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Direttore responsabile Alessandro Longo

scuola digitale

Animatori digitali della Scuola a un bivio: consolidarsi o cambiare

di Maria Daniela Corallo, insegnante

08 Set 2017

8 settembre 2017

La figura dell’animatore digitale è a un bivio: o si afferma con un riconoscimento sostanziale anche della sua autonomia di azione o è opportuno cambiare direzione, considerandola come figura esterna di supporto

Una delle domande chiave per riflettere sulle prospettive di attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale nelle singole scuole è legata al consolidamento della figura dell’animatore digitale. A che punto siamo? L‘Azione #28 “Un animatore digitale in ogni scuola”, lo definisce come “un docente che, insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, avrà un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola”. Cosa sta accadendo in realtà?

Secondo il PNSD l’animatore deve sviluppare progettualità su tre ambiti:

  1. fungere da stimolo alla formazione interna alla scuola sui temi del PNSD (ma non dovrà necessariamente essere un formatore), sia organizzando laboratori formativi, sia animando e coordinando la partecipazione alle altre attività formative, come quelle organizzate attraverso gli snodi formativi;
  2. favorire la partecipazione e stimolare il protagonismo degli studenti nell’organizzazione di workshop e altre attività, anche aprendo i momenti formativi alle famiglie e altri attori del territorio
  3. individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola, coerenti con l’analisi dei fabbisogni della scuola stessa, anche in sinergia con attività di assistenza tecnica condotta da altre figure.

Per quanto riguarda i primi due punti, nella maggior parte dei casi gli animatori hanno coadiuvato le attività degli snodi formativi e proposto e organizzato eventi nelle proprie scuole. Ma (in particolare per il terzo ambito) è fondamentale riconoscere sostanzialmente il ruolo dell’animatore digitale come agente di cambiamento, prevedendo uno spazio di movimento e di autonomia maggiore, sapendo che a questo cambiamento non tutte le scuole sono, ancora, pronte. Così, il rischio è di lasciare che l’animatore digitale organizzi corsi (come la Funzione Strumentale dedicata alla formazione), programmi eventi e manifestazioni, segua progetti legati al digitale (come la Funzione Strumentale per le nuove tecnologie), agendo trasversalmente su aree dove operano ruoli già ben delineati, riconosciuti, accettati.

L’importanza del riconoscimento del ruolo dell’animatore costituisce uno degli aspetti che determinano il successo del PNSD. Si tratta della figura che deve veicolare e promuovere le azioni del PNSD. Cosa accade veramente nella pratica, com’è stato interpretato il ruolo dell’animatore dalle diverse componenti scolastiche?

Gli aspetti da considerare sono diversi:

  • le modalità di individuazione,
  • le aspettative da parte di colleghi e dirigenti,
  • i compiti che le/gli sono stati assegnati,
  • le caratteristiche e il punto di partenza dell’Istituto

Da una parte il MIUR ha lasciato ai Dirigente Scolastico molta discrezionalità nell’individuazione dell’animatore digitale, dall’altra in molte scuole la scelta è stata semplificata “cambiando” il titolo dell’incarico assegnato al docente che finora aveva ricoperto l’incarico di FS per le nuove tecnologie. Così che semplicemente sono stati aggiunti altri compiti a quelli già assegnati come FS (naturalmente eliminando la funzione strumentale per le nuove tecnologie, dimostrando pienamente che si è proceduto ad una sostituzione di nome dell’incarico, ma non ad una diversa funzione): ad esempio, aggiornamento e cura del sito scolastico, cura dei laboratori, referenza di progetti legati al digitale, incarico di tecnico d’aula per i numerosi concorsi dei docenti che si sono svolti proprio in questi anni, progettazione legata ai bandi PON, responsabilità del registro elettronico, formazione interna. Il tutto, naturalmente, sommato alle quotidiane e spesso notturne attività didattiche: lezioni frontali al mattino, impegni lavorativi legati al PNSD o comunque al ruolo assegnato da svolgere nel pomeriggio e ancora correzione degli elaborati-esercitazioni e preparazione delle lezioni (di notte). Sicuramente docenti spinti dalla passione e non certo dal riconoscimento economico, così come, in alcuni casi, neanche da una diversa considerazione all’interno dell’organizzazione, con un forte “ancoraggio” al ruolo ricoperto precedentemente di Funzione Strumentale.

Ovviamente, ci sono anche casi di successo, e questo lì dove la scuola ha compreso la funzione dell’animatore digitale e gli ha consentito di svolgere pienamente il suo ruolo di figura di sistema.

Per questa ragione occorre che sia il Dirigente scolastico, che i docenti dello staff, che l’amministrazione abbiano la volontà di seguire, pianificare e realizzare le azioni del PNSD, in modo che alle difficoltà naturali richieste da una innovazione culturale profonda non si sommino ostilità e altri ostacoli.

Fondamentale, su questo percorso, la capacità dei DS di dare lo spazio giusto a questa figura, con un chiaro indirizzo del Miur. L’alternativa, diversamente, per non rischiare di non ottenere i risultati legati al PNSD nelle singole scuole, è di cambiare completamente direzione (anche transitoriamente) e dotare le scuole di figure esterne selezionate dal MIUR, con una totale autonomia ma con la difficoltà di essere visti come “estranei” dal corpo docente e dai DS e determinare una situazione di scarsa sinergia. Potrebbe essere opportuna  questa sorta di terapia d’urto?

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