L’intelligenza artificiale promette alla Pubblica Amministrazione procedimenti più rapidi, servizi più accessibili e decisioni meglio informate. Può analizzare grandi quantità di dati, individuare ricorrenze, segnalare anomalie e supportare attività che fino a pochi anni fa richiedevano tempi e risorse molto maggiori. Ma quando un algoritmo entra in un procedimento pubblico, la domanda non è più soltanto se funzioni: è se sia giusto, spiegabile e controllabile.
scenari
AI nella Pubblica Amministrazione: come usarla senza discriminare
L’intelligenza artificiale può rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente, ma apre questioni decisive su bias, trasparenza, supervisione umana e responsabilità. Tra AI Act, governance e tutela dei cittadini, l’algoritmo etico diventa uno strumento di buona amministrazione solo se resta controllabile
Direttore Dipartimento VI Transizione Digitale Città metropolitana di Roma Capitale

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