I chip fotonici usano la luce, invece della sola corrente elettrica, per generare, trasmettere e manipolare informazioni all’interno di circuiti integrati. Le guide d’onda realizzate nel chip dirigono i fotoni lungo percorsi controllati, permettendo di dividere, combinare e interferire segnali ottici con grande precisione.
Nel quantum computing questa tecnologia può servire per creare e controllare stati quantistici della luce, distribuire fotoni entangled e collegare diversi elementi di un sistema quantistico. La fotonica è quindi una delle strade più promettenti per costruire componenti compatti, stabili e scalabili destinati alle future architetture di calcolo e comunicazione quantistica.
Ephos non costruisce un computer quantistico completo: punta a realizzare uno dei suoi componenti più delicati, il chip fotonico. La società nata a Milano nel 2022 usa il vetro per guidare e manipolare fotoni, le particelle di luce che possono trasportare informazione quantistica. Il suo obiettivo è trasformare una tecnologia sviluppata nei laboratori in una piattaforma produttiva utilizzabile da aziende del quantum computing, della comunicazione sicura e, sempre più, dei data center per l’intelligenza artificiale.
Indice degli argomenti
Da spin-off della ricerca a produttore di chip fotonici
Il passaggio dalla ricerca alla produzione è il tratto che rende Ephos un caso particolare nel panorama europeo. Nel luglio 2025 la Commissione europea ha autorizzato un aiuto di Stato da 41,5 milioni di euro, finanziato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, per una nuova fabbrica nell’area milanese. Secondo i dati comunicati da Ephos, il progetto Fab-2 vale complessivamente 104,9 milioni di euro e deve portare la lavorazione dei materiali ottici su vetro dalla scala di R&D a quella industriale.
Ephos è stata fondata nel 2022 da Andrea Rocchetto, Roberto Osellame, Francesco Ceccarelli e Giacomo Corrielli, un gruppo con competenze in informatica quantistica, fotonica integrata e lavorazione laser del vetro. La società è cresciuta intorno a una tecnica di fabbricazione chiamata femtosecond laser writing: impulsi laser ultrabrevi modificano localmente il vetro e scrivono al suo interno guide d’onda tridimensionali lungo cui far viaggiare la luce.
Il vantaggio ricercato nasce dal materiale. Nel calcolo fotonico ogni passaggio in cui un fotone viene perso riduce la qualità del segnale e, nei sistemi quantistici, può significare perdere informazione. Usare il vetro permette di avvicinare il materiale del chip a quello delle fibre ottiche e di progettare circuiti tridimensionali, riducendo alcune perdite di accoppiamento. È una strada diversa dai processi fotonici più diffusi su silicio e non elimina da sola gli altri problemi di scalabilità, dalle sorgenti di fotoni ai rivelatori e al controllo dell’intero sistema.
Il ruolo di Ephos nel quantum computing
La fotonica è una delle architetture in corsa per costruire computer quantistici scalabili. In questi sistemi l’informazione può essere codificata negli stati dei fotoni e manipolata attraverso interferometri, separatori di fascio e altri componenti ottici integrati. Ephos si concentra su questa infrastruttura, non sull’intero stack del computer quantistico. La società progetta e fabbrica circuiti fotonici programmabili che possono entrare in piattaforme modulari sviluppate da altri operatori.
La Commissione europea ha finanziato questa traiettoria attraverso il progetto FUTURE, concluso il 31 gennaio 2026, con un contributo di circa 2,5 milioni di euro. Il programma aveva come obiettivo la produzione di processori fotonici quantistici in vetro tramite laser a femtosecondi e lo sviluppo di una capacità produttiva interna. Il progetto europeo fotografa bene la posizione di Ephos nella catena del valore: essere il fornitore del chip e del processo industriale su cui altri possono costruire macchine quantistiche.
Fab-1, Fab-2 e il salto verso la produzione
Nel 2024 Ephos ha raccolto 8,5 milioni di dollari in un round seed guidato da Starlight Ventures, con la partecipazione tra gli altri di Collaborative Fund, Exor Ventures, 2100 Ventures e Unruly Capital; l’azienda ha ricevuto inoltre sostegno dall’European Innovation Council e dal programma DIANA della Nato. Quel capitale ha accompagnato l’apertura della prima struttura di ricerca e produzione a Milano.
Fab-2 porta la strategia su un’altra scala. Il Mimit descrive l’impianto come il primo nell’Unione europea dedicato alla produzione di chip fotonici su wafer di vetro. Nelle proprie offerte di lavoro del 2026, Ephos parla di una fabbrica destinata ad aumentare la capacità produttiva fino a cento volte e di substrati su vetro per connessioni ottiche ed elettriche tra chip. È il segnale che il modello di business si è allargato: dalla fotonica quantistica alla manifattura per AI, high performance computing e advanced packaging.
Le principali tappe industriali e finanziarie di Ephos
| Anno | Tappa | Valore |
|---|---|---|
| 2023-2026 | Progetto europeo FUTURE | circa €2,5 mln di contributo UE |
| 2024 | Round seed e sviluppo Fab-1 | $8,5 mln |
| 2025 | Aiuto di Stato per Fab-2 | €41,5 mln |
| 2025+ | Investimento complessivo Fab-2 | €104,9 mln |
Fonti: Commissione europea/CORDIS, Mimit, comunicazioni societarie e round seed 2024.
Perché Ephos guarda anche ai data center AI
La stessa esigenza che rende preziosa la fotonica nel quantum — spostare informazione con perdite e consumi contenuti — interessa i data center, dove acceleratori AI e chip specializzati devono scambiarsi quantità crescenti di dati. In un’intervista del 2025 al servizio scientifico del Parlamento europeo, Rocchetto spiegava che Ephos era nata soprattutto per il mercato quantistico, ma aveva trovato una sovrapposizione crescente con i requisiti dell’infrastruttura per machine learning.
Questo allargamento può diventare un vantaggio industriale: il mercato AI offre volumi e tempi commerciali più vicini di quelli di un computer quantistico fault-tolerant, mentre la stessa base manifatturiera può continuare a servire i clienti quantum. Non significa che le due applicazioni richiedano componenti identici; significa che competenze su vetro, integrazione ottica, packaging e produzione possono essere riutilizzate su più mercati.
La scommessa: fare della fotonica una filiera europea
Per Ephos la competizione non si gioca soltanto sulla qualità di un singolo circuito. La capacità di produrre in Europa, controllare il processo e passare dal prototipo ai volumi è parte del prodotto. La partecipazione ai programmi dell’Unione e della Nato lega infatti la società anche ai temi della sicurezza della catena di fornitura e dell’autonomia tecnologica.
Il punto da verificare nei prossimi anni sarà la capacità di Fab-2 di mantenere, su scala industriale, le prestazioni ottenute nei dispositivi di ricerca e di conquistare ordini stabili nei mercati quantum e AI. È qui che Ephos può diventare un protagonista del quantum computing: non costruendo necessariamente la macchina finale, ma fornendo il processo e i chip fotonici con cui quella macchina potrà essere assemblata.






























Partecipa alla community