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la visione

Tofalo (Difesa): “Un’Italia più sicura con la cyber defence: il nostro impegno”

L’Italia comincia il percorso verso una “nuova” Forza Armata specializzata in cyber, con un nuovo focus del Governo. Bisogna investire in tecnologia, formazione e cultura della Difesa. Perché non ci sono più solo terra, mare e cielo da proteggere. Ecco la visione programmatica del sottosegretario alla Difesa Tofalo

27 Lug 2018

Angelo Tofalo

sottosegretario di Stato - ministero della Difesa


Ho lavorato per cinque anni come ingegnere progettista di Opere Strategiche, Telecomunicazioni, Sicurezza e lavori progettualità richiedenti un livello elevato di Nulla Osta di Sicurezza. Eletto poi deputato nel 2013, sono entrato a far parte del COPASIR, il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica; ciò mi ha permesso di approfondire ulteriormente le tematiche inerenti la cyber security. Oggi da Sottosegretario di Stato alla Difesa ho chiesto al Ministro Trenta una specifica delega per la trattazione di problematiche relative alla sicurezza cibernetica. Ritengo siano ancora molti i passi in avanti da fare, non solo a livello europeo ma anche più prettamente nazionale. Il punto di partenza è valorizzare le strutture già operative che fanno capo al Ministero della Difesa e alla Presidenza del Consiglio. Per favorire una visione strategica nel settore cyber va prima stimolata la consapevolezza politica delle capacità e delle conoscenze di chi ad oggi garantisce la nostra sicurezza.

Investire nelle eccellenze italiane

In particolare, una più attenta e strategica programmazione economica, anche per ciò che riguarda le spese militari, assicurerebbe l’ottimizzazione delle risorse disponibili. L’Europa e quindi l’Italia devono essere in grado di fronteggiare le nuove sfide globali come il terrorismo e gli attacchi cyber, partendo dal Sistema Paese per arrivare a una più sinergica Difesa europea. Ritengo opportuno investire sulle eccellenze del nostro settore tecnologico. Abbiamo tantissime realtà con le carte in regole per competere ad altissimi livelli in Europa e nel mondo. Sono convinto che mettere in rete e coordinare queste eccellenze nazionali, sostenendole con programmi di investimento nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, possa favorire un processo di rafforzamento nel mercato europeo e internazionale. Credo sia fondamentale investire su una forte diffusione della cultura della sicurezza perché ricordo sempre a tutti che il nodo più debole resta quello tra la sedia e il PC, cioè il fattore umano.

Finanziamenti alla cyber security

Per quanto riguarda il tema finanziamenti alla cyber security, invece, un primo segnale positivo è arrivato dal recente Vertice Nato nel corso del quale il ministro Trenta ha evidenziato l’importanza di comprendere nelle risorse destinate alla Difesa anche la sicurezza cibernetica. È necessaria una visione geopolitica per favorire uno sviluppo industriale all’altezza delle complessità proprie del mercato. L’Italia deve disporre di una industria che metta a disposizione professionalità e creatività per proteggere gli interessi nazionali, istituzionali, imprenditoriali, sociali in linea con gli obiettivi di Governo. Il cambiamento parte anche grazie alla convergenza tra pubblico e privato: la dimensione cyber è trasversale ad ogni ambito e può essere il volano per un rilancio industriale che abbia come effetto il miglioramento complessivo della sicurezza del Paese.

Da politico e da Sottosegretario, ritengo sia necessario, e anche doveroso spiegare a tutti i livelli l’importanza di investimenti che possono offrire vantaggi a tutta la collettività. Attraverso una maggiore diffusione della cultura della sicurezza e della difesa, riusciremo certamente a raggiungere questo obiettivo. Sarà quindi prioritario per questo Dicastero impegnarsi a destinare quante più risorse possibili all’interno del DEF.

Il quadro europeo

Nel quadro europeo, uno dei primi esempi di difesa comune europea è la direttiva Nis 2018 (Network and Information System) che affronta il tema delle minacce informatiche. Tutte le nazioni hanno capito quanto oggi sia importante potersi difendere da attacchi cibernetici accrescendo il livello delle conoscenze digitali e i cittadini. L’orientamento è formare nuove forze armate sempre più specializzate in questo settore per prevenire i rischi e le vulnerabilità del dominio cibernetico proteggendo in particolare le infrastrutture critiche. Nell’ambito europeo ritengo che si debba lavorare seguendo un progetto comune di difesa, senza però dimenticare che quando si parla di sicurezza cyber chiunque può rappresentare anche una potenziale minaccia. Fatti di un recente passato in tema di spionaggio e sorveglianza di stato, evidenziano la necessità di proteggere valori quali la privacy, la sicurezza e la protezione dei dati e, più in generale, la sovranità digitale di ogni Nazione.

Una nuova Forza Armata specializzata in cyber

Infine, personalmente, la mia idea è quella di dare il massimo riconoscimento a una “nuova” Forza Armata specializzata in cyber, sempre più nazioni si stanno muovendo in questa direzione, e noi dobbiamo investire in tecnologia, formazione e cultura della Difesa per non essere secondi a nessuno. Il mio concetto di Difesa è dunque ampliato a 360 gradi per essere pronti a fronteggiare una minaccia che non necessariamente debba colpirci con un attacco da terra, dal mare o dal cielo.

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