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Intelligenza artificiale nella PA: il prezzo dell’innovazione



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L’intelligenza artificiale sta cambiando la Pubblica Amministrazione e rende più efficienti processi e servizi. Questa trasformazione però aumenta la complessità decisionale, impone nuovi controlli e sposta il baricentro della governance sul procurement, sulla trasparenza e sulla responsabilità

Pubblicato il 7 mag 2026

Adriana Agrimi

Dirigente Area Trasformazione digitale e Ufficio Progettazione nazionale – AgID



Intelligenza Artificiale nella PA agendadigitale
Foto: Shutterstock
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L’adozione dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione rappresenta una delle trasformazioni più significative dello Stato digitale. L’innovazione tecnologica promette efficienza, automazione e servizi più evoluti, ma introduce anche nuovi rischi: opacità decisionale, dipendenza tecnologica, difficoltà di controllo e redistribuzione delle responsabilità.

In questo contesto, il dibattito sul “prezzo dell’innovazione” sollevato dall’IRPA interroga su quali costi istituzionali e organizzativi comporti l’acquisizione di sistemi di intelligenza artificiale per essere governati.

Il prezzo dell’innovazione nelle decisioni pubbliche: complessità e responsabilità

L’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle amministrazioni pubbliche modifica profondamente il modo in cui vengono prese le decisioni. L’automazione di processi amministrativi e l’uso di sistemi predittivi comportano benefici evidenti, ma anche una crescente complessità tecnica e giuridica.

Nell’editoriale dell’Osservatorio IRPA “Stato digitale” pubblicato ad aprile, si evidenzia che il “prezzo dell’innovazione” si manifesta in diverse dimensioni:

I principali fattori di complessità

aumento della complessità decisionale;
difficoltà di interpretazione degli algoritmi;
redistribuzione delle responsabilità tra amministrazione e fornitori;
necessità di nuove competenze interne;
rischio di dipendenza tecnologica.

Il procurement pubblico diventa così il luogo in cui questi rischi devono essere anticipati e gestiti. L’acquisto di sistemi di IA non rappresenta più una scelta puramente tecnica, ma una decisione istituzionale che incide su trasparenza, accountability e tutela dei diritti.

Le linee guida AgID: il procurement come strumento di governance


Le linee guida sull’acquisto e lo sviluppo di sistemi di IA nella PA elaborate dall’AGID pongono il procurement al centro della governance dell’intelligenza artificiale.

Il documento propone un approccio che copre l’intero ciclo di vita dei sistemi:

Le fasi previste dalle linee guida

analisi preliminare dei bisogni;
valutazione dei rischi;
definizione dei requisiti tecnici e giuridici;
clausole contrattuali specifiche;
monitoraggio e controllo post-implementazione.

Particolare attenzione viene dedicata alla trasparenza algoritmica, alla spiegabilità dei modelli e alla responsabilità dei fornitori. Le linee guida sottolineano inoltre l’importanza di rafforzare le competenze interne delle amministrazioni per evitare una dipendenza eccessiva dal mercato tecnologico.

La consultazione pubblica avviata su queste linee guida ha evidenziato la necessità di strumenti operativi concreti, modelli contrattuali standard e indicazioni più dettagliate sui controlli tecnici.
Per rafforzare le competenze e creare fiducia nella possibilità di governo dell’IA l’animazione di comunità di buone pratiche potrebbe rappresentare un consolidato ma valido rimedio.

Il quadro europeo dell’intelligenza artificiale nella PA

Le linee guida nazionali si inseriscono in un contesto più ampio definito dall’Unione europea. L’approccio europeo all’intelligenza artificiale si fonda su un modello basato sul rischio, che distingue i sistemi in base al loro impatto sui diritti fondamentali e sulla sicurezza.

Questo modello incide direttamente sulle modalità di acquisto nella Pubblica Amministrazione, imponendo:

Gli obblighi collegati al rischio

requisiti più stringenti per i sistemi ad alto rischio;
obblighi di trasparenza e documentazione;
controlli di conformità;
responsabilità lungo l’intero ciclo di vita.

La strategia europea mira inoltre a utilizzare il procurement pubblico come leva per promuovere un ecosistema tecnologico affidabile e competitivo, rafforzando la sovranità digitale e l’adozione di soluzioni conformi ai valori europei.

Il ruolo dell’EDPS nella supervisione dei sistemi di IA

Il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS, European Data Protection Supervisor) è l’autorità indipendente dell’Unione Europea incaricata di vigilare sul rispetto delle norme sulla privacy da parte delle istituzioni e agenzie UE. Protegge i diritti fondamentali delle persone supervisionando il trattamento dei dati personali.

Un recente elemento di novità europeo emerge dal documento strategico 2026-2027 dell’EDPS, che definisce il ruolo operativo dell’autorità nella governance dell’intelligenza artificiale.

Il documento chiarisce che l’EDPS agirà come autorità di vigilanza sui sistemi di IA utilizzati dalle istituzioni europee e, in alcuni casi, come organismo di valutazione della conformità per i sistemi ad alto rischio.

Questa funzione segna il passaggio da una regolazione astratta a un sistema di supervisione concreta. Il documento individua quattro pilastri operativi:

I quattro pilastri operativi

supervisione dei sistemi di IA;
coordinamento della governance;
rafforzamento delle capacità istituzionali;
cooperazione internazionale.

L’obiettivo è garantire che l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni pubbliche avvenga nel rispetto dei diritti fondamentali e dei principi di trasparenza e accountability.

Il documento evidenzia inoltre la crescente diffusione di sistemi di IA nelle istituzioni europee e la necessità di rafforzare i meccanismi di controllo e audit lungo l’intero ciclo di vita delle soluzioni tecnologiche.

Conclusioni sulla governance dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione

L’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione rappresenta una trasformazione strutturale che richiede nuove forme di governance. Il “prezzo dell’innovazione” non consiste solo nei costi economici, ma nella necessità di ripensare procedure, responsabilità e controlli.

Le linee guida dell’AGID pongono il procurement al centro di questa trasformazione, mentre il quadro normativo dell’Unione europea definisce regole comuni e introduce un sistema di supervisione concreta.

Ne emerge un modello multilivello in cui l’acquisto di sistemi di IA diventa il momento decisivo per garantire innovazione, trasparenza e tutela dei diritti. È in questa fase che la Pubblica Amministrazione è chiamata a gestire il vero “prezzo dell’innovazione”, trasformando l’intelligenza artificiale da rischio potenziale a opportunità governata.

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Vincenzo Virgilio
Vincenzo Virgilio
2 giorni fa

Negli ultimi anni ho assistito all’esternalizzazione dei servizi.
Era piu facile comprare l’email che avere i server e il personale.
Era piu facile avere il cloud che gestire i backup, la sicurezza e affrontare i ransomware.
Adesso diventa più facile pagare chi pensa per te e non affrontare il pensiero…
Poi sarà più facile comprare /si, comprare) chi ci governa che avere un ruolo politico…
Non mi fido delle cose troppo facili…

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