le azioni di contrasto

Bullismo e cyberbullismo, il ruolo della scuola nella prevenzione


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La scuola è chiamata a prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo attraverso referenti, team dedicati, regolamenti, formazione e procedure per le emergenze. I dati italiani mostrano la diffusione del fenomeno, mentre la legge 71/2017 e il decreto legislativo 99/2025 rafforzano strumenti, monitoraggio e sostegno ai minori

Pubblicato il 23 ott 2026

Anna Perut

Avvocata, esperta in protezione dei dati personali e nuove tecnologie



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Il bullismo, unitamente alla sua evoluzione digitale del cyberbullismo, è un fenomeno che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti, sia in termini numerici che di pervasività delle condotte caratterizzanti. Le dinamiche di sopraffazione non si esauriscono più tra i banchi di scuola o nel cortile durante l’intervallo. La tecnologia e la diffusione incontrollata dell’uso dei social tra i giovani hanno permesso di abbattere i confini dello spazio e del tempo, esponendo le vittime a forme di aggressività in grado di diffondersi in modo esponenziale, moltiplicando l’impatto delle violenze.

In questo contesto, la scuola assume un ruolo decisivo che va oltre la mera istruzione formale. La recente normativa, infatti, assegna agli istituti scolastici il compito fondamentale di costruire un ecosistema di prevenzione di questi fenomeni in un’ottica formativa e educativa, a tutela dei minori. La scuola dovrà diventare, quindi, la principale palestra di cittadinanza digitale, contribuendo a educare le nuove generazioni all’uso consapevole delle nuove tecnologie.

Bullismo e cyberbullismo a scuola: i dati italiani

L’indagine ISTAT “Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri”, condotta nel 2023, ha raccolto informazioni sui comportamenti offensivi e aggressivi tra i ragazzi in un campione di 39.214 individui, rappresentativo dei 5 milioni e 140mila ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni residenti in Italia.

Il dato complessivo è il seguente: il 68,5% dei ragazzi 11-19enni dichiara di aver subìto, nei 12 mesi precedenti, un qualche episodio offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione sia online che offline. L’indagine entra poi nel dettaglio differenziando l’analisi per genere, tipologie di condotte subite, aree geografiche, restituendo una fotografia dei ragazzi del nostro Paese poco rassicurante.

Un dato importante emerge anche dal monitoraggio del bullismo e del cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito tramite la piattaforma ELISA (E-Learning degli Insegnanti sulle Strategie Antibullismo), la quale restituisce l’analisi, su larga scala, della presenza e dell’andamento dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle scuole italiane tramite questionari sottoposti agli studenti e ai docenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Gli ultimi dati ufficiali disponibili sono relativi all’anno scolastico 2024/2025. In base al monitoraggio, sebbene la percentuale di studenti e studentesse che dichiarino di essere stati coinvolti in almeno un episodio di bullismo risulti abbastanza stabile nel tempo, alcuni fenomeni sembrano in aumento, in particolare la vittimizzazione e il bullismo agito basati sul pregiudizio e sullo stigma.

Bullismo e cyberbullismo: differenze, forme e rilevanza penale

Il bullismo non è un fenomeno nuovo, ma la sua metamorfosi digitale ne ha radicalmente trasformato la portata e la pericolosità. Sebbene il bullismo e il cyberbullismo condividano la radice comune della volontà di prevaricazione e l’asimmetria di potere tra bullo e vittima, le loro modalità operative differiscono in modo sostanziale.

Il bullismo tradizionale è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie reiterate, sia fisiche che verbali, da parte di uno o più individui a danno di un minore o gruppo di minori, generalmente in luoghi e orari circoscritti in prossimità del contesto scolastico, in grado di generare nella vittima ansia, timore, senso di isolamento o di emarginazione.

Il cyberbullismo consiste in qualsiasi forma di molestia, aggressione o violenza in generale perpetrata tramite la rete ed è caratterizzato da una particolare forma di pervasività e viralità che lo rende molto pericoloso, considerato che i contenuti offensivi, una volta pubblicati, possono essere condivisi all’infinito, esponendo la vittima a umiliazioni reiterate, senza limiti.

Inoltre, il cyberbullismo non è più confinato nei locali scolastici ma può realizzarsi in qualsiasi momento del giorno e della notte. Queste forme di condotte sono particolarmente allarmanti anche per il senso di distacco e di impunità generalmente provato dal loro autore, il quale tende ad attribuire la responsabilità delle proprie azioni al profilo utente anziché a sé stesso, come se vivesse in una realtà distaccata parallela.

Le principali forme di cyberbullismo

Il cyberbullismo può declinarsi in molteplici forme, tra le quali si distinguono, solo per citarne alcune:

  • hate speech: contenuti on line che incitano all’odio o discriminano per etnia, genere, orientamento sessuale, ecc.;
  • body shaming: derisioni o umiliazioni legate all’aspetto fisico;
  • impersonation: sostituzione di persona accedendo all’account del minore e inviando messaggi per suo conto;
  • denigration: diffusione di pettegolezzi, calunnie e maldicenze online al fine di diffamare qualcuno
  • cyberbashing: la ripresa della vittima mentre subisce violenze fisiche o psichiche, ad insaputa della vittima, per poi diffondere il contenuto on line.

Si sottolinea che ad oggi il nostro ordinamento non prevede un reato tipico di “bullismo” o di “cyberbullismo”. Questi fenomeni possono assumere rilevanza penale qualora siano commessi mediante condotte che a loro volta siano riconducibili a fattispecie tipiche di reato (es. lesioni personali, atti persecutori, molestie, e così via).

La legge 71/2017 contro bullismo e cyberbullismo a scuola

La scuola ha assunto un ruolo fondamentale per prevenire e contrastare questi fenomeni. La legge 29.05.2017 n. 71, recentemente modificata dalla legge 17.05.2024 n. 70, non si limita a inquadrare il fenomeno dal punto di vista legale ma assegna agli istituti scolastici compiti ben precisi in termini regolatori e organizzativi, diventando così il fulcro delle strategie di intervento, in una sinergia educativa scuola-famiglia.

La normativa è integrata dalle Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di Bullismo e Cyberbullismo emanate dal Ministero dell’Istruzione, aggiornate nel 2021, che forniscono i principi guida a cui gli istituti di ogni ordine e grado devono attenersi per la realizzazione di interventi efficaci.

Prevenire bullismo e cyberbullismo a scuola: compiti e formazione

Il quadro vigente impone agli istituti di:

Referenti, team e strumenti della scuola

  • nominare tra i docenti uno o più referenti per il bullismo e cyberbullismo. Non si tratta di un mero adempimento formale in quanto il referente ha un ruolo determinante nel coordinamento delle varie iniziative e deve ricevere una specifica formazione in materia;
  • istituire un Team Antibullismo e un Team per l’Emergenza, costituiti dal Dirigente scolastico, dal referente per il bullismo/cyberbullismo e da altre professionalità presenti all’interno della scuola utili alla gestione dei casi (es. psicologo, operatori sociosanitari). I due Team avranno il compito di coadiuvare il Dirigente scolastico, coordinatore dei Team, nella definizione degli interventi di prevenzione del bullismo e di intervenire, come gruppo ristretto, nelle situazioni di emergenza;
  • recepire le Linee guida ministeriali all’interno dei propri regolamenti scolastici, anche con riferimento alle procedure da seguire per la gestione dei casi, prevedendo adeguate sanzioni disciplinari correlate ai fenomeni, commisurate alla gravità degli atti compiuti, in un’ottica riparativa e rieducativa;
  • aggiornare il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) e il Patto di Corresponsabilità Educativa con le misure di prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo adottate dall’istituto;
  • promuovere l’educazione degli studenti all’uso consapevole della rete Internet e delle tecnologie digitali;
  • curare la formazione del personale scolastico in materia. Il Ministero ha messo a disposizione la piattaforma ELISA sopra menzionata, la quale propone corsi di formazione per i docenti referenti e per i componenti dei Team Antibullismo e per l’Emergenza, nonché sistemi di monitoraggio online rivolti a tutte le scuole;
  • promuovere la formazione/educazione dei docenti, studenti, famiglie, personale ATA, sulle tematiche nonché sulle procedure e sui regolamenti adottati;
  • proporre interventi di prevenzione primaria rivolti a tutti gli studenti, attraverso letture, film, dibattiti, ma anche tramite attività di peer education con il coinvolgimento di altri alunni o ex alunni.

Bullismo e cyberbullismo a scuola: come gestire i casi

Le Linee guida ministeriali declinano i passaggi da seguire per la gestione dei casi acuti, individuando i ruoli dei vari attori coinvolti. Gli istituti dovranno quindi fare proprie le indicazioni previste, recependole nei propri regolamenti, assicurando la presa in carico del caso, l’approfondimento e la gestione tramite l’intervento più opportuno, anche con il coinvolgimento di professionisti del settore o, nei casi più critici, delle Forze di Polizia e dei servizi territoriali (es. ASL, servizi sociali, ecc.).

Ascolto, segnalazioni e valutazione degli interventi

È fondamentale che sia assicurata l’effettiva presenza di un centro di ascolto la cui priorità sia la tutela della vittima, includendo, poi, il bullo/prevaricatore ed il gruppo classe. La scuola dovrà quindi agevolare le segnalazioni, prevedendo canali chiari e diffusi (es. indirizzo e-mail dedicato a disposizione dei genitori/docenti, cassetta postale a scuola ove gli studenti – vittime o testimoni – possano effettuare le segnalazioni cartacee).

La scuola dovrà essere in grado di creare un ambiente in cui ogni studente si senta sicuro di segnalare e protetto nel manifestare la propria fragilità. Diversamente, si rischia di definire procedure sulla carta, prive di una reale efficacia.

A questo seguirà poi la valutazione e l’approfondimento da parte del Team per l’Emergenza, mediante l’ascolto separato della vittima, del presunto responsabile, dei testimoni e delle famiglie, in modo da assegnare una priorità dell’intervento e gestire il caso nel modo ritenuto più adeguato.

Tutela dei dati e monitoraggio nelle scuole

Stante la delicatezza delle tematiche, va da sé che l’istituto dovrà assicurare il rispetto di adeguate misure di sicurezza a tutela dei dati trattati in tutte le fasi della gestione dei casi, per proteggere la riservatezza dei soggetti coinvolti, trattandosi, oltretutto, di minori.

Le Linee guida evidenziano l’importanza del monitoraggio, da svolgersi mediante osservazione diretta in aula, o tramite questionari anonimi agli studenti, sia per identificare precocemente segnali di disagio, sia per valutare l’efficacia degli strumenti educativi e disciplinari.

Le nuove tutele contro bullismo e cyberbullismo

Il panorama normativo italiano relativo alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo ha visto un’importante evoluzione con l’emanazione del Decreto Legislativo 12 giugno 2025, n. 99 il quale, nell’ambito delle deleghe conferite al Governo dalla legge n. 70/2024, si focalizza su quattro pilastri operativi: il potenziamento dei servizi di supporto immediato, il monitoraggio statistico, la revisione delle norme sulle comunicazioni elettroniche e le campagne educative capillari.

Il servizio pubblico “Emergenza Infanzia 114”

Il decreto rafforza e riorganizza la risposta di emergenza a supporto dei minori, potenziando la linea telefonica gratuita 114 (Servizio Emergenza Infanzia), quale strumento di prima assistenza psicologica e giuridica destinata sia alle vittime di atti di bullismo e cyberbullismo, sia alle loro famiglie, attiva 24/24.

Il monitoraggio biennale dell’ISTAT

Viene istituzionalizzando un sistema strutturato di monitoraggio e misurazione del fenomeno del bullismo e cyberbullismo da parte dell’ISTAT con cadenza biennale.

Le responsabilità nelle comunicazioni elettroniche

Il decreto interviene sul Decreto Legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche), prevedendo l’obbligo di integrare i contratti stipulati con i fornitori di servizi di comunicazione offerti mediante reti di comunicazione elettronica con il richiamo espresso alle disposizioni dell’articolo 2048 del codice civile in materia di responsabilità dei genitori per i danni cagionati dai figli minori in conseguenza di atti illeciti posti in essere attraverso l’uso della rete.

Le campagne informative e la sensibilizzazione sulla rete

Infine, il decreto valorizza la prevenzione primaria promuovendo campagne informative periodiche a livello nazionale da veicolare sia nei canali tradizionali sia sulle piattaforme digitali.

Il ruolo educativo della scuola contro bullismo e cyberbullismo

In definitiva, l’attuale quadro normativo trasforma la scuola da semplice spettatrice a protagonista attiva nella tutela del benessere psicofisico degli studenti. Il ruolo dell’istituzione scolastica non si esaurisce nella vigilanza o nell’applicazione di sanzioni, ma si realizza compiutamente nella costruzione di una cultura della responsabilità, in un costante e continuo lavoro di prevenzione tra gli educatori della scuola, le famiglie e i ragazzi.

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