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l'esperienza

Scuola digitale: tutti i benefici delle nuove tecnologie nella didattica della musica

L’introduzione del digitale nell’insegnamento dell’educazione musicale può portare molti benefici, tra i quali anche interessanti spunti di interdisciplinarietà (musica-matematica) con un impatto significativo sugli stili di apprendimento degli alunni. L’esperienza dell’Istituto comprensivo Donadoni di Bergamo

21 Giu 2019

Nicoletta Vitali

Dirigente Scolastico IC Eugenio Donadoni di Sarnico (BG)


Come per quasi tutte le discipline, nella nostra scuola secondaria di primo grado anche l’insegnamento della musica è stato investito dalla profonda trasformazione innescata dall’introduzione delle nuove tecnologie.

E’ stato un lungo e lento processo di innovazione, soprattutto nel primo ciclo, che ha comportato un necessario rinnovamento delle metodologie didattiche e l’utilizzo delle specifiche dotazioni tecnologiche che, con la gradualità dovuta ai costi necessari, sono entrate definitivamente a far parte delle strumentazioni dell’istituto.

Di pari passo e con la medesima velocità di diffusione, prosegue la formazione specifica dei docenti, partendo dai più volenterosi e motivati. L’inserimento delle nuove tecnologie ha avuto, come previsto, un impatto significativo sugli stili di apprendimento degli alunni, sollecitando l’interesse e la motivazione degli studenti, che sono nativi digitali sempre più consapevoli delle potenzialità, e dei rischi, delle ICT.

La digitalizzazione nell’educazione musicale

Nell’educazione musicale, in particolare, la digitalizzazione ha comportato un avvicinamento degli studenti all’ostico studio della composizione musicale, della storia della musica e alla conoscenza delle sue molteplici tipologie, oltre ad aver facilitato il funzionale utilizzo di altri media (audiovideo in rete, social networks, padlets, blogs, etc.). Nelle esperienze che sono state compiute a scuola nell’ambito della disciplina, si è potuto osservare che l’implementazione di software specifici e di tecnologie digitali, che si affiancano al libro di testo multimediale, ha migliorato, potenziandole, le strategie di insegnamento, e di conseguenza le ricadute positive sull’ apprendimento, permettendo agli studenti di approfondire settori musicali generalmente poco esplorati nella scuola: accostare accordi o arpeggi ad una semplice melodia e poterne nell’immediato ascoltare l’armonia di quegli specifici suoni; poter creare semplici melodie con i diversi modi maggiori, minori ecc. per dare un carattere al brano; associare la musica adatta allo storytelling; creare la colonna sonora di una presentazione multimediale ad uso didattico.

Il rapporto tra la didattica della musica e la sua pratica è diventato più organico ed efficace: non più solo i suoni musicali classici e tradizionali dello strumento, ma si scoprono anche i suoni artificiali creati dai sintetizzatori, ampliando le possibilità di sperimentazione, contaminazione e ibridazione dei suoni.

In merito al suono elaborato da un’applicazione digitale, si osserva che, se l’applicazione permette di misurare e visualizzare le caratteristiche fisiche del suono di uno strumento, la sua costruzione diventa un’esperienza di creazione più consapevole, sviluppando un’interazione diretta tra la persona e lo strumento digitale, altrimenti impensabile. Questa operazione mentale di manipolazione del suono sulla base dei suoi parametri fisici, è espressione dell‘interazione tra la musica e la matematica e fornisce interessanti spunti di interdisciplinarietà.

Un percorso didattico verso il futuro

Da queste considerazioni, è ipotizzabile un percorso didattico, per noi nuovo, da costruire a piccoli passi in un prossimo futuro. Si ritiene importante sottolineare la valenza fortemente inclusiva della didattica della musica con le nuove tecnologie, che approccia le difficoltà di comprensione degli alunni BES [NAI (di origine straniera), DVA (diversamente abili) e DSA (disturbi specifici dell’apprendimento)], facilitandone la comunicazione, la personalizzazione del percorso e la motivazione ad apprendere. In ultimo, si è osservato che la scrittura musicale tramite le applicazioni digitali, unitamente alla possibilità dell’ascolto immediato, velocizza i tempi di acquisizione delle competenze disciplinari.

L’ambiente di apprendimento delle lezioni di musica è dotato di strumenti come: l’ambiente wifi, il videoproiettore interattivo con la sua lavagna e i tablet con le applicazioni – open source – installate, da poter utilizzare successivamente, per le esercitazioni, anche in ambiente domestico. Il lavoro in classe è organizzato in modalità di apprendimento collaborativo, a piccoli gruppi.

Un esempio di attività didattica musicale con FL studio

Dal secondo anno di scuola secondaria di primo grado, prima di avvicinare i ragazzi a questo software, il docente deve assicurarsi che gli alunni conoscano bene la notazione musicale, che sappiano individuare i suoni sulla tastiera e che sappiano riconoscere e creare accordi di tipo maggiore e minore (competenze maturate nel primo anno di scuola secondaria). Per fare in modo che tutti abbiano i suddetti prerequisiti, il primo anno si utilizzano applicazioni sul tablet (Notation Pad o Maestro).

Prima lezione: impostazione del channel rack

È lo strumento più importante che si trova nel software. Permette di impostare tutti gli strumenti musicali che occorrono per la nostra composizione: da quelli ritmici a quelli melodici. Gli strumenti inseriti nel nostro channel rack sono dei drums (strumenti a percussione), allo scopo di creare la nostra struttura ritmica. Ad ogni strumento sono associate delle finestrelle (step), raggruppate in gruppi di quattro elementi (bit); ogni step si può attivare selezionandolo; selezionando il pulsante play possiamo ascoltare la nostra composizione. I led che si trovano alla sinistra del channel rack servono per attivare/disattivare gli strumenti musicali, così che si possano ascoltare i suoni di ogni singolo strumento oppure più strumenti. Nell’esempio illustrato ci sono quattro strumenti a percussione, ma se ne possono aggiungere tanti altri, senza limiti.

Seconda lezione: impostazione degli strumenti melodici nel channel rack

Per importare gli strumenti ritmici nel channel rack si utilizza il browser, che si trova nella parte sinistra del software; per quelli melodici si utilizza il tasto f8, ottenendo la seguente schermata:

Tutti gli elementi presenti nella schermata non sono strumenti musicali classici, ma sono dei plugin, e all’interno dei quali possiamo ottenere un numero infinito di suoni, con l’apposito sintetizzatore. Sono quei suoni “ignobili” di cui si è accennato nell’introduzione, che permettono di personalizzare l’elaborato, sulla base della creatività e del gusto di ogni alunno.

Terza lezione: scrittura delle note

Per selezionare i suoni prodotti dagli strumenti a percussione a suono indeterminato, si usano gli step. Per scrivere i suoni determinati (note di altezza diverse) si utilizza l’applicazione che indica con precisione l’altezza dei suoni e la loro durata: il piano roll.

Il piano roll è il moderno pentagramma: a sinistra la tastiera, unico riferimento per trovare l’altezza delle note; in alto i numeri, che corrispondono alle battute; la lunghezza dei segni ne stabilisce la durata.

Quarta lezione: play list

Terminata la fase di composizione musicale di ogni singolo strumento, essa viene importata in questa sezione, chiamata play list, che ci permette di visualizzare ogni singola traccia midi e di poterla ascoltare singolarmente, a coppie oppure tutte insieme. Questo confronto permette di valutare il prodotto ottenuto e di rilevarne le imperfezioni o le incongruenze, per risolvere le sonorità risultate sgradevoli e disarmoniche.

Quinta lezione: il mixer

Questa è la fase finale della composizione: ci consente di interagire con ogni singolo strumento e, nello specifico, possiamo affiancare un equalizzatore, un riverbero, il pan ecc. Dando ad ogni singolo strumento la giusta dimensione, regolandone il volume volume, si crea la giusta dinamica. L’ultimo passaggio è dato dalla conversione del file da midi a mp3.

Per supportare gli alunni nelle esercitazioni domestiche, nell’eventualità che non si ricordino determinati passaggi o funzioni, sono stati creati dal docente appositi tutorial, pubblicati nel suo personale canale YouTube.

I lavori degli studenti sono resi pubblici tramite la pubblicazione sul sito della scuola, raccolti in blogs e padlets dedicati alle specifiche discipline. Il nostro sito è questo.

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