalmente, il numero di tamponi positivi rilevati nell’ultima settimana e dall’inizio del monitoraggio, con relativa rappresentazione grafica dell’andamento.

Ma siamo andati oltre e ne abbiamo sviluppata un’altra per le cosiddette 3 T.

Si chiama #acasainsalute la APP che abbiamo sviluppato e che tutti coloro che in Toscana, e oggi sono oltre 120.000, si sono sottoposti al test seriologico, con pungidito o prelievo venoso, hanno utilizzato in autonomia (come operatori sanitari, operatori e ospiti di Rsa e Rsd, volontari, farmacisti, personale penitenziario, operatori ecologici e tutte le Forze dell’Ordine) o direttamente presso i laboratori di analisi accreditati, per eseguire e registrare tutte le informazioni necessarie allo studio di sieroprevalenza.

Studio che la Regione Toscana, secondo le ordinanze del Presidente della regione, n. 23, 39 e 54, ha avviato già dal 20 aprile scorso, in netto e largo anticipo, rispetto all’indagine nazionale in corso proprio in questi giorni e che prevede oltre 400.000 test.

Dati anamnestici da contatto, attività svolta durante la pandemia, luogo di lavoro, risultato del test seriologico con foto, geolocalizzazione (che non ha niente a che vedere con il tracciamento della posizione delle persone, né dei contatti che la persona ha avuto) insomma un patrimonio di informazioni importanti, raccolto anche qui in totale mobilità su smartphone o tablet, su una scala regionale, capace di fornire preziose notizie su come il virus è circolato in Toscana e su come affrontare la cosiddetta fase2, in maniera proattiva. I dati della APP ci hanno infatti consentito di progettare un percorso dedicato per chi viene trovato positivo al test rapido, che ovunque si trovi sul territorio toscano, viene subito inviato ad effettuare un tampone orofaringeo con ricezione del risultato (SMS ed email) entro le 24h successive, in modo da riprendere immediatamente l’attività lavorativa.

Prestazioni sanitarie: ripartire con la tecnologia

Questa pandemia oltre alla perdita di numerose vite umane, ci lascerà sicuramente un nuovo modo di affrontare la vita. Nulla sarà come prima e molte abitudini sono state già cambiate. In questa fase di emergenza è stato infatti quanto mai necessario assicurare ai pazienti cronici la disponibilità di assistenza sanitaria qualificata facendo ricorso a modalità di erogazione alternative alla presenza in ambulatorio del paziente. Alcuni specialisti hanno adottato i più disparati strumenti per comunicare con i pazienti. Per aiutarli, come Settore Sanità Digitale e innovazione di Regione Toscana, tramite una delibera di Giunta (la 464 del 6/4/2020), abbiamo attivato una piattaforma unica regionale, che rimarrà attiva oltre l’emergenza CoVid, perché, ne siamo convinti, le televisite diventeranno una pratica importante. Anche qui abbiamo aggiornato il catalogo unico delle prestazioni ambulatoriali, abbiamo spiegato come farle ed abbiamo fornito una piattaforma, che può essere utilizzata da tutti gli specialisti della Regione in totale autonomia. Questo è stato un passo importante verso il futuro, che tanti specialisti hanno subito apprezzato, un futuro di cui la Regione Toscana potrà godere a lungo ed a cui tante altre Regioni si stanno già ispirando.

L’ultima APP, che raccontiamo è quella che ci consente l’applicazione dell’ordinanza n. 49 del 3 Maggio 2020 che prevede, “….con individuazione, a carico delle Aziende Sanitarie Territoriali, di presenza medica dedicata, oltre al mantenimento dell’attuale rapporto con i propri MMG, in un rapporto di 1 medico ogni 300 posti letto e adozione, da parte della struttura, di un diario clinico web-based per gestire in tempo reale lo stato di salute degli ospiti”.

E’ qui che nasce allora #inRSAsicura, una applicazione dedicata al controllo e monitoraggio centralizzato a livello regionale dei pazienti in RSA (oltre 14.000 posti letto), con la possibilità da parte degli infermieri delle strutture di effettuare in totale mobilità la registrazione di parametri vitali direttamente a testa letto, o di compilare alcune scale di valutazione (Barthel, MEWS, ecc.), mentre al medico, che sia l’MMG del paziente o il medico previsto dall’ordinanza (1 ogni 300 posti letto), di seguire i vari pazienti dislocati sul territorio toscano nelle varie strutture, ricevendo opportuni alert.

Anche in questo caso, la tecnologia verrà in aiuto, tra il data-center unico centralizzato di raccolta dati e la possibilità di consultare in totale mobilità tutti i dati, come pure la possibilità, già peraltro attiva per gli specialisti, di attivare televiste a distanza, saranno sicuramente i fattori chiave di un buon SSR che è in grado di affrontare il delicato passaggio dal “curare” al “prendersi cura”.

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