Il 10 settembre la Commissione europea ha finalmente pubblicato le misure a cui Google si dovrà attenere ai sensi dell’art. 6(11) del DMA per l’anonimizzazione delle query di ricerca degli utenti europei, che dovranno essere rilasciate ai motori di ricerca alternativi in modo da favorirne un posizionamento nel mercato che non risulti condizionato da barriere di ingresso, né dalla dominanza di cui Google gode nel settore[1].
approfondimento
Anonimizzazione query Google, quali rischi nascosti per i dati
L’anonimizzazione delle query di Google è il perno delle misure con cui la Commissione europea vuole aprire il mercato della ricerca ai concorrenti. Le regole definitive, però, lasciano irrisolti rischi di identificazione e interrogativi su chi debba sostenere il costo dell’incertezza
Funzionario del Garante per la protezione dei dati personali, Titolare dell’insegnamento di intelligenza artificiale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università LUISS Guido Carli

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