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DDL semplificazioni, come cambiano i tempi del software



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Con l’approvazione del DDL Semplificazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025, torna centrale la riforma dei servizi digitali della PA. L’articolo 46 impone di considerare tempi di sviluppo e collaudo del software, evitando disservizi e aggiornamenti improvvisati

Pubblicato il 8 gen 2026

Pierfrancesco Angeleri

presidente di Assosoftware



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compliance; DDL Semplificazioni articolo 46 software; formazione 2026; open data appalti compliance digitale




Dicembre 2025 ha segnato un momento importante per il processo di digitalizzazione del nostro Paese. Con l’approvazione del DDL Semplificazione attività economiche da parte del Parlamento e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta lo scorso 3 dicembre, si pone al dibattito pubblico la questione della riforma dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione. La trasformazione digitale dovrebbe essere, infatti, una delle priorità politiche e strategiche per il futuro economico e sociale dell’Italia. Il DDL, in particolare l’articolo 46, affronta un problema noto da tempo alle aziende tecnologiche: la mancanza di tempi adeguati per adeguarsi alle modifiche normative che comportano l’aggiornamento dei software.

Il settore delle tecnologie digitali si trova frequentemente a dover rispondere a normative e adempimenti introdotti senza un’adeguata pianificazione. Le modifiche normative, infatti, spesso non tengono conto delle risorse necessarie per lo sviluppo, il collaudo e l’implementazione di nuove soluzioni software, con un impatto negativo sull’efficienza dei sistemi e sui tempi di attuazione. Le normative, quando sono introdotte senza il dovuto preavviso, non solo rendono difficile per le imprese adeguarsi, ma rischiano anche di compromettere il funzionamento delle piattaforme digitali destinate alla gestione dei servizi pubblici e delle interazioni con cittadini e imprese.

Perché il DDL semplificazioni articolo 46 mette al centro i tempi del software

L’articolo 46 del DDL Semplificazione introduce un principio fondamentale che dovrebbe risolvere questa problematica: il legislatore, nel definire qualsiasi adempimento che grava sulle imprese, dovrà sempre tenere conto dei tempi necessari per lo sviluppo e il collaudo dei software. Le specifiche tecniche devono essere fornite con adeguato anticipo, per permettere alle aziende di aggiornare i loro sistemi in modo efficace, evitando interruzioni nei servizi digitali. Questo principio si allinea con le esigenze pratiche del settore tecnologico, che necessita di un periodo di tempo definito per realizzare gli aggiornamenti richiesti e testare le soluzioni, prima che le nuove normative vengano applicate.

Servizi pubblici digitali e competitività: perché serve coerenza normativa

Il progresso digitale della Pubblica Amministrazione e delle sue relazioni con il settore privato è una componente chiave per la competitività dell’intero Paese. I servizi pubblici digitali efficienti e ben integrati sono fondamentali per garantire una gestione rapida e trasparente delle pratiche amministrative, migliorando l’esperienza dei cittadini e la competitività delle imprese. Tuttavia, la transizione digitale non può essere realizzata in modo disorganico: il corretto funzionamento dei sistemi informatici dipende da un adeguamento coerente delle soluzioni tecnologiche alle nuove normative.

DDL semplificazioni articolo 46 e impatto sulle imprese: cosa cambia nei processi

Per affrontare questa sfida, è necessario che le istituzioni, in particolare il legislatore, comprendano appieno l’impatto delle proprie decisioni sul settore tecnologico. Ogni modifica alle normative o ogni nuovo adempimento che grava sulle imprese deve essere strutturato in modo che le aziende possano adattarsi nei tempi previsti senza compromettere il funzionamento dei sistemi e la qualità dei dati comunicati. La digitalizzazione non è solo un processo di cambiamento tecnologico, ma richiede una cultura amministrativa che riconosca la centralità del software e delle soluzioni tecnologiche nel miglioramento dei servizi pubblici e privati e nella gestione dei processi interni alle singole organizzazioni.

Regole stabili e prevedibili: la condizione per una PA digitale efficiente

La digitalizzazione funziona quando le regole che la governano sono stabili e prevedibili. Il principio enunciato nell’articolo 46 del DDL Semplificazioni segna un passo avanti importante in questa direzione, riconoscendo l’esigenza di tempi certi per le modifiche normative. La transizione verso una pubblica amministrazione digitale efficiente richiede che le modifiche normative siano compatibili con i cicli di sviluppo del software e che le specifiche tecniche siano messe a disposizione in tempo utile.

Questa misura offre un margine di tempo necessario a tutte le aziende del settore tecnologico, sia pubblico che privato, per adattare i propri software alle nuove disposizioni, riducendo al minimo i rischi di inefficienze e disservizi, aumentando la qualità dei dati elaborati e prevedendo l’avvio di un dialogo strutturato tra i soggetti preposti all’attuazione degli adempimenti e chi sviluppa i software.

Software gestionale e Piano transizione 5.0: il ruolo dell’ODG Cavandoli

In parallelo, l’approvazione dell’ordine del giorno al DDL Semplificazioni presentato dall’On. Laura Cavandoli rappresenta un ulteriore riconoscimento dell’importanza strategica del software: l’ODG impegna infatti il Governo a includere i software gestionali tra i beni immateriali agevolabili nel nuovo Piano Transizione 5.0, prevedendo un criterio di premialità per gli investimenti in soluzioni «Made in UE».

In particolare, l’introduzione di un criterio di premialità per gli investimenti in software gestionali sviluppati in Europa non solo stimola l’innovazione interna, ma rafforza anche la posizione dell’Europa nel panorama globale delle tecnologie digitali. È essenziale che il Paese investa in soluzioni tecnologiche che possano garantire un maggiore controllo sui dati e un’implementazione più rapida delle normative, riducendo la dipendenza da soluzioni tecnologiche provenienti da mercati esterni.

Un quadro normativo più efficiente per la digitalizzazione della PA

Il DDL Semplificazioni rappresenta un primo passo importante verso un sistema normativo più efficiente e compatibile con le esigenze del settore tecnologico. Tuttavia, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e degli adempimenti che gravano sul privato richiede un impegno costante e coordinato tra le istituzioni e le imprese del settore. La creazione di un ambiente normativo stabile, la previsione di tempi certi per l’adattamento delle soluzioni software e il supporto a soluzioni tecnologiche europee sono le chiavi per garantire una transizione digitale efficace e sostenibile.

Solo con un approccio ben strutturato e pianificato sarà possibile superare le attuali difficoltà e ottenere i benefici attesi dalla digitalizzazione, migliorando l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici e incrementando la competitività delle imprese italiane nel contesto europeo e globale.

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