formazione

Le Indicazioni MIM sull’IA nei Licei e il rischio di una scuola troppo difensiva



Indirizzo copiato

L’Intelligenza Artificiale a scuola entra nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei come sfida educativa, culturale e operativa. Il punto non è solo usare o limitare l’IA, ma capire quali competenze, cautele e percorsi formativi servano davvero

Pubblicato il 14 lug 2026

Fulvio Oscar Benussi

Giornalista pubblicista, già insegnante nella scuola secondaria di secondo grado



ai scuola (1) formazione intelligenza artificiale ia nella didattica AI e bisogni educativi speciali educazione personalizzata con l'IA libri digitali a scuola; NotebookLM SchoolAI identità digitale dello studente
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


A fine aprile il Ministero per l’Innovazione e il Merito (nel seguito MIM) ha pubblicato le nuove Indicazioni nazionali per i Licei.

Analizziamo allora le indicazioni del MIM valutando, relativamente all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (nel seguito IA), le potenzialità dell’approccio e le criticità da affrontare che potrebbero comprometterne l’esito.

AI a scuola e pensiero critico nelle Indicazioni nazionali

Come segnalato nelle Indicazioni nazionali la diffusione dell’uso dell’IA può portare i ragazzi a una riduzione del pensiero critico. Questo può essere l’esito dei bias algoritmici, degli errori e “allucinazioni” dell’IA che fornisce informazioni scorrette o fuorvianti.

A riguardo indicazioni specifiche, di come affrontare il problema, vengono indicate nel Codice Etico sull’uso dell’Intelligenza Artificiale Generativa a Scuola[1]. Il Codice propone una didattica che promuova il pensiero critico e l’autonomia di giudizio, educando gli studenti a valutare con discernimento i contenuti generati dall’IA, insegni a svolgere sempre la verifica delle fonti e sviluppi la capacità di identificare e confermare l’affidabilità delle informazioni. Ciò comporta il bisogno di progettare attività didattiche coerenti [2] con questi obiettivi che nel caso della opportuna verifica delle fonti, per potere essere attuata a scuola necessiterà della disponibilità di laboratori connessi ad Internet dove potere tempestivamente effettuare tali verifiche.

Compiti scolastici, cheating e valutazione con l’AI

L’utilizzo dell’IA nei compiti scolastici assegnati in classe o da svolgere a casa può comportare un aumento del cheating e del plagio producendo una crisi del sistema di valutazione tradizionale. Nelle Indicazioni nazionali è indicata la necessità di modificare le richieste previste per i compiti da assegnare agli studenti.[3] Condividiamo questa indicazione presente nella Premessa cui proponiamo di aggiungere la prospettiva di ideare consegne “a prova di Intelligenza Artificiale”. Cioè evidenziamo la necessità di assegnare ai ragazzi compiti che non consentano loro di essere passivi e fare svolgere il lavoro all’IA consegnando ai docenti l’esito dei loro prompt, come fosse un loro lavoro autonomo.

Dipendenza tecnologica e relazioni nell’AI a scuola

Continuiamo la nostra riflessione sulle Indicazioni nazionali considerando le situazioni critiche che l’introduzione dell’IA a scuola potrebbe generare. Innanzitutto un uso intensivo dell’IA potrebbe produrre negli studenti dipendenza tecnologica e conseguente learned helplessness[4]. Una sorta di impotenza relazionale si è già diffusa con la presenza pervasiva dei social network tra i giovani. La situazione si è aggravata con l’IA che dà sempre ragione a chi imposta il prompt. A fronte di una costante conferma, chi insegnerà ai ragazzi a reggere la frustrazione di un contrasto? Sempre più adolescenti usano chatbot IA come interlocutori emotivi. Dobbiamo chiederci che tipo di adulti produce un’infanzia in cui l’empatia è simulata e la conferma è infinita?

Nella premessa alle Indicazioni nazionali è indicata la necessità di rafforzare la personalità degli studenti affinché imparino a gestire i conflitti, diventino capaci di instaurare relazioni mature con gli altri nel rispetto delle libertà di ognuno. Questo passaggio in un’epoca in cui la connessione rischia di sostituire la relazione, la narrazione si mescola alla realtà e l’accesso alle informazioni non coincide automaticamente con la conoscenza l’insegnare a gestire relazioni e conflitti diventa fondamentale.

L’approccio del MIM tra persona, libertà e coscienza digitale

Nella premessa alle Indicazioni nazionali il MIM indica così l’approccio da seguire nell’introduzione dell’IA a scuola: in un’epoca segnata dalla pervasività di algoritmi capaci di simulare il pensiero e la creatività, la scuola è chiamata a riaffermare il primato della persona e della sua libertà, configurandosi quale luogo d’elezione per la maturazione di una coscienza digitale superiore, capace di distinguere tra la mera esecuzione algoritmica — propria della macchina — e l’attività speculativa, creativa e spirituale che definisce l’essere umano.

Tale approccio, seppure condivisibile, tralascia di sostenere la promozione dell’acquisizione da parte degli studenti di competenze di prompting per la generazione non solo di testi, ma anche di codice, immagini, audio e video di qualità.

Nell’introduzione a scuola dell’IA si tralascia quindi di valorizzare l’importanza dell’acquisizione da parte degli studenti di competenze utili nel loro futuro inserimento nel contesto produttivo nazionale. A nostro parere accanto all’importanza dell’acquisizione di capacità speculative, creative e spirituali che definiscono l’essere umano l’acquisizione di competenze operative non è da trascurare.

Competenze operative di AI a scuola e confronto internazionale

A riguardo Confindustria ha inserito tra “le cinque leve per rimettere le imprese al centro” la sezione: Contratti di sviluppo e piano IA. Riguardo alla formazione scolastica gli industriali affermano che serve un progetto di formazione all’IA da iniziare nel ciclo delle superiori di secondo grado, per tutti i giovani[5]. Relativamente alla formazione promossa dalle scuole l’auspicio degli industriali, particolarmente attenti al rafforzamento della competitività del nostro sistema economico, trova conferma nelle linee guida sull’IA prodotte da altri Paesi.

Le attività pratiche nel modello cinese

In Cina, ad esempio, si sta puntando su attività didattiche di applicazione dell’IA. Nell’istruzione obbligatoria (scuole primarie e secondarie) la Cina ha definito specifici requisiti di apprendimento inserendo nel curriculum scolastico attività esercitative complete, con l’obiettivo di guidare gli studenti a un apprendimento fondato sull’esercizio di attività pratiche. Le linee guida cinesi prevedono nel curriculum 25 attività tematiche progettate per l’apprendimento dell’Intelligenza Artificiale. Le attività sono così denominate: “Cervello intelligente – Entrare nel mondo dei microcontrollori”, “Spazio maker”, “Introduzione alla programmazione divertente”, “Un giardino colorato nel mondo della programmazione”, “Artigianato ed elaborazione digitale”, “Analisi ed elaborazione dei dati”, “Entrare nel mondo della programmazione”, ecc. Sono attività utili a consentire agli studenti di comprendere la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale attraverso l’esperienza diretta e l’applicazione pratica, “stimolando lo spirito innovativo” e “partecipando attivamente a pratiche innovative” oltre a consentire l’apprendimento della programmazione, che richiede agli studenti di “comprendere i processi e i metodi di base della progettazione dei programmi, acquisire familiarità con l’uso dei linguaggi di programmazione e provare a scrivere ed eseguire il debug dei programmi”[6].

Il richiamo alla sovranità economica

Dell’approccio delle Linee guida del MIM focalizzato sull’ossequio a tutte le norme che insistono sulla tematica dell’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole italiane abbiamo già parlato[7]. Ci sembra importante ricordare anche qui quanto espresso il 16 settembre 2025 a Bruxelles da Mario Draghi quando ha affermato che “l’inazione minaccia la nostra sovranità. La democrazia va difesa anche sul fronte economico”. Diventa allora importante che il nostro sistema formativo non si concentri esclusivamente su riflessioni filosofiche ed etiche implicate dall’IA, ma si apra anche all’acquisizione di competenze autentiche relative a un utilizzo efficace di tale strumento. Crediamo quindi che nei licei i due approcci citati vadano perseguiti contemporaneamente superando una visione che appare essere “di sospetto e pregiudizio negativo” nei confronti dell’Intelligenza Artificiale. A nostro avviso l’approccio nel confronto dell’Intelligenza Artificiale non deve consistere nel bloccare il cambiamento e nemmeno nell’abbandonarsi all’idea che ogni innovazione sia automaticamente salvifica. Significa piuttosto distinguere i mezzi dai fini, capire che cosa la tecnologia promette e occuparsi seriamente delle conseguenze che produce. L’IA, nata come mezzo, rischia di diventare un fine: questa tecnologia ha le potenzialità per entrare nella logica stessa dei nostri fini. L’IA non riguarda solo il mondo esterno, entra nel nostro mondo interno. Non incide solo sulla forza, sulla velocità, sulla capacità di calcolo: entra nel modo in cui pensiamo, scegliamo, decidiamo. Per questi motivi l’approccio indicato dal MIM, seppure a nostro avviso parziale, è assolutamente opportuno venga proposto a scuola.

Licei, AI e formazione dei docenti

Concludiamo la nostra analisi segnalando che il successo dell’innovazione perseguita con l’introduzione dell’IA nelle attività didattiche delle discipline insegnate nei licei sarà direttamente proporzionale alla realizzazione di percorsi di formazione ad hoc. Ciò a patto che, quanto proposto in tali corsi di formazione per docenti, riverberi poi nelle attività didattiche da loro svolte con le classi.

Note


[1] Il Manifesto dell’Intelligenza Artificiale Generativa a Scuola, Redatto dall’ISIS “Europa” di Pomigliano d’Arco (NA), è la guida per un uso etico e pedagogico dell’IA all’interno degli istituti scolastici. Cfr. https://miasedu.it/wp-content/uploads/2025/01/Codice-Etico.pdf

[2] Dalla Premessa alle Indicazioni nazionali: “Tale mutamento di scenario richiede una revisione della progettazione […]”

[3] Dalla Premessa alle Indicazioni nazionali: “Tale mutamento di scenario richiede una revisione […] della valutazione che ne esalti la natura di processi vivi di valorizzazione dell’unicità dello studente.

[4] “Impotenza appresa”

[5] https://www.agi.it/economia/news/2026-05-26/confindustria-cinque-misure-per-imprese-economia-37242728/

[6] http://www.moe.gov.cn/jyb_xxgk/xxgk_jyta/jyta_jiaocaiju/201901/t20190124_368003.html?utm_source=chatgpt.com

[7] https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/intelligenza-artificiale-a-scuola-uninnovazione-a-meta/

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x