Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

strategie

Agenzia Coesione Territoriale: “Il nuovo approccio delle politiche pubbliche per l’innovazione”

Gli enti pubblici non possono più limitarsi a calare dall’alto metodi e procedure, ma devono agire come un direttore d’orchestra, promuovendo connessioni e collaborazioni tra gli attori dell’innovazione sul territorio al fine di creare valore. Ecco, allora, il ruolo delle Regioni e dell’Agenzia per la coesione territoriale

18 Lug 2018

Giorgio Martini

Staff Agenda Digitale (OT2) – Agenzia Coesione Territoriale


Gli strumenti digitali possono essere messi a servizio della piena affermazione del paradigma della Open Innovation in tutti i territori: sono molte e ancora da esplorare le potenzialità delle piattaforme ICT nel sostegno di nuovi processi di scambio a livello territoriale. La politica di coesione guarda con attenzione alle opportunità che ne possono derivare.

Il ruolo delle Regioni nelle politiche di innovazione

A livello internazionale, nelle politiche di innovazione il livello regionale e urbano gioca un ruolo chiave. E’ nota l’importanza del ruolo delle Regioni come dimensione ideale per lo scambio e l’agglomerazione di conoscenza – la leva fondamentale per la creazione di nuovi prodotti e servizi e di crescita sostenibile nel lungo periodo. E’ soprattutto a livello regionale che si possono creare le migliori condizioni per la creazione e il mantenimento nel tempo di connessioni tra i vari attori dell’innovazione: imprese (grandi e PMI), università e centri di ricerca, agenzie pubbliche e altre iniziative pubbliche e private che agiscono da mediatori della conoscenza (parchi scientifici, centri servizi, incubatori, società di consulenza, etc.).

Inoltre, il livello regionale gioca un ruolo di hub di conoscenza tra il livello locale (distretti tecnologici, altre agglomerazioni industriali) e il livello nazionale ed internazionale tramite le cosiddette “reti lunghe” della conoscenza.

Open Innovation: i sistemi regionali per l’innovazione

Le imprese, stimolate dal processo di globalizzazione e crescente pressione competitiva, stanno sempre di più puntando su strategie di Open Innovation per massimizzare la varietà, intensità e velocità dei flussi di conoscenza essenziali per l’innovazione. A questo fine, l’accesso alle reti relazionali e di coordinamento con gli altri attori dell’innovazione rappresenta una leva fondamentale per creare un circolo virtuoso di conoscenza e migliorare il proprio posizionamento lungo le catene globali del valore. Recenti studi mostrano come i sistemi regionali per l’innovazione siano uno dei luoghi privilegiati per le strategie di Open Innovation: è nel contesto regionale che le imprese trovano le opportunità per andare oltre i propri confini organizzativi, con evidenti effetti sulla reale efficacia dell’approccio “open” in termini di performance innovative.

Politica di coesione e sostegno all’innovazione

Permangono però – e in alcuni casi sono in crescita – ampi divari tra i sistemi dell’innovazione delle regioni europee, con alcune regioni che giocano un ruolo di leadership a livello globale e altre specializzate in settori a basso tasso di conoscenza, nelle quali le politiche per l’innovazione assumono un ruolo ancora più decisivo di stimolo e di attenzione ai fabbisogni e alle specificità locali.

La politica di Coesione europea nel periodo 2014-2020 ha intensificato i propri sforzi in termini non solo finanziari, ma anche metodologici e cognitivi, verso il sostegno dell’innovazione intesa come luogo aperto alla collaborazione e allo scambio di conoscenza. Uno sforzo particolarmente attento alla riduzione dei divari tra territori, perché nessuno venga lasciato indietro.

Il ruolo dell’Agenzia per la Coesione Territoriale in Italia

L’Agenzia, nel suo ruolo di coordinamento dell’attuazione delle politiche di Coesione in Italia, ha messo in campo numerosi interventi per facilitare questi processi, ritagliandosi un ruolo centrale nella governance delle politiche pubbliche per l’innovazione e la competitività delle imprese. L’Agenzia crea le condizioni per un coordinamento più efficace tra gli attori di livello locale e regionale nell’attuazione delle politiche: occasioni di scambio di conoscenze, accesso a competenze di alto livello, messa a disposizione di strumenti innovativi per interpretare e gestire il cambiamento. A questo scopo, l’Agenzia gioca un ruolo di hub di conoscenza finanziando e promuovendo la messa a sistema di dati e informazioni da parte di diverse istituzioni e attori a livello nazionale e regionale, oltre ai dati che lei stessa produce e già mette a disposizione in modalità “open”. E’ questo il caso, ad esempio, dei dati sui Conti Pubblici Territoriali, della Banca Dati degli indicatori territoriali dell’ISTAT, delle statistiche ambientali promosse da ISPRA, dei dati e gli strumenti sulla competitività delle imprese del progetto SISPRINT, e delle iniziative di Open Government come OpenCoesione e OpenCUP. In particolare nel campo della Open Innovation, è importante continuare a lavorare per lo sviluppo di strumenti che riescano a cogliere tutte le opportunità che la dimensione digitale può dare alla creazione di legami tra contenuti dei progetti di innovazione e soggetti. Ciò può essere sviluppato anche attraverso la creazione e la partecipazione proattiva a piattaforme collaborative dedicate, che fanno degli strumenti digitali il loro punto di forza.

L’agenda digitale per la co-creazione delle politiche pubbliche

E’ fondamentale la creazione di legami e connessioni tra le imprese legate agli interessi specifici delle aziende che vanno anche al di là della loro collocazione geografica: sono quindi importanti le occasioni di scambio, nel mondo fisico e virtuale, per creare quelle reti di conoscenze, competenze e di nuovo valore che consentano di generare innovazioni di prodotto e di processo.

In questo senso, le politiche per l’Agenda Digitale possono agire da catalizzatore per favorire la creazione di sistemi collaborativi che guidino lo sviluppo di politiche pubbliche più focalizzate sui reali bisogni di cittadini e imprese.

Dalla metafora della PA come piattaforma (government as a platform) a quella degli ecosistemi (data ecosystems), ormai sono molte le espressioni usate per definire questo nuovo ruolo degli attori pubblici, che, smettendo il ruolo tradizionale di imposizione dall’alto di metodi e procedure, agiscono come un direttore d’orchestra in ambiente in cui i vari attori pubblici e privati sui territori collaborano tra loro per raggiungere risultati misurabili.

Sono disponibili, a questo scopo, piattaforme ICT come le piattaforme collaborative, soluzioni web per lo scambio bidirezionale di informazioni, wiki e strumenti interattivi per la co-produzione di norme, bandi pubblici, bilanci.

Dati e informazioni per stabilire nuove connessioni

Queste azioni sono tutte accomunate dal saggio utilizzo di dati e informazioni, siano essi dati pubblici prodotti dalle pubbliche amministrazioni e rilasciati in formato aperto, oppure dati su e per il sistema dell’innovazione territoriale. Il salto di qualità avviene quando i dati sono resi pianamente “azionabili”: da una parte, ciò comporta un utilizzo fattivo delle evidenze nei complessi processi di decisione pubblica (un uso tutt’altro che scontato viste le note resistenze al cambiamento, difficoltà a modificare norme e procedure esistenti, problemi di natura cognitiva nel processare informazioni complesse e altre problematiche). Dall’altra parte, conoscere le caratteristiche degli attori rilevanti, siano essi co-produttori e target delle politiche (ad esempio: le imprese, i centri di ricerca, i poli di competenza), porta a stabilire nuove connessioni che vanno al di là del flusso informativo unidirezionale tra attori e policy makers, ma che si trasformano in occasioni di collaborazione e di scambio bidirezionale.

Un’occasione, ancora, per superare le barriere tra pubblico e privato, cittadini e amministrazione, imprese e policy makers, per infine sperimentare nuovi percorsi che creino valori per l’intero sistema dell’innovazione locale e urbano.

Articolo 1 di 4