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Direttore responsabile Alessandro Longo

scuola digitale

PNSD, assenti il monitoraggio di qualità e coerenza dell’offerta formativa

di Luisanna Fiorini, Direttrice del Servizio provinciale di valutazione, Scuola in lingua italiana, Bolzano

21 Lug 2017

21 luglio 2017

A fronte di un Piano di disegno generale ampio e strutturato, il coordinamento del PNSD sembra occuparsi più della rendicontazione formale e finanziaria che del monitoraggio della qualità e della coerenza dell’offerta formativa. Con alcune azioni lasciate su binario morto

Per circa un anno ho avuto l’occasione di lavorare in giro per l’Italia nel Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

In questa sede tralascio di esporre nei particolari le profonde diversità osservate nella gestione amministrativa dei PON da parte dei vari Snodi formativi, ma ne parlerò in generale.

Quello che a mio avviso è mancato è stata una “struttura che connette” coerente.

Se alcune delle differenze appaiono giustificabili da aspetti leciti e discrezionali nella autonomia di gestione, altre sembrano imputabili alla eccessiva frammentazione del finanziamento e dello stesso PNSD.

Mi è accaduto quindi di osservare negli snodi esperienze molto diverse, tutte improntate sull’onestà e sull’autentica volontà di offrire un servizio di qualità, ma a volte progettate su bisogni immediati e territoriali. Atteggiamento legittimo ma non sistemico.

Se un progetto formativo ha come etichetta di significato l’acronimo PNSD, in cui la N sta per Nazionale, deve riuscire a tenere insieme sia aspetti specifici sia elementi di quadro di riferimento utili al Paese Italia, affinché non si accentuino nei territori quelle diversità che poi scontiamo in termini di equità.

Di recente il Ministro Valeria Fedeli, anche alla luce del Rapporto INVALSI 2017, ha notato e fatto notare come la variabilità del successo formativo sia un problema collegato non solo alle capacità individuali degli studenti ma anche, io oso dire soprattutto, da condizioni del contesto socio economico, dall’effetto tra pari, dall’effetto scuola, ovvero il valore aggiunto portato da strategie didattiche intenzionali, organizzazione delle risorse e infrastrutture garantite. Avere un progetto nazionale che cerca di far sviluppare le scuole del Paese-Italia verso un obiettivo di sistema unico e con strumenti omogenei è una delle condizioni, non sufficienti, ma di certo necessarie..

Il coordinamento generale del PNSD è sembrato occuparsi più della rendicontazione formale e finanziaria che del monitoraggio della qualità e della coerenza dell’offerta formativa.

Tentativi di richiamare alla coerenza i vari Snodi ci sono stati.

Ad esempio la Nota prot. n. 6076 del 4 aprile 2016 e allegati, dove all’Allegato III ci fu appunto un riferimento pratico ai contenuti possibili per la formazione.

 

Illustrazione 1: Sintesi grafica Allegato III Avviso prot. n. 6076 del 04 aprile 2016

L’esperienza fatta mi ha portata a osservare che molto raramente le figure professionali destinatarie della formazione avevano ben presente il proprio posizionamento all’interno del disegno complessivo, e che in alcuni casi la formazione proposta non restituiva comunque il quadro di insieme auspicato.

Il framework generale del PNSD dichiarato è basato su concetti altissimi e condivisibili.

Ma poi qualcosa scricchiola. Il lettore attento troverà indicatori di quanto scrivo: alcune iniziative (School Kit) sono ferme al 2016, altre hanno risorse disponibili pari a zero. Il calendario dell’Agenda è vuoto.

Tralascio alcune perle, come la sezione OER Azione #23, dove si linkano alcuni esempi con alla base software proprietari. Ma questa è un altro nodo su cui ragionare e scrivere. L’openness non può essere solo dichiarata: è un precipitato etico costante.

La sezione più popolata è quella in HomePage, dove sono pubblicati i bandi e linkati alcuni eventi. Non ho trovato, ma se fosse presente in qualche cassetto che non ho aperto mi scuso in anticipo, nessun elemento informativo, quantitativo e qualitativo, dell’andamento delle azioni, del progredire del Piano. Non trovo l’impianto tecnico del monitoraggio sulla base del quale immagino che, al termine di tutto, verranno pubblicati esiti e bilanci, per un discorso di trasparenza verso noi cittadini e come base per la ri-progettazione. Sono in attesa di quanto previsto nell’Azione #35. A meno che non si sia inteso costruire il monitoraggio sui questionari somministrati al personale destinatario della formazione, tramite piattaforma Pon-Indire. Ho avuto modo di leggere le domande e l’articolazione. Esprimo qui le mie perplessità sulla significatività delle domande, sulla formulazione del testo di alcune, sulla inutile ridondante numerosità. Anche in questo caso sono pronta a ricredermi appena leggerò i dati del monitoraggio, il rapporto di accompagnamento, le conclusioni progettuali.

Mi chiedo infine come mai non sia stato somministrato un questionario ai formatori, i cosiddetti esperti, che tanta parte hanno avuto in questo PNSD. Mi piacerebbe essere interpellata e contribuire.

  • team digitZevi

    Assolutamente d’accordo! Animatori e animatrici in stato di abbandono, non ascoltati, in alcuni USR nessun referente, formazione limitata esclusivamente a quella erogata dagli snodi, problemi e quesiti da porre esclusivamente per vie ufficiali e/o direttamente all’Autorità di gestione. Sempre in attesa di tempi migliori. Questionario di rilevamento PNSD, compilato con le credenziali del DS e del DSGA, ma l’AD non era una figura di sistema? L’AD lì a sfornare progetti PON a mendicare numeri di delibere, a progettare formazione, ma senza risorse con tanto entusiasmo e voglia di fare…quanto dureranno? Qualcuno comincia a stancarsi…

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