Quando parliamo di tecnologie quantistiche, il pensiero corre a laboratori e macchine difficili persino da immaginare. Vorrei partire invece da una fabbrica italiana. Da chi ogni mattina deve organizzare la produzione, rispettare le consegne, contenere i consumi e fare i conti con fornitori distribuiti in Paesi diversi.
Dietro queste attività ci sono decisioni nelle quali entrano moltissime variabili. Quando le combinazioni diventano troppo numerose, individuare una soluzione soddisfacente richiede strumenti sempre più sofisticati. Una parte della ricerca quantistica si misura proprio con questi problemi. Per un Paese manifatturiero come il nostro, essere presenti in questo ambito tecnologico significa preparare la competitività dei prossimi anni.
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La strategia per le tecnologie quantistiche in Italia
È con questa convinzione che abbiamo inserito il quantum fra le priorità del Governo Meloni. Il 9 luglio 2025 il Comitato interministeriale per la transizione digitale, che presiedo, ha approvato la Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, successivamente portata all’attenzione del Consiglio dei ministri.
Abbiamo costruito questo percorso attraverso il lavoro del Dipartimento per la trasformazione digitale, del Ministero dell’Università e della Ricerca e delle altre amministrazioni coinvolte, dal MIMIT alla Difesa, dalla Farnesina all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La collaborazione con la comunità scientifica e la consultazione pubblica hanno contribuito a definire obiettivi e priorità. Volevamo dare una direzione comune a competenze che l’Italia possiede e che meritano condizioni migliori per crescere.
La nostra ricerca ha una lunga tradizione nella fisica, nella matematica e nello studio della materia. Sappiamo però quanto possa essere difficile trasformare una scoperta in una tecnologia e poi in un’attività industriale. Servono investimenti, continuità e persone capaci di accompagnare questi passaggi. La Strategia affronta il problema tenendo insieme calcolo, simulazione, comunicazioni, sensoristica e ricerca fondamentale. Sono ambiti con caratteristiche e tempi di maturazione diversi, che richiedono attenzione anche alla formazione e alla sicurezza. Il nostro compito è creare le condizioni perché attorno a queste conoscenze possano svilupparsi imprese, filiere produttive e lavoro qualificato.
Q-Alliance e le infrastrutture del quantum italiano
Un passaggio importante è stato compiuto nell’ottobre 2025 a ComoLake, con l’intesa fra D-Wave e IonQ da cui è nata Q-Alliance. Come Governo abbiamo favorito l’incontro fra questi operatori internazionali e il sistema italiano, accompagnando una collaborazione che riunisce approcci tecnologici differenti.
Il quantum annealing e il calcolo basato su porte quantistiche possono rispondere a esigenze diverse. Metterli in relazione con università e imprese permette di ampliare le possibilità di ricerca e formare specialisti capaci di orientarsi fra più soluzioni. Il programma annunciato in quell’occasione prevedeva opportunità di ricerca e formazione per un centinaio di ricercatori, in gran parte italiani. È un obiettivo al quale attribuisco grande valore, perché le infrastrutture acquistano significato attraverso le persone che vi lavorano.
Volta B1, un investimento da misurare sui risultati
Il 16 ottobre 2026 abbiamo inaugurato a Como Volta B1, il sistema D-Wave Advantage2 con oltre 4.400 qubit, parte dell’ecosistema Q-Alliance. L’investimento privato nella macchina mostra che l’azione pubblica può produrre risultati anche costruendo relazioni e attirando capitali. Ora questa infrastruttura dovrà offrire occasioni concrete di sperimentazione, ricerca applicata e collaborazione industriale. Il suo valore si misurerà nei progetti che sapremo sviluppare, nelle competenze che formeremo e nella possibilità di rendere accessibile una tecnologia avanzata a chi ha un problema da studiare.
Su questo terreno dobbiamo mantenere precisione e serietà. Volta B1 utilizza il quantum annealing, particolarmente rivolto a determinate classi di problemi di ottimizzazione e simulazione. Il numero dei qubit, da solo, non basta per confrontare architetture differenti o stabilire quale macchina sia più adatta a qualsiasi impiego. Un imprenditore vorrà sapere se una soluzione funziona meglio, quanto costa e quale beneficio produce rispetto agli strumenti già disponibili. Sono domande corrette, alle quali la ricerca deve rispondere con confronti rigorosi e risultati riproducibili. Anche l’agenda scientifica di Q-Alliance assume questo criterio di verifica.
Q-Lomb e l’ecosistema Volta
Abbiamo inoltre avviato Q-Lomb, con l’avviso pubblicato dal Dipartimento nel luglio 2026 per la selezione di una proposta progettuale dedicata a una piattaforma di calcolo quantistico superconduttivo in Lombardia. L’iniziativa, rivolta alle università pubbliche e private senza scopo di lucro con sede nella regione, dà attuazione al decreto che ho adottato il 5 giugno.
Ha un proprio percorso amministrativo e scientifico e si affianca alle altre iniziative attraverso le quali intendiamo rafforzare le capacità italiane. La Dichiarazione Volta, presentata a Milano nel giugno 2026, ha poi indicato nella cooperazione fra quantum, intelligenza artificiale e calcolo avanzato una direzione di sviluppo. Nello stesso quadro abbiamo richiamato CNV–Quantum Volta, Volta Infrastructure e lo studio di fattibilità tecnica di Q-Arca, ciascuno con funzioni e livelli di avanzamento distinti.
Tecnologie quantistiche e imprese: la sfida della manifattura italiana
La domanda che considero decisiva riguarda il rapporto con le nostre imprese. L’Italia compete attraverso produzioni specializzate, qualità e flessibilità. Nella meccanica strumentale, nella componentistica, nel packaging o nella chimica, anche un miglioramento circoscritto può incidere sui margini di una commessa. Programmare meglio le lavorazioni, utilizzare con maggiore efficienza una materia prima costosa o ridurre i tempi di fermo sono esigenze quotidiane. È su problemi concreti come questi che dobbiamo costruire le sperimentazioni, verificando dove gli approcci quantistici e ibridi possano offrire un contributo.
Questo vale soprattutto per le piccole e medie imprese. Difficilmente una singola azienda potrà dotarsi di un gruppo interno dedicato al quantum. Un distretto, una rete di imprese o una collaborazione con l’università possono invece condividere competenze e costi. Occorrono professionisti capaci di ascoltare un’esigenza produttiva e tradurla in un modello matematico sul quale lavorare. Per questo nella Strategia abbiamo dato rilievo al trasferimento tecnologico e all’accesso alle infrastrutture. Vorrei che un imprenditore interessato a sperimentare potesse trovare un interlocutore competente, un percorso comprensibile e criteri chiari per valutare il risultato.
Dal quantum alle applicazioni per i settori produttivi italiani
La logistica offre molti esempi delle domande da affrontare. Porti, interporti, ferrovie e magazzini devono coordinare risorse e tempi all’interno di reti sottoposte a continui imprevisti. Anche nell’agroalimentare, la deperibilità dei prodotti e la gestione della catena del freddo rendono preziosa una pianificazione accurata.
Sono terreni sui quali sarebbe utile confrontare metodi diversi, utilizzando dati reali e misurando gli eventuali miglioramenti. Nell’energia, la diffusione delle rinnovabili, degli accumuli e della produzione distribuita accresce la complessità della rete. Le tecnologie quantistiche potrebbero contribuire alla ricerca di configurazioni più efficienti, un ambito che figura anche nell’agenda di Q-Alliance. La sostenibilità dovrà essere valutata considerando le risorse necessarie per ottenere un risultato utile e i benefici prodotti sul sistema.
Farmaceutica e materiali avanzati
Un’altra prospettiva riguarda la farmaceutica e i materiali avanzati. Studiare il comportamento della materia comporta difficoltà di calcolo che crescono rapidamente con la complessità dei sistemi. La simulazione quantistica è una delle strade attraverso le quali la ricerca cerca di affrontarle. L’Italia ha competenze scientifiche e industriali che rendono questo campo particolarmente interessante, dalla chimica fine alla produzione farmaceutica. Dobbiamo sostenerne lo sviluppo con continuità, rispettando la distanza che può separare un esperimento promettente da un’applicazione industriale.
Ricerca e competenze per il futuro quantistico dell’Italia
Possiamo contare anche sul National Quantum Science and Technology Institute, NQSTI, che riunisce venti realtà fra università, enti di ricerca e imprese e dispone di un finanziamento di 116 milioni di euro nell’ambito del PNRR. Il programma comprende ricerca fondamentale, sviluppo tecnologico e trasferimento delle conoscenze. Questo patrimonio richiede una prospettiva che prosegua oltre la durata dei singoli progetti. Formare un ricercatore comporta anni di lavoro. Dobbiamo fare in modo che possa continuare a lavorare in Italia, contribuire alla crescita di un’impresa o sviluppare qui una propria iniziativa.
Quantum italiano tra comunicazioni sicure e crittografia post-quantistica
Il quantum comprende inoltre sensori di grande precisione e nuove tecnologie di comunicazione. Con QUID, coordinato dall’INRiM nel quadro europeo EuroQCI, il sistema italiano ha lavorato alla sperimentazione della distribuzione quantistica di chiavi crittografiche, attraverso reti metropolitane, collegamenti in fibra e integrazione con il segmento spaziale. Sono attività che coinvolgono ricerca, produttori di dispositivi, operatori di telecomunicazioni e imprese della sicurezza. Mostrano quanto sia importante partecipare ai programmi europei con competenze proprie, capaci di generare ricadute industriali nel Paese.
La migrazione verso algoritmi resistenti
Sul versante della sicurezza dobbiamo prepararci anche alla crittografia post-quantistica. Futuri computer quantistici sufficientemente avanzati potrebbero rendere vulnerabili alcuni sistemi oggi utilizzati per proteggere le informazioni. La questione riguarda già i dati che devono restare riservati a lungo e che potrebbero essere raccolti oggi per essere decifrati in seguito. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha dedicato un documento alla preparazione a questa minaccia.
Occorre conoscere i sistemi utilizzati, individuare le priorità e programmare la migrazione verso algoritmi resistenti agli attacchi quantistici, utilizzabili sulle infrastrutture informatiche classiche. Anche la roadmap del G7 per il settore finanziario, pubblicata nel gennaio 2026, nasce dal lavoro avviato durante la presidenza italiana del 2024.
L’Italia nel quantum internazionale: autonomia e alleanze
La dimensione internazionale accompagna questo impegno. Durante la missione negli Stati Uniti del settembre 2026 abbiamo approfondito il confronto sulle tecnologie strategiche, comprese le prospettive di collaborazione nel quantum fra imprese e università. Costruire autonomia richiede la capacità di scegliere i propri partner, partecipare alla ricerca e contribuire allo sviluppo delle tecnologie. Per farlo servono competenze nazionali solide e rapporti affidabili.
Abbiamo definito una strategia, favorito alleanze e avviato iniziative su infrastrutture, ricerca e formazione. Ora dobbiamo dare continuità a questo lavoro. Mi interessa che un’impresa possa sperimentare una soluzione, che un giovane trovi una prospettiva professionale e che un gruppo di ricerca abbia gli strumenti per portare avanti un progetto ambizioso.
Saranno questi risultati a dirci quanto avremo saputo fare. Il quantum può trovare in Italia un terreno fertile, perché abbiamo conoscenze scientifiche e una manifattura abituata a trasformare idee complesse in prodotti. La responsabilità del Governo è mettere queste forze nelle condizioni di lavorare insieme e guardare abbastanza lontano.































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