Decreto Rilancio, tante luci e qualche ombra per i business angel: il quadro | Agenda Digitale

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Decreto Rilancio, tante luci e qualche ombra per i business angel: il quadro

Confermate nel testo convertito in legge misure importanti, come l’aumento al 50% della detrazione fiscale sugli investimenti, con tetto massimo salito a 300mila euro per quelli in pmi innovative (rimasto a 100mila euro per le startup). Non è stato però ridotto l’holding period per usufruire delle agevolazioni fiscali

21 Lug 2020
Paolo Anselmo

Presidente Associazione IBAN


Con la conversione in legge da parte del Parlamento del Decreto Rilancio è stato compiuto un ulteriore e significativo passo in avanti verso la concreta attuazione di misure che come abbiamo già avuto modo di evidenziare sono essenziali per il sostegno e il rilancio di un settore importante dell’economia italiana come quello dell’innovazione.

Le tempistiche con cui verranno pubblicati i Decreti attuativi, in particolare per quanto riguarda le misure dell’articolo 38 che riguardano nello specifico startup e pmi innovative oltre che degli altri interventi previsti dalla legge, sono altrettanto fondamentali per evitare che qualcuno rimanga indietro o anche solo attardato nella corsa verso una ripresa, che si spera possa essere solida e duratura, a causa dei tempi e delle complicazioni della burocrazia.

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Le modifiche

Rispetto alla versione del testo arrivata ai due rami parlamentari in seguito all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri ci sono alcune modifiche che non stravolgono l’impianto e l’idea complessiva delle misure pensate per startup e pmi innovative, ma che introducono comunque alcuni elementi di novità interessanti. Su tutti, quello che riguarda l’innalzamento del tetto di investimento per cui si può godere di una detrazione fiscale pari al 50% della somma investita, invece che del 30% come accaduto fino a questo momento. Aumento della detrazione che è stata una delle richieste che come Associazione dei Business Angels italiani abbiamo fatto al governo e ai ministri competenti e che è stata mantenuta anche all’interno della versione finale della legge.

Con una modifica importante e che lascia aperto un tavolo di discussione e di intervento per IBAN: la somma massima per cui si potrà godere di questa agevolazione è stata portata da 100mila a 300mila euro per gli investimenti dei business angel, ma solo se questi investimenti sono rivolti alle pmi innovative. Per le startup il tetto massimo dell’investimento ai fini della detrazione resta di 100mila euro rispetto alla prima versione del Decreto Rilancio. Confermata anche la assegnazione dell’agevolazione ai soli investitori privati e non ai veicoli di investimento. La scelta dell’innalzamento del tetto di spesa sembra comunque andare nella direzione di voler incoraggiare i Business Angels a immettere capitali e risorse nel sistema dell’innovazione, con il sostegno dello Stato, pronto a riconoscere uno sconto fiscale per chi decidesse di operare in questa direzione.

Le questioni aperte

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Nei prossimi mesi continueremo a sostenere l’innalzamento del tetto di 300mila euro anche per le startup innovative, affinché non si venga a creare un effetto distorsivo che rischia di privilegiare gli investimenti nelle pmi innovative rispetto a quelli nelle startup.

Un’altra questione che invece è rimasta aperta e su cui certamente come IBAN continueremo a lavorare per mantenere aperto un canale di dialogo proficuo e costruttivo con le istituzioni politiche è quello che riguarda il periodo di durata dell’investimento per godere dei benefici fiscali. Tale arco temporale, il cosiddetto holding period, è stato mantenuto di tre anni, nonostante il nostro auspicio di vederlo abbassato a un anno solo. Disinvestire con successo, quindi realizzare una exit, è il fine di tutti gli investitori e in più genera plusvalenze che comunque garantiscono un gettito allo Stato. Oggi se un angel realizza una exit nei primi tre anni dell’investimento non può godere della detrazione fiscale legata a quell’investimento, oltre a dovere pagare le imposte sulla plusvalenza.

Come detto c’è tutta l’intenzione di conservare, consolidare e se possibile rendere ancora più efficace quella che è la normale dialettica tra mondo imprenditoriale e politico, con l’obiettivo di arrivare a una sintesi finale che possa contribuire a migliorare ulteriormente quel che già è stato fatto per sostenere le startup e le pmi innovative. Non poco, se si considera che nel complesso la dotazione per il settore dell’innovazione ammonta a un miliardo di euro.

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