Transizione ecologica

VeniSIA: perché il future farming può rilanciare Venezia

Il progetto VeniSIA “Future farming” punta a realizzare a Venezia la prima biofonderia applicativa europea. Di che si tratta, gli obiettivi, le radici nel deep tech

Pubblicato il 18 Gen 2022

Carlo Bagnoli

Docente di Innovazione Strategica - Università Ca' Foscari e direttore scientifico VeniSIA

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Il Future Farming è una nuova rivoluzione industriale ispirata alla natura: può rendere Venezia, città unica al mondo e dal passato straordinario, “la più antica città del futuro”.

Verrà lanciato a breve il secondo programma di accelerazione di VeniSIA – Venice Sustainability Innovation Accelerator, l’acceleratore di innovazione sostenibile lanciato in piena pandemia dall’Università Ca’ Foscari. All’interno di VeniSIA, il progetto “Future Farming” ambisce a realizzare a Venezia la prima biofonderia applicativa europea basata su programmi commerciali e industriali.

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Le radici del Future Farming sono nel Deep Tech

Per comprendere appieno la portata e la rilevanza della rivoluzione “Future Farming”, tanto dirompente quanto ambiziosa, è necessario approfondire l’approccio all’innovazione aziendale che ne sta alla base. Il Deep Tech, noto anche come la quarta onda d’innovazione, potenzialmente è in grado di impattare il business e la società in misura pari o superiore all’avvento di Internet.

Il Deep Tech si fonda sulla convergenza tra diversi ambiti disciplinari (scienza e ingegneria, ma anche design) e tra diversi cluster tecnologici (computazione e cognizione, sensoristica e movimentazione, materia ed energia), allargando il focus dal mondo digitale (solo bit) a quello fisico (bit e atomi).

Vista la forte vocazione manifatturiera del sistema produttivo italiano, le imprese nazionali possono essere pioniere nell’adozione dell’approccio Deep Tech che, essendo guidato da un problema e non da una tecnologia, consente di individuare non il miglior use case per applicare quella nuova tecnologia, bensì la migliore tecnologia (nuova o già esistente) per risolvere un “vecchio” problema.

Questo approccio problem-oriented è estremamente efficace per raggiungere gli SDG definiti dall’ONU e per attuare il New Green Deal approvato dall’UE, dando alle imprese italiane la possibilità di riagganciarsi in corsa al treno dell’innovazione per la sostenibilità.

Dal Deep Tech al Nature Co-Design per l’economia circolare

Uno tra gli sviluppi più profondi e impattanti del Deep Tech è rappresentato dal Nature Co-Design. Si tratta di una rivoluzione estremamente dirompente che si fonda sull’incontro tra la biologia, la chimica, la scienza dei materiali e la nanotecnologia per sfruttare la Natura come piattaforma manifatturiera a livello atomico.

Il Nature Co-Design utilizza microrganismi e forze su nanoscala per manipolare i singoli atomi al fine di costruire molecole aventi le proprietà desiderate.

Per la prima volta nella storia dell’umanità è, quindi, possibile passare da un modello economico puramente “estrattivo-lineare” a un modello definibile “(ri)generativo-circolare”, evitando il consumo delle risorse naturali per generare il prodotto desiderato attraverso la progettazione e l’ingegnerizzazione a livello atomico.

Venezia ambisce a guidare questa transizione sviluppando il progetto “Future Farming” all’interno di VeniSIA, l’acceleratore di innovazione sostenibile dell’Università Ca’ Foscari.

Il Future Farming è un’alternativa innovativa ai tradizionali metodi di “coltivazione”, che interseca il Nature Co-Design con il trend del Controlled Environment Agriculture: la produzione agricola all’interno di ambienti controllati che consentono di massimizzare la resa dei raccolti riducendo al minimo il consumo di risorse naturali ed eliminando totalmente il ricorso a pesticidi.

Il progetto VeniSIA Future Farming rappresenta la nuova frontiera delle tecniche di coltivazione e Venezia, in virtù del suo ruolo di capitale del distretto produttivo del Nord-Est italiano e quale crocevia di molteplici culture, può guidare a livello globale questa rivoluzione orientata al futuro e alla sostenibilità.

VeniSIA Future Farming: il percorso di innovazione strategica

VeniSIA Future Farming ambisce a realizzare la prima biofonderia applicativa europea basata su programmi commerciali e industriali, sviluppando Labs di R&D per creare opportunità di business (start-up e re-startup) lungo tutte le fasi connesse alla coltivazione di diverse forme di vita (virus, batteri, alghe, funghi, piante, insetti): dalla loro modellazione (coding e breeding); passando per la messa a punto dell’ambiente di coltivazione (building e growing), per arrivare alla lavorazione della materia prima (transforming e regenerating).

Il progetto “coltivato” da VeniSIA potrà generare un impatto intersettoriale, spaziando dall’industria del food a quella del benessere, dall’industria biofarmaceutica ai biomateriali, fino alla sostenibilità ambientale. Il Total Affordable Market stimato in Italia supera i 700 miliardi di euro.

Il fine ultimo di VeniSIA Future Farming è creare un ecosistema inclusivo con una grande attenzione al capitale umano. L’attrazione di talenti (ricercatori, scienziati, artisti, inventori), capaci di sviluppare soluzioni alle maggiori sfide di sostenibilità, consentirà di trasformare Venezia in un laboratorio vivente in cui poter trascorrere un’esperienza di vita unica.

Il Future Farming impone, anche, di riflettere sull’aspetto etico dei progressi scientifici e tecnologici da esso prodotti, considerato il profondo impatto che questi hanno sulle vite umane. Fondamentale sarà il ruolo degli interpreti di questa rivoluzione: scienziati e imprenditori che, assieme a figure quali biodesigner, bioartisti e biochef, dovranno affrontare reazioni emotive, oltre che razionali, per contrastare le paure e la disinformazione che potrebbero minacciare l’accettazione pubblica di nuovi prodotti, quali tessuti, cibi e materiali generati dall’utilizzo della Natura quale piattaforma manifatturiera a livello atomico.

VeniSIA può, dunque, essere la casa di un progetto capofila nel campo dell’innovazione strategica grazie ai successi che l’acceleratore ha registrato dalla sua nascita, avvenuta grazie al main partner ENI con ENI Joule, a Enel e Snam, con l’apertura della call for ideas sul tema dell’economia circolare nel giugno 2021.

Il primo programma di accelerazione, attualmente nella sua fase finale di Co-Innovation, ha raccolto 1.513 idee sul tema della sostenibilità, attraendole da 28 Paesi e dimostrando che Venezia è ancora capace di ispirare innovazioni dirompenti e di ricoprire un ruolo primario per vincere le sfide poste dal cambiamento climatico.

Nei primi mesi del 2022 verrà lanciato il secondo programma di accelerazione di VeniSIA, nuovamente sul cambiamento climatico e sull’economia circolare, ma affiancando a questi temi un’edizione dedicata al turismo e alle produzioni culturali, per favorire lo sviluppo e la crescita di imprese operanti sul territorio veneziano e rendere questi settori a prova di futuro grazie a nuovi modelli di business favoriti dalla digitalizzazione e dalla sostenibilità.

Venezia, città dalla personalità unica e intensa, costituisce quel palcoscenico universale da cui è possibile trasferire valori locali a livello globale e che può trasformarla in capitale mondiale della sostenibilità, facendo anche assumere all’Italia una leadership autorevole nella transizione ecologica fortemente voluta dal nostro Governo e dall’UE.

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