Dopo oltre due anni dalla sua nascita legislativa (marzo 2024), l’IT-Wallet diventa normativamente operativo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei due decreti attuativi stabiliti nell’articolo 64-quater del CAD.
I due provvedimenti sono il Decreto 17 giugno 2026 recante “Approvazione delle Linee guida del Sistema IT-Wallet e regole per la sperimentazione” e il Decreto 19 marzo 2026 recante “Disciplina del Sistema IT-Wallet e dei relativi servizi ai sensi dell’articolo 64-quater, comma 5, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82”. In allegato al decreto 17 giugno 2026 sono riportate le fondamentali “Linee Guida Sistema IT-Wallet ai sensi dell’articolo 64-quater, comma 3 del CAD”. Viene indicato anche queste Linee Guida sono per la fase di sperimentazione.
Indice degli argomenti
IT Wallet: quali documenti arriveranno e come si potranno utilizzare
| Documento o attestazione | Disponibilità prevista | Utilizzo da remoto | Utilizzo di persona | Cosa cambia in pratica |
| Patente di guida mobile | Già disponibile nell’app IO | Potrà essere comunicata online ai siti di PA e soggetti privati abilitati | Potrà essere trasmessa a un terminale tramite Bluetooth o NFC, per esempio durante un controllo | Non sarà più necessario mostrare o inviare una copia cartacea, quando il verificatore accetterà IT Wallet |
| Tessera sanitaria e TEAM | Già disponibili | Potranno essere presentate nei servizi online che aderiranno al sistema | Potranno essere comunicate a strutture e operatori tramite un terminale compatibile | I dati sanitari e assicurativi potranno essere verificati direttamente dalla fonte ufficiale |
| Carta europea della disabilità | Già disponibile | Potrà essere usata nei servizi online che richiedono la prova della condizione o delle agevolazioni spettanti | Potrà essere mostrata o trasmessa digitalmente presso uffici, trasporti, strutture e servizi aderenti | Riduce la necessità di portare con sé il documento fisico o consegnarne una copia |
| Certificato o attestazione di residenza | Annunciato tra settembre e ottobre 2026, con rilascio graduale | Potrà essere inviato direttamente a PA o imprese che richiedono la residenza | Potrà essere trasmesso presso uno sportello tramite lo smartphone | Il cittadino non dovrebbe più scaricare, stampare o procurarsi separatamente il certificato |
| Titolo di studio e iscrizione scolastica | Annunciati tra settembre e ottobre 2026; il calendario dipende dai collegamenti con le fonti dati | Utilizzabili nelle domande online, nei concorsi, nelle iscrizioni o nei rapporti con datori di lavoro e amministrazioni aderenti | Presentabili digitalmente a scuole, università, uffici e altri verificatori | Il titolo potrà essere verificato alla fonte senza chiedere scansioni, autocertificazioni o copie cartacee |
| Titolo accademico e iscrizione a università o istituti di formazione superiore | Tra le priorità della sperimentazione; rilascio graduale | Potranno essere comunicati online per concorsi, selezioni, iscrizioni e procedure amministrative | Potranno essere presentati direttamente dal wallet a un verificatore | Diventa possibile dimostrare laurea, iscrizione o frequenza attraverso un’attestazione certificata |
| Isee | Previsto in una fase successiva, alimentato dai dati Inps | Potrà essere trasmesso online per bonus, agevolazioni, tariffe e prestazioni sociali | Potrà essere comunicato presso Comuni, scuole, università o altri enti aderenti | Non dovrebbe più essere necessario scaricare e consegnare ogni volta l’attestazione completa |
| Godimento dei diritti politici e iscrizione alle liste elettorali | Tra gli attestati prioritari; la tessera elettorale è annunciata in una fase successiva | Potranno essere utilizzati nelle procedure online che richiedono la verifica dei requisiti elettorali | Potranno essere presentati presso uffici pubblici o altri soggetti abilitati | Le informazioni elettorali potranno essere ottenute e verificate direttamente dalla fonte pubblica |
| Attestazione del superamento di una soglia di età | Prevista dalle linee guida, senza una data precisa | Consentirà di dimostrare online, per esempio, di avere più di 18 anni senza comunicare necessariamente tutti i dati anagrafici | Potrà essere trasmessa a un terminale negli esercizi o nei servizi che richiedono un’età minima | Il cittadino potrà provare di avere l’età richiesta condividendo solo l’informazione necessaria |
| Deleghe registrate sulla piattaforma nazionale | Tra gli attestati previsti, senza calendario definito | Permetteranno di operare online per conto di un’altra persona nei servizi che accettano la delega digitale | Potranno essere mostrate presso sportelli e amministrazioni aderenti | Il verificatore potrà controllare digitalmente esistenza, validità e limiti della delega |
| Documenti di identità e di riconoscimento con fotografia | Il sistema potrà renderne disponibili attestati elettronici; tempi non indicati | Potranno servire per il riconoscimento nei servizi digitali compatibili | Potranno essere utilizzati per identificare la persona attraverso la soluzione pubblica IT Wallet | Il riconoscimento non avverrà attraverso una semplice fotografia del documento, ma mediante un’attestazione verificabile del wallet |
Le modalità di utilizzo non saranno disponibili automaticamente ovunque. Da remoto servirà che il sito della pubblica amministrazione o dell’impresa privata integri IT Wallet; di persona occorreranno terminali in grado di ricevere le informazioni tramite Bluetooth o NFC. Le funzioni saranno introdotte gradualmente e, per accedere a quelle più avanzate, sarà necessaria la Carta d’identità elettronica: lo Spid resterà utilizzabile per le funzioni di base soltanto durante la fase transitoria.
L’elenco delle linee guida indica inoltre le priorità della sperimentazione, ma non equivale a un calendario vincolante: ogni attestato arriverà dopo il collegamento con la relativa fonte ufficiale e il completamento delle verifiche tecniche.
La sperimentazione del Sistema IT-Wallet nel decreto del 17 giugno
Questo decreto non si limita a dare attuazione alle Linee Guida, come stabilito nel comma 3, ma stabilisce anche una serie di altre regole di scenario.
L’articolo 1 è dedicato alla definizioni, molte di esse sono riprese dal Regolamento europeo eIDAS come naturale analogia con il wallet comunitario, il Portafoglio Europeo di Identità Digitale (European Digital Identity Wallet – EUDIW).
Questo decreto definisce anche le modalità di sperimentazione, adozione e aggiornamento delle specifiche tecniche e le modalità di registrazione al sistema per gli adeguati livelli di affidabilità, disponibilità e sicurezza “nel rispetto del regolamento eIDAS”.
L’articolo 4 definisce i soggetti coinvolti nel cosiddetto Sistema IT-Wallet, sono AgID, l’IPZS e Pago PA. Quest’ultima è “unico fornitore di soluzione IT-Wallet pubblica””. IPZS è unico fornitore per il “registro IT-Wallet”, gli “attestati elettronici di dati di identificazione personale” e “di attestati elettronici di interesse pubblico”.
AgID è responsabile del procedimento amministrativo per la registrazione e mantenimento dell’elenco dei soggetti indicati nell’articolo nelle varie lettere dello stesso.
L’articolo 5 istituisce il pubblico registro (la nomenclatura comunitaria usa i termini elenco pubblico” del sistema IT-Wallet.
Gli attestati elettronici previsti dal Sistema IT-Wallet
L’articolo 6, molto dettagliato sulle disposizione attuative, definisce quali attestati elettronici devono essere assicurati agli utenti che ne fanno richiesta:
a) ISEE, sulla base dei dati INPS
b) titolo di studio e informazioni disponibili sulla base dati di interesse nazionale ANIST
c) titolo accademico conseguito e altro disponibile sulla base dati di interesse nazionale ANIS
d) una serie di attestati gestiti utilizzando la base dati di interesse nazionale ANPR (Es. Liste elettorali, diritti politici. Ecc.)
e) la TS/TEAM, nota come Tessera Sanitaria
f) la Patente di guida mobile, solo su IT-Wallet pubblico
g) Carta Europea della Disabilità
h) Delega tramite la piattaforme di gestione deleghe di IPZS
Dobbiamo anche tenere in conto la verifica dell’età anonima rispetto all’identità (age verification).
L’articolo 7 dettaglia i compiti di AgID dove ha rilevanza il ruolo di gestione amministrativa e di vigilanza.
L’articolo 8, conclusivo del Decreto, stabilisce le regole per la sperimentazione. Rilevante il comma 3: “L’ammissione alla sperimentazione non costituisce titolo per richiedere fondi o finanziamenti pubblici di qualsiasi tipo, né genera alcun affidamento sul futuro effettivo riconoscimento del valore giuridico delle scelte tecnologiche compiute nell’ambito della sperimentazione stessa”.
Le Linee guida sono un documento complesso e lungo che richiede un’analisi non compatibile con lo scopo di questo articolo.
Il decreto 19 marzo disciplina servizi e tempi dell’IT-Wallet
L’articolo 1 di questo decreto è, come elemento consolidato, dedicato alle definizioni.
L’oggetto del decreto (articolo 2) è relativo alla disciplina dei compiti e le funzioni di PagoPA e IPZS e stabilire alcune date di avvio del sistema e dei servizi ad esso associati. Un elemento importante sono i “principi di sostenibilità economica”.
L’articolo 3 stabilisce i compiti e le funzioni dell’IPZS, sono molti, quindi si rinvia il lettore al testo del decreto.
L’articolo 4 lo fa per i compiti e le funzioni di PagoPA, anche in questo caso si rinvia al testo del decreto.
Tempi e obblighi per amministrazioni, enti pubblici e privati
L’articolo 5 tratta di obblighi e termini di natura temporale. Per le pubbliche amministrazioni si parte già dal 3 agosto 2026 (data di entrata in vigore del decreto) con le questioni ANPR. Lo spartiacque di riferimento è fissato a diciotto mesi dalla pubblicazione quando IPZS inizierà a rilasciare attestati ovviamente strettamente legati all’identità dell’utente, verranno utilizzati CIE e SPID con livello di garanzia significativo.
Per i Comuni e gli altri enti pubblici, invece, il termine è fissato a un anno dal 3 agosto 2026. Tutti i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2 del CAD (i soggetti ai quali il CAD si applica), dovranno registrarsi come “fonti autentiche” e rendere disponibili i propri dati sotto forma di attestati elettronici, senza poter opporre limitazioni alle singole banche dati. I privati, invece, potranno registrarsi a partire dalla stessa data, su base volontaria.
L’articolo 6 stabilisce le regole per l’esenzione dei controlli. Il passaggio significativo è all’inizio del comma 2:
“Le istanze e dichiarazioni di cui all’articolo 65 del CAD sono altresì valide quando presentate avvalendosi delle soluzioni IT-Wallet”.
Le regole consolidate con il DPR 445/2000 sono aggiornate allo scenario dell’IT-Wallet.
Sostenibilità economica e gratuità dei servizi base
Il tema trattato nell’articolo 7 del decreto è cruciale. Si tratta dei “Principi di sostenibilità economica del Sistema IT-Wallet”.
Le regole stabilite sono molte ad articolate e meritano una trattazione specifica. In questa sede si evidenzia l’esigenza del Legislatore di “garantire la sostenibilità economica mediante un modello finanziario che equilibri entrate e costi operativi, assicurando la continuità dei servizi e il rispetto del principio di gratuità per i cittadini per le funzionalità essenziali (di seguito indicati “Servizi base”), da definirsi ai sensi del comma 6 del presente articolo.”
Questo comma rinvia ad uno specifico decreto la definizione di una serie di dettagli sul tema economico.
L’articolo 8, conclusivo del decreto, stabilisce le regole sul trattamento dei dati personali tenendo in conto lo specifico parere del Garante per la protezione personali. L’articolo è piuttosto lungo e questo ne conferma la sua importanza e criticità applicativa.
IT-Wallet ed EUDIW: sicurezza, conformità e identità europea
Lo scenario a margine di questi decreti contiene anche il regolamento, in capo ad AgID, “recante le modalità di registrazione al Sistema IT-WAllet e presentazione di progetti di sperimentazione”. IPZS ha dato comunicazione pubblica della possibilità per i soggetti privati di iniziare la sperimentazione con prove tecniche su IT-Wallet.
L’articolo 4, comma 5 del Decreto 19 marzo 2026 stabilisce che “PagoPA é registrata di diritto al sistema IT-Wallet per il ruolo di cui al comma 2. Questa circostanza può generare dubbi (che saranno sciolti da ACN e AgID) sulla sicurezza del Sistema IT-Wallet in relazione alla conformità con la NIS2, eIDAS e le disposizioni del Garante per la protezione dei dati personali.
Il percorso dell’IT-Wallet, che aumenta le funzionalità dell’APP IO, è diverso da quello dell’EUDIW che rimane soggetto alla data del 24 dicembre 2026 entro la quale lo Stato membro “fornisce almeno un portafoglio europeo di identità digitale” (art. 5 bis, par. 1 del regolamento eIDAS).
L’IT-Wallet potrà diventare un regime di identificazione elettronica che soddisfa quanto stabilito nell’art. 5 bis, par. 15 del regolamento eIDAS, “L’uso dei portafogli europei di identità digitale è facoltativo … Resta possibile accedere ai servizi pubblici e privati con altri mezzi di identificazione e autenticazione esistenti”.
Documenti digitali e cybersecurity nel futuro del Sistema IT-Wallet
Il sistema dell’IT-Wallet il cui cammino è iniziato nel marzo del 2024 attende l’imminente pubblicazione delle norme attuative e delle Linee Guida allegate al decreto emesso ai sensi del comma 3 dell’articolo 64-quater del CAD, formalmente l’IT-Wallet senza l’entrata in vigore dei decreti non esiste.
La fase sperimentale ufficiale passa dalla disponibilità di documenti “ad immagine” a quella fruibile sul telefono e agli attestati elettronici di attributi che rappresentano il primo salto di qualità verso il EUDIW comunitario. All’inizio del 2027 si avrà la disponibilità di un IT-Wallet con il passaggio dalla attuale fase di sperimentazione a quella pienamente operativa con l’adeguamento al EUDIW che comunque dovrebbe essere a partire dal 24 dicembre 2026 (data che rappresenta, in termini giuridici, un termine ordinatorio e non perentorio) .
Nel corso del 2027 l’ecosistema comunitario dei portafogli di identità si dovrà sviluppare nel senso degli obiettivi nativi del nuovo regolamento eIDAS.
L’obiettivo finale riportato da varie fonti è il febbraio 2027, quando la pubblica amministrazione dovrà adeguarsi per accettare i documenti digitali, completando l’integrazione di tutti i principali certificati sul telefono.
Cybersecurity, vigilanza e costi dell’ecosistema digitale
Le principali criticità sono l’impatto della cybersecurity all’interno dell’intero sistema che deve garantire un’identità unica, interoperabile e allo stato dell’arte sulla protezione dei dati personali. La sicurezza dell’intero sistema deve essere sostenuta adeguatamente compresa la vigilanza che in Italia è congiunta con AgID e ACN.
Tutto questo ha dei costi elevati e continui, la cybersecurity non ha momenti di pausa. Per questi motivi scelte di sostenibilità economica adeguate sono cruciali e vitali per il futuro dell’ecosistema dell’identità digitale.
Queste scelte faranno parte del sistema normativo di riferimento e saranno la base di orientamento operativo per i soggetti privati, ma anche per gli eventuali investimenti pubblici.

















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