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L’intelligenza artificiale entra a scuola, ma la vera svolta non è tecnologica



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L’intelligenza artificiale entra nella scuola non solo come strumento digitale, ma come nuova infrastruttura educativa, normativa e democratica. Tra AI Act, DigComp 3.0, linee guida ministeriali e disposizioni attuative, cambia il ruolo delle istituzioni scolastiche nella formazione dei cittadini

Pubblicato il 3 lug 2026

Licia Landi

Docente a contratto di Tecnologie didattiche nell'Università degli Studi di Verona, ricercatrice didattica, consulente e formatrice



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Mentre per molte scuole la via verso l’Intelligenza artificiale inizia in questi giorni, grazie ai fondi del bando legato al DM 219 (MIM, 2025a), e le prime domande rimangono essenzialmente confinate alle dotazioni tecnologiche (quali chatbot adottare) e alla alfabetizzazione di base, l’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689), il framework DigComp 3.0 (Cosgrove & Cachia, 2025), le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 2025 (MIM, 2025b), il rinnovamento dei percorsi di educazione civica (MIM, 2024) e, più recentemente, il pacchetto di disposizioni attuative approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026 (Consiglio dei Ministri, 2026) segnano, invece, un cambiamento importante, vorrei dire sistemico, incardinando l’IA non più come opzione tecnologica, ma come infrastruttura di contesto.

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