La prima generazione di intelligenza artificiale entrata nella scuola ha assunto prevalentemente la forma dell’assistente. Lo studente formula una domanda, il sistema risponde; il docente chiede una sintesi, una griglia o un esercizio, la macchina produce il contenuto richiesto. Anche quando il dialogo si prolunga, la struttura rimane sostanzialmente reattiva: l’essere umano avvia l’interazione, definisce il compito e decide se proseguire. Sta però emergendo una nuova generazione di sistemi che modifica questa relazione.
scuola digitale
Agenti educativi, chi decide il percorso tra studente e macchina?
Gli agenti AI possono pianificare attività, selezionare fonti e seguire i progressi degli studenti. La loro efficacia, però, apre una questione pedagogica: come usare l’automazione senza sottrarre ai ragazzi la capacità di decidere e imparare?
Prorettore per la Terza Missione – Università degli Studi IUL

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