post-pandemia

Polihub, Sianesi: “Così le startup saranno il traino dell’economia del futuro”

PoliHub è una community che durante il lockdown ha dovuto reinventarsi, lavorando per rimanere unita nonostante la distanza fisica. Nella nuova strategia post pandemica, disegnata anche sulle lezioni apprese durante l’emergenza, le startup possono realmente rappresentare la chiave di volta per il nostro futuro

24 Lug 2020
Andrea Sianesi

Presidente PoliHub e Fondazione Politecnico di Milano


L’8 marzo 2020 il Paese si è fermato per proteggersi e per proteggere i più deboli dal contagio da covid-19, ma è stato necessario anche tenere acceso il motore dell’economia e continuare ad alimentarlo attraverso il lavoro, cercando di ridurre al minimo l’impatto della pandemia. Una sfida per tutte le aziende, una sfida che anche PoliHub da un giorno all’altro si è trovata ad affrontare. Un’impresa da gestire giorno per giorno, guardando sia al breve, sia al lungo periodo, senza sapere come la situazione si sarebbe evoluta.

La prima cosa è stata trasferire tutto il lavoro dello staff in smart-working, che non significa soltanto lavorare da casa. Significa anche, e soprattutto, cercare di conservare le “buone pratiche” del lavoro, anche a distanza. Significa mantenere coeso un team. Per farlo sono state aumentate le occasioni di incontro, seppure digitale: più staff meeting, ma anche più incontri con il management, per rendere fluida e condivisa la strategia e la tattica. Ma PoliHub non è solo un’azienda. PoliHub è l’Innovation District & Startup Accelerator del Politecnico di Milano: un luogo che riunisce nei suoi spazi oltre 100 tra startup e corporate per un totale oltre 40 milioni di euro di fatturato cumulato nel 2019 e oltre 1000 collaboratori, persone che ogni giorno in Bovisa si incontrano, lavorano, fanno network e costruiscono il futuro attraverso l’innovazione. Un patrimonio da difendere e sviluppare e a cui garantire la massima disponibilità per consentire a tutti di poter continuare a lavorare.

Continuità ai servizi, accesso agli spazi

Indispensabili da subito sono state due azioni: dare continuità a tutti i servizi, e assicurare a tutte le aziende di poter accedere agli spazi in massima sicurezza. La strategia di PoliHub durante l’emergenza Covid-19 si è mossa parallelamente lungo questi due assi portanti.

Tutti i servizi alle startup sono stati, da subito, resi disponibili da remoto. Lo sportello Product & Growth Consulting accessibile via Whereby, il servizio Intellectual Property Advisory via Microsoft Teams, tutti gli altri servizi di consulenza alle startup fruibili via Skype, grazie anche alla disponibilità e alla competenza degli expert di PoliHub. Online anche tutti i servizi di mentorship e quelli di Compass, il processo su misura per il monitoraggio e l’indirizzamento delle startup della community, con l’obiettivo di crescita e miglioramento continuo. Nella fase più dura del lockdown è stato attivato anche Listen Now, uno sportello sempre attivo per raggiungere qualsiasi bisogno e problematica che le aziende del distretto stavano vivendo durante l’emergenza Covid-19.

Mentre gli startupper continuavano a dedicarsi al proprio business, lo staff di Polihub si è fatto carico di occuparsi della sicurezza. Grande attenzione è stata riservata agli spazi fisici. Tutti gli ambienti sono sempre stati resi accessibili nel rispetto della logica di distanziamento fisico e delle norme igienico-sanitarie. Tutti i building sono stati dotati di disinfettanti e gli spazi comuni sono sempre stati sanificati almeno 2 volte al giorno. Gli accessi erano possibili soltanto attraverso badge o app e gli spazi sorvegliati 24/24. In tutte le sale riunioni e le sale eventi è stato applicato un rigido contingentamento degli ingressi, possibili solo attraverso prenotazione o seguendo scrupolosamente le indicazioni presenti nei building. Nella logica di distanziamento sono stati indicati con degli sticker applicati ovunque quali fossero le postazioni agibili, come mantenere le distanze e come accedere all’area in modo da proteggere se stessi e gli altri.

PoliHub è una community che ha dovuto reinventarsi, lavorando per rimanere unita più che mai, nonostante la distanza fisica. Gli eventi mensili sono stati trasferiti tutti online e ai “PoliHubber” sono state dedicate frequenti attività di comunicazione che consentissero di ridisegnare le modalità, senza perdere il senso di vicinanza che chi vive la vita dell’incubatore conosce. Sono nati nuovi format, uno su tutti Change is our Change, per raccontare le difficoltà ma anche le grandi opportunità insite in una crisi e nella conseguente recessione. Opportunità che gli startupper di PoliHub hanno immediatamente trovato e messo in campo. Un esempio è Wiseair che in pochissimo tempo ha realizzato un’app gratuita capace di monitorare le file nei supermercati, a riprova che l’innovazione non è solo fare business ma anche aiutare a costruire un mondo migliore.

Le lezioni dell’emergenza

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Un mondo migliore a cui continuiamo a guardare con fiducia e positività e che stiamo delineando anche nella nuova strategia post pandemica, disegnata anche sulla base delle lezioni apprese durante l’emergenza.

Sta nascendo un PoliHub tutto nuovo, ben rappresentato dal nuovo logo. Una realtà che si pone come obiettivo quello di costruire un ponte che colleghi il mondo delle idee, quelle espresse dal Politecnico di Milano (e non solo), al mercato. PoliHub dovrà accompagnare le startup e supportarle a superare la “valle del morte”, quella zona insidiosa in cui c’è l’idea ma essa non è ancora sufficientemente solida da sbarcare con successo sul mercato.

La mission di PoliHub come incubatore e acceleratore è proprio questa: massimizzare la generazione di opportunità, attività che non ha obiettivo economico, per contribuire allo sviluppo dell’imprenditorialità nel Paese. L’innovazione in questo particolare momento storico deve essere il traino dell’economia. L’Italia è ancora un Paese capace di creatività e di pensiero laterale e le startup possono realmente rappresentare la chiave di volta per il nostro futuro.

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