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Piattaforme per l’esecuzione contrattuale, cosa cambia per gli appalti



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La digitalizzazione degli appalti entra nella fase esecutiva: si delineano strumenti diversi per gestire contratti, dati e obblighi informativi senza interrompere il ciclo amministrativo delle PA

Pubblicato il 1 set 2026

Fabio Della Marta

Porzio&Partners



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Foto: Shutterstock
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Punti chiave

  • Dal 1° gennaio 2024 il D.Lgs. 36/2023 obbliga a digitalizzare l’intero ciclo contrattuale tramite PAD interoperabili certificate da AgID e ANAC, con dati nella BDNCP.
  • Il 27 luglio 2026 Consip ha attivato il modulo ECD per gestire l’esecuzione nello stesso ambiente digitale, ma è per ora vincolato al suo ecosistema.
  • Soluzioni alternative come la PECP integrata in SINTEL (importa contratti) e la SCP sussidiaria colmano vuoti regionali; il futuro punta a interoperabilità e al principio once only.
Riassunto generato con AI


Senza neanche aver avuto il tempo di valutare bene come orientarsi fra le molteplici piattaforme di e-procurement disponibili e come digitalizzare i processi di approvvigionamento, le Pubbliche Amministrazioni si trovano ora al centro di un’altra “partita”, quella che vede in campo le piattaforme dedicate alla gestione esecutiva del contratto. Vediamo cosa cambia.

Piattaforme per l’esecuzione contrattuale, cosa cambia

Tutto inizia il primo gennaio 2024 quando, sulla spinta riformatrice del nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. 36/2023), divenne obbligatorio digitalizzare l’intero ciclo di vita di un Contratto pubblico. La norma si basava su due pilastri fondamentali. Primo: l’affidamento di Contratti pubblici non poteva più avvenire se non attraverso piattaforme di e-procurement interoperabili rispondenti alle Regole Tecniche emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e opportunamente certificate da ANAC e da essa inserite nel Registro delle Piattaforme Certificate (RPC).

Secondo: se già fino ad allora eravamo abituati a gestire in modalità telematica la fase di affidamento, da quel giorno divenne obbligatorio gestire tramite tali piattaforme (che ANAC chiamò PAD, Piattaforme di Approvvigionamento Digitale) anche le restanti fasi del ciclo di vita contrattuale e quindi programmazione, progettazione, pubblicazione ed esecuzione).

L’obiettivo era ambizioso, mettere a disposizione delle Stazioni Appaltanti varie piattaforme, tutte progettate nel rispetto di Regole Tecniche comuni, in grado di cooperare fra loro, tanto è vero che fu data facoltà alle Amministrazioni di utilizzare PAD differenti in funzione della specifica fase contrattuale. Tradotto: scelgo per ogni fase la piattaforma che ritengo maggiormente utile e fruibile.

Last but not least, ANAC, per il tramite della propria BDNCP (Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici), è ora in grado di gestire un repository unico nazionale dove conferiscono i Contratti stipulati su tutte le PAD certificate.

Consip e il modulo per l’esecuzione contrattuale digitale

Dal 1° gennaio 2024 abbiamo quindi assistito al fiorire di un vasto numero di piattaforme certificate, sia pubbliche che private, sia di rilevanza nazionale (vedi la piattaforma “Acquisti in Rete” di Consip) che messe a disposizione dalle Centrali regionali di Committenza (vedi SINTEL di ARIA Spa).

Tali piattaforme, per la maggior parte già esistenti alla data, si sono adeguate alle nuove norme e, chi in un modo chi in un altro, hanno integrato funzionalità specifiche per la gestione della fase esecutiva del Contratto, che sono la vera novità della riforma. Queste funzionalità hanno forse rappresentato l’aspetto più ostico per le Stazioni Appaltanti soprattutto perché, per ragioni storiche, la fase di esecuzione del contratto è stata tradizionalmente meno strutturata dal punto di vista digitale.

Consip ha sin dall’inizio integrato tali funzionalità nella propria piattaforma ma senza dare una visione complessiva del flusso da seguire per gestire l’intero ciclo di gestione del contratto. In altre parole, per trasmettere ad ANAC le schede contenenti i dati relativi alla fase esecutiva del contratto, si doveva ricorrere ad un menù di accesso che non aveva, nell’economia complessiva della piattaforma, la stessa “dignità” della fase di affidamento. Il flusso operativo sulla piattaforma Consip non “ricordava” quindi alla Stazione Appaltante di usare quella specifica funzionalità, lasciandola quasi apparire come accessoria e opzionale.

Le cose sono nettamente cambiate dal 27 luglio 2026, quando Consip ha reso disponibile il nuovo modulo per l’Esecuzione Contrattuale Digitale (ECD), integrato con gli strumenti di acquisto e negoziazione già presenti, che consente di proseguire dopo la stipula, seguendo un flusso logico e naturale, la gestione del contratto nello stesso ambiente digitale. Il modulo si presenta come un ambiente nel quale seguire attività ed eventi dell’esecuzione, gestire i ruoli assunti nell’ambito della gestione contrattuale e gestire in modo integrato documenti, comunicazioni e adempimenti (es. SAL, varianti, etc.).

Le modifiche

La modifica è stata voluta da ANAC che ha eseguito modifiche alla PCP, l’infrastruttura tecnologica di interoperabilità che permette il funzionamento di tutte le piattaforme telematiche per gare e affidamenti. L’obiettivo di ANAC è favorire una rendicontazione da parte degli Enti più tempestiva e priva di omissioni. E’ infatti noto che la qualità dei dati nella Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici ANAC degrada significativamente dopo la pubblicazione di un affidamento ossia nella fase esecutiva principalmente a causa di omissioni o ritardi significativi da parte degli Enti.

Oltre a comminare sanzioni per tali omissioni, ANAC ha pensato bene di facilitare e incentivare la rendicontazione dei dati da parte degli Enti Pubblici con logiche e interfacce più semplici e orientate ai processi. In tal modo la rendicontazione non è solo un onere per gli Enti ma è la creazione di dati che avviene nell’ambito della digitalizzazione di un processo a vantaggio degli Enti.

Il limite più evidente della piattaforma Consip deriva, almeno in questa prima fase, dalla stessa logica di integrazione limitata: il servizio nasce come prosecuzione delle procedure gestite attraverso Acquisti in rete e pertanto è disponibile solo quando l’intero ciclo del contratto si sviluppa all’interno dell’ecosistema Consip. Almeno al momento il modulo di Esecuzione Contrattuale Digitale non si presenta ancora come una piattaforma universale sulla quale trasferire liberamente contratti originati presso altre PAD, anche se la strada appare ormai tracciata.

Piattaforme per l’esecuzione contrattuale oltre Consip

Nel medesimo contesto si collocano altre soluzioni di particolare interesse come la Piattaforma Esecuzione Contratti Pubblici (PECP) di ARIA SpA integrata in SINTEL (utilizzata dagli Enti delle Regioni Lombardia e, tramite protocolli di intesa, di altre regioni fra le quali anche Veneto, Piemonte, Liguria, etc.), la SCP Esecuzione, piattaforma sussidiaria promossa dal MIT (che stanno attualmente sperimentando le Regioni Liguria e Campania) e ITACA (Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale), Associazione federale delle Regioni e delle Province Autonome.

PECP di ARIA Spa e l’importazione dei contratti

Aria SpA ha seguito un percorso molto simile a quello di Consip. All’interno della propria piattaforma SINTEL ha infatti reso disponibile già dal gennaio 2024 il modulo MIAP (Modulo Interoperabilità Appalti Pubblici) con il quale le Stazioni Appaltanti potevano (e ancora possono) gestire la fase esecutiva per ciascun affidamento creato sulla medesima piattaforma. Successivamente, nella medesima ottica di evoluzione di Consip, è stata resa disponibile la Piattaforma Esecuzione Contratti Pubblici (PECP) che offre un’esperienza più consolidata. In una logica di continuità che segue tutte le fasi del ciclo di vita contrattuale, il servizio guida l’utente lungo tutte le fasi previste e ha il pregio di consentire l’importazione di Contratti stipulati su altre PAD.

PECP assume quindi la fisionomia di una piattaforma specializzata nella fase esecutiva utilizzabile anche quando il Contratto è nato su altre piattaforme.

SCP Esecuzione e la funzione sussidiaria

Ancora differente è il modello della SCP Esecuzione, nell’ambito dell’HUB Contratti Pubblici gestito dal MIT. La piattaforma è espressamente definita come PAD sussidiaria per l’esecuzione ed è destinata alle Stazioni Appaltanti che non dispongono di una propria piattaforma per questa fase.

La caratteristica fondamentale è dichiarata esplicitamente: SCP deve consentire di completare digitalmente la fase di esecuzione indipendentemente dalla piattaforma utilizzata nelle fasi precedenti. La natura sussidiaria della soluzione ne rappresenta anche il limite: SCP non nasce necessariamente per sostituire le piattaforme regionali o quelle delle grandi centrali di committenza, ma per colmare il vuoto di quelle Amministrazioni che non dispongono di strumenti adeguati a gestire la fase di esecuzione contrattuale.

Il futuro delle piattaforme per l’esecuzione contrattuale

Le norme sulla digitalizzazione degli appalti hanno probabilmente dato avvio ad una delle rivoluzioni più importanti nel mondo del procurement pubblico degli ultimi anni, che collocano l’Italia all’avanguardia del settore.

L’elemento più interessante che stiamo osservando è forse uno degli obiettivi che la riforma si poneva e che sta davvero prendendo forma, ossia la gestione digitale e continuativa del ciclo di vita.

Se attualmente il modello Consip privilegia la continuità verticale (la stessa piattaforma accompagna il contratto dalla procedura di acquisto alla stipula e quindi all’esecuzione), altri modelli “aperti” come SINTEL stanno andando verso una interoperabilità più estesa.

È probabilmente su questo terreno che si giocherà l’evoluzione futura delle piattaforme, nella capacità di trasformare la piattaforma in uno strumento di governo del contratto, nel quale il dato amministrativo destinato alla BDNCP diventa il risultato naturale della gestione digitale dell’evento contrattuale, anziché costituirne lo scopo principale. La sfida è arrivare a un modello nel quale l’Amministrazione gestisce digitalmente il Contratto una sola volta e gli obblighi informativi verso ANAC diventano una conseguenza automatica di quella gestione, secondo una piena applicazione del principio once only.

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