IL PUNTO

Codice Appalti a metà strada: decreti fatti, in arrivo e attività Anac

A un anno dall’approvazione definitiva del nuovo testo, mancano più della metà dei provvedimenti attuativi, il punto fra decreti ministeriali e linee guida Anac. Ripartono gli appalti

Pubblicato il 18 Giu 2018

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La prima metà del 2018 ha visto un’accelerazione sul fronte dell’attuazione del nuovo Codice degli Appalti, che compie il suo primo anno (dalla versione definitiva) con più della metà dei provvedimenti ancora attesi. La legge (Dlgs 50/2016) prevede 64 documenti, fra decreti ministeriali, linee guida e e provvedimenti di prassi. Ci sono una decina di decreti approvati, sei linee guida Anac, una ventina di provvedimenti in corso d’opera. All’appello, mancano fra l’altro tasselli importanti, come l’atteso decreto per la qualificazione delle stazioni appaltanti. Vediamo una scheda con il punto sullo stato d’attuazione del Codice Appalti, in base ai dati del ministero dei Trasporti e dell’Anac, l’autorità anticorruzione.

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Attuazione Codice Appalti

In base agli ultimi dati forniti dal ministero, ci sono dieci decreti ministeriali attuativi del Codice degli Appalti che hanno completamente terminato l’iter, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Riguardano:

  • acquisizioni stazioni appaltanti (Dm 16 gennaio 2018),
  • dibattito pubblico grandi opere con impatto ambientale (Dpcm 9 maggio 2018),
  • livelli di progettazione appalti (Dm 1 dicembre 2017),
  • requisiti amministrazione aggiudicatrici (Dm 2 dicembre 2016),
  • la pubblicazione delle gare (Dm 2 dicembre 2016),
  • i compensi delle commissioni di aggiudicazione (Dm 12 febbraio 2018),
  • opere ad elevato contenuto tecnologico (Dm 10 novembre 2016),
  • linee guida controllo tecnico, contabile e amministrativo (Dm 7 marzo 2018),
  • fondi per collaudo opere prioritarie (Dm 7 dicembre 2017),
  • compensi arbitrati (Dm 31 gennaio 2018).

Altri nove decreti sono stati approvati in via preliminare, e sono in corso di approvazione. Riguardano:

  • livelli progettazione appalti: ci sono due decreti in preparazione, oltre a quello già approvato. Il primo definisce i contenuti della progettazione, il secondo disciplina la progettazione semplificata per la manutenzione ordinaria fino a 2,5 milioni di euro.
  • Qualificazione stazioni appaltanti e centrali di committenza;
  • documentazione di gara;
  • linee guida su sistema di qualificazione e avvalimento;
  • Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici;
  • collaudo;
  • controllo tecnico, contabile, amministrativo;
  • controlli su esecuzione e collaudo.

L’attività dell’Anac

Per quanto riguarda l’Anac, a cui il Codice Appalti affida l’esecuzione di dieci linee guida e tre proposte di decreti al ministero, ha pubblicato sei Linee guida. Un altro testo è in attesa del parere del Consiglio di Stato, per due si è conclusa la consultazione, e infine manca un ultimo documento, sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, per il quale bisogna però attendere il Dpcm. L’Autorità Anticorruzione ha anche predisposto due proposte di decreto, una sulle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione (c’è già il decreto), un’altra sul sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici, inviata al ministero. L’ultima proposta riguarda possibili sistemi alternativi per la qualificazione degli operatori economici, ed è in fase di coordinamento.

L’Anac, ha spiegato Raffaele Cantone nella relazione annuale 2018, svolge anche altre attività per l’attuazione del Codice degli Appalti. «Dal 15 gennaio scorso è operativa la procedura telematica per l’iscrizione delle società in house nel previsto elenco, la cui attivazione è stata preceduta dall’emanazione di linee guida e da una complessa fase di valutazione, anche in sede consultiva, di numerose richieste di chiarimento che hanno dato luogo a diversi pareri e FAQ. Al mese di marzo scorso sono giunte 500 domande, cui sono conseguite, all’esito del vaglio, già numerose iscrizioni».

E’ in dirittura d’arrivo l’albo dei commissari di gara, «che ha richiesto l’adozione di linee guida finalizzate a definire chi può iscriversi e quali requisiti morali e professionali deve possedere, e la progettazione e la realizzazione dei sistemi informatici necessari per la tenuta dell’albo stesso». Cantone auspica l’entrata in vigore subito dopo l’estate.

Purtroppo, prosegue il presidente Anac, «non si è ancora concluso l’iter per l’emanazione del decreto che dovrà stabilire i criteri per la qualificazione delle stazioni appaltanti; l’Autorità ha reso al ministero delle Infrastrutture il proprio parere sullo schema di decreto ministeriale ma il testo, per le resistenze di molte amministrazioni, attende ancora il via libera definitivo della Conferenza Unificata».

Mercato degli appalti

Infine, i dati sul mercato degli appalti confermano che l’anno di attesa fra prima e definitiva stesura del nuovo Codice ha provocato un’incertezza poi risolta, con il valore complessivo 2017 degli appalti sopra i 40mila euro che cresce a 139 miliardi di euro, +36,2% sul 2016 e +13,8% rispetto al picco del 2015. L’aumento della domanda ha coinvolto un po’ tutti i settori, secondo la Relazione Anac 2017, concentrandosi maggiormente su forniture e servizi,.

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