cyber security

Colao: “Il 95% delle PA è facile preda hacker”, ma il Governo non sa ancora come rimediare

Il ministro dell’innovazione riferisce stime secondo cui circa il 95% delle infrastrutture dati della Pubblica amministrazione è privo dei requisiti minimi di sicurezza e affidabilità necessari per fornire servizi e gestire dati. Tuttavia in Italia manca ancora una strategia nazionale su investimenti e cultura cyber

02 Apr 2021
sicurezza_615131330

“L’ultimo censimento del patrimonio delle infrastrutture di elaborazione dati della Pubblica amministrazione ha rilevato che circa il 95% delle infrastrutture dati della Pubblica amministrazione è privo dei requisiti minimi di sicurezza e affidabilità necessari per fornire servizi e gestire dati”. Così il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, questa settimana in audizione.

Sono affermazioni pesanti dinanzi alle quali il cittadino dovrebbe indignarsi, ed invece la maggior parte degli italiani non comprende a fondo la gravità del problema.

Una PA cyber-insicura è problema gravissimo

I nostri dati, e le infrastrutture di elaborazione dati della Pubblica amministrazione che li gestiscono, sono a rischio. A rischio la nostra Sanità, i nostri vaccini. La nostra economia. La sicurezza della Nazione e dei cittadini.

WHITEPAPER
Intelligent enterprise: dall’azienda estesa alla filiera integrata e collaborativa
IoT
Manifatturiero/Produzione

In gioco non vi è solo la disponibilità di un servizio come in molti posso erroneamente pensare, bensì la nostra identità digitale che a causa dell’elevata penetrazione tecnologica nella nostra società ha una sovrapposizione completa con il nostro vissuto reale.

L’evoluzione tecnologica non può prescindere dalla sicurezza delle infrastrutture su cui essa si fonda e sulla resilienza delle stesse ad attacchi cibernetici che si mostrano sempre più sofisticati.

Perché siamo così vulnerabili

Le infrastrutture di elaborazione utilizzate nel nostro paese sono vulnerabili per la mancata implementazione di requisiti di cyber security. Troppe le strutture che non sono state concepite utilizzando un approccio security-by-design, ma il problema è culturale ed investe tutti i settori del nostro Paese.

L’assenza della consapevolezza del rischio cibernetico nella popolazione è la principale causa del silenzio in cui fanno eco le parole proferite dal Ministro Colao,

“È fondamentale far sì che i dati in possesso della Pubblica amministrazione siano inviolabili. Il comparto cybersecurity e il comparto sicurezza nel loro complesso assumono, in questa prospettiva, fondamentale importanza per i cittadini e sul piano geostrategico”, ha aggiunto il Ministro.

Si ignora il fatto che proprio dalla capacità di difesa delle nostre reti e dei nostri dati dipende la sovranità nazionale.

In nostri dati sono il “bene” più importante che abbiamo, eppure non ci si preoccupa di chi li gestisce. Affidereste i vostri soldi ad una banca che dichiara che il 95% percento dei suoi processi non è sicuro? Ne dubito!

Ed allora, siamo finalmente nella direzione giusta?

Ancora troppe incertezze nella strategia cyber italiana

Purtroppo, le insidie, come le incognite, sono ancora troppe.

  • Un paese che ammette di non esser stato in grado di progettare infrastrutture digitali sicure, come potrebbe essere in grado di dominare un processo di trasformazione tecnologica tanto radicale?
  • Chi è incaricato della scelta delle aziende e delle tecnologie per implementare reti e sistemi sicuri è al corrente dei potenziali rischi che derivano da scelte sbagliate?
  • Abbiamo ben chiaro lo scenario a cui vogliamo convergere, o lasceremo che siano i provider e partner tecnologici ad imporci le loro strategie? Quest’ultimo scenario è non meno preoccupante di quello attuale.

Scelte sbagliate potrebbero esasperare il digital divide con cui si confronta la nostra società, soprattutto un periodo storico drammatico come quello che viviamo.

Direttiva NIS, così è l’attuazione italiana (dopo il recepimento): i punti principali del decreto

Un paese la cui infrastruttura tecnologica non è sicura non può garantire la coesione sociale e l’inclusione.

Colao auspica soluzioni da trovare nel breve tempo, dichiarazioni ambiziose, ma che devono confrontarsi con la realtà dei nostri giorni in cui il paese deve operare scelte importanti su più fronti e manca una consapevolezza del rischio cyber anche nella attuale classe politica.

Ad oggi leggiamo solo di proclami, ma di iniziative serie ed operative per diffondere cultura della sicurezza a livello Paese non ve ne sono.

Manca una comunione di intenti, del tema cyber security si discute solo quando qualche politico strumentalizza l’argomento evidentemente convinto di poterlo usare per rafforzare la propria leadership e fornire evidenza della propria visione.

Gli investimenti in cyber security sono scarni, i sussidi alle aziende che innovano nel settore sono pressoché assenti, spesso irraggiungibili per coloro che vivono un settore strategico come quello della cyber security. Le strutture governative deputate alla valutazione di iniziative progettuali innovative meritevoli di sostegno sono inadeguate per mancanza di professionalità specifiche.

Sul piano accademico, sebbene i percorsi formativi siano molteplici, molti di essi formano professionisti ancora distanti dalle esigenze di un mercato che vive un atavico skill shortage. Problema patito maggiormente proprio dalle piccole e medie imprese, l’humus necessario ad una crescita organica dell’interno comparto nazionale.

In questo contesto chiediamoci quindi a chi affideremo la gestione dei fondi che dovrebbero arrivare, ed è lecito temere che gli stessi possano finire con il foraggiare solo iniziative dei principali gruppi nazionali soffocando la capacità di innovazione di start-up e piccole imprese.

Già proprio così, perché se qualcuno avesse censito in maniera approfondito l’ecosistema cyber security nazionale si sarebbe accorto che in Italia troppe aziende sono composte da poche unità e che per dimensione e risorse sono escluse a priori da quei tavoli che dovrebbero divenire fucina di innovazione.

Ed ancora, non sostenere le imprese del settore cyber security implicherebbe aprire le porte all’infiltrazione economica da parte di stati stranieri che continuamente fanno scouting sulle nostre eccellenze e sui nostri professionisti. Ma evidentemente questo è un problema che pochi politici si pongono, a giudicare dai numerosi proclami, mentre è motivo di duro e complesso lavoro per i nostri apparati di intelligence.

La legge delega UE 2019-2020

E mentre scrivo questo post giunge la notizia del via libera di Montecitorio al testo di legge (il ddl Delega Ue 2019-2020), approvato dalla Camera in seconda lettura) che regola il recepimento di alcune norme europee, tra cui il diritto di autore, il nuovo Codice delle Comunicazioni elettroniche e, con l’articolo 18, il regolamento europeo sul riordino del quadro nazionale sulla certificazione della sicurezza informatica (alla fine di quest’articolo l’articolo 18 della legge, in anteprima).

Nel ddl, che ora torna al Senato in terza (!) lettura, c’è la delega per l’adeguamento al regolamento 2017/1991 in materia fondi europei per le attività di venture capital, quasi a ricordarsi dell’enorme difficoltà all’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese.

Qualcuno di voi ricorderà il decreto Gentiloni del 2017 il quale disegnava le linee guida di un programma nazionale in materia in materia cyber security nato dall’esigenza di elevare il livello di sicurezza in risposta all’intensificarsi degli attacchi cibernetici contro le nostre infrastrutture.

In una mia intervista rilasciata all’indomani della pubblicazione del decreto spiegai che tra i principali problemi dell’infrastruttura di sicurezza nazionale sotto il profilo cyber vi erano:

  • una modesta capacità di condivisione delle informazioni in ambito nazionale, ma soprattutto con altri Stati;
  • scarso coinvolgimento del cittadino e conseguente assenza di una consapevolezza della minaccia cibernetica del sistema Italia;
  • e scarsa collaborazione tra attori privati ed istituzione per la salvaguardia del patrimonio informativo nazionale.

Allora come oggi, sottolineai che nel settore privato abbiamo molte eccellenze che troppo spesso sono oggi escluse dai principali gruppi di lavoro nazionali in materia cyber.

Credo sia evidente che su quest’ultimo punto poco e nulla sia cambiato.


Testo articolo 18 ddl Delega Ue 2019-2020 dopo seconda lettura della Camera

(Princìpi e criteri direttivi per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del titolo III, Quadro di certificazione della cibersicurezza, del regolamento
(UE) 2019/881, relativo all’ENISA, l’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell’informazione e
della comunicazione e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 (« regolamento
sulla cibersicurezza »))

Comma 1

1. Il Governo adotta, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno o più decreti legislativi per l’adeguamento della normativa nazionale al titolo
III del regolamento (UE) 2019/881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17
aprile 2019.

Comma 2

2. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 32 della legge n. 234 del 2012, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

a) designare il Ministero dello sviluppo economico quale autorità competente ai sensi del paragrafo 1 dell’articolo 58 del regolamento (UE) 2019/881;

b) individuare l’organizzazione e le modalità per lo svolgimento dei compiti e l’esercizio dei poteri dell’autorità di cui alla
lettera a), attribuiti ai sensi dell’articolo 58 e dell’articolo 56, paragrafi 5 e 6, del regolamento (UE) 2019/881;

c) definire il sistema delle sanzioni applicabili ai sensi dell’articolo 65 del regolamento (UE) 2019/881, prevedendo che gli
introiti derivanti dall’irrogazione delle sanzioni siano versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per finalità
di ricerca e formazione in materia di certificazione della cibersicurezza; le sanzioni.

Nell’esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 32 della legge n. 234 del 2012, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

a) designare il Ministero dello sviluppo economico quale autorità competente ai sensi del paragrafo 1 dell’articolo 58 del regolamento (UE) 2019/881;

b) individuare l’organizzazione e le modalità per lo svolgimento dei compiti e l’esercizio dei poteri dell’autorità di cui alla
lettera a), attribuiti ai sensi dell’articolo 58 e dell’articolo 56, paragrafi 5 e 6, del regolamento (UE) 2019/881;

c) definire il sistema delle sanzioni applicabili ai sensi dell’articolo 65 del regolamento (UE) 2019/881, prevedendo che gli
introiti derivanti dall’irrogazione delle sanzioni siano versati all’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnati ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per finalità di ricerca e formazione in materia di certificazione della cibersicurezza.

Le sanzioni amministrative pecuniarie non devono essere inferiori nel minimo a 15.000 euro e non devono essere superiori nel massimo a 5.000.000 di euro;

d) prevedere, in conformità all’articolo 58, paragrafi 7 e 8, del regolamento (UE) 2019/881, il potere dell’autorità di cui alla lettera a) di revocare i certificati rilasciati ai sensi dell’articolo 56, paragrafi 4 e 5, lettera b), emessi sul territorio nazionale, salvo diverse disposizioni dei singoli sistemi europei di certificazione adottati ai sensi dell’articolo 49 di detto regolamento.

WHITEPAPER
Robot intelligenti: i vantaggi nei progetti di automazione nell'Industry4.0
Industria 4.0
Realtà virtuale
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati