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AI nella Pubblica Amministrazione: come usarla senza discriminare



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L’intelligenza artificiale può rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente, ma apre questioni decisive su bias, trasparenza, supervisione umana e responsabilità. Tra AI Act, governance e tutela dei cittadini, l’algoritmo etico diventa uno strumento di buona amministrazione solo se resta controllabile

Pubblicato il 12 ago 2026

Gianluca Ferrara

Direttore Dipartimento VI Transizione Digitale Città metropolitana di Roma Capitale



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L’intelligenza artificiale promette alla Pubblica Amministrazione procedimenti più rapidi, servizi più accessibili e decisioni meglio informate. Può analizzare grandi quantità di dati, individuare ricorrenze, segnalare anomalie e supportare attività che fino a pochi anni fa richiedevano tempi e risorse molto maggiori. Ma quando un algoritmo entra in un procedimento pubblico, la domanda non è più soltanto se funzioni: è se sia giusto, spiegabile e controllabile.

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