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l'iniziativa del Comune

Analisi dei dati per la sicurezza dei ciclisti: l’esempio di Firenze

Per la sicurezza dei ciclisti di Firenze, GovEx e il Comune hanno deciso di analizzare gli incidenti in bicicletta e la loro correlazione con la struttura delle piste ciclabili e dei lavori stradali. Ecco i risultati e i prossimi passi

25 Gen 2018

Sharon Paley

Center for Government Excellence della Johns Hopkins University

Gianluca Vannuccini

dirigente Servizio Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche, Direzione Sistemi Informativi, Comune di Firenze


Da quando ha chiuso il suo centro città alla maggior parte del traffico e ha lanciato lo scorso agosto la prima quota di biciclette a flusso libero in Europa, il Comune di Firenze è diventato una delle città più pedonali e ciclabili dell’Unione Europea. Ora, in collaborazione con il Center for Government Excellence (GovEx) della Johns Hopkins University, Firenze è diventata anche un modello per altre città per migliorare la sicurezza ciclistica attraverso l’analisi dei dati, la collaborazione interdipartimentale e il coinvolgimento della comunità.

Dare priorità alla sicurezza in bici

La sicurezza in bici è un tema molto a cuore del Sindaco di Firenze Dario Nardella, assieme alle azioni per la mobilità sostenibile in città. I due operatori di bike sharing a flusso libero contano oggi  più di 3.500 bici in città, con un successo oltre ogni aspettativa in termini di utenti (oltre 100.000) e di utilizzi giornalieri (oltre 10.000).

Ciclisti in Piazza del Duomo

Il sistema rappresenta anche un esempio molto rilevante di implementazione dell’Internet delle Cose in città, visto che ogni bici è di fatto un oggetto connesso a Internet con cui si interagisce via smartphone.

Per accogliere questi numeri, la città espanderà le piste ciclabili fino a 130 Km entro il 2021, dice il Sindaco Dario Nardella, in raccordo con l’attività delle Nuove Infrastrutture e Mobilità, guidata da Vincenzo Tartaglia, che ha illustrato negli incontri con GovEx le linee evolutive della mobilità sostenibile cittadina.

Un nuovo tipo di approccio

“C’è un posto molto vicino a casa mia dove la pista ciclabile si ferma nel nulla. Naturalmente non finisce in modo sensato, quindi gli automobilisti non sanno di non avere il diritto di passaggio.” Quasi ogni sera, quando un ciclo-corriere intervenuto all’incontro arriva a casa sua a Firenze, viene quasi investito da un’auto.

Per affrontare la sicurezza dei ciclisti di Firenze, GovEx e il Comune hanno deciso di analizzare gli incidenti in bicicletta e la loro correlazione con la struttura delle piste ciclabili e dei lavori stradali. Poiché ciò richiedeva dati e conoscenze provenienti da diversi dipartimenti e personale della città, è stato formato dal Direttore Generale Giacomo Parenti un gruppo di lavoro con rappresentanti dei dipartimenti di statistica, performance, polizia, mobilità e sistemi informativi. Era la prima volta che Firenze convocava un tale gruppo di lavoro interdipartimentale su questo tema, basando il lavoro su un’analisi dei dati secondo una metodologia consolidata e validata da GovEx.

Le analisi

Il gruppo di lavoro ha prodotto un rapporto (Report_Firenze_2017) analizzando gli incidenti che coinvolgono biciclette a Firenze tra il 2011 e il 2015. Il rapporto ha integrato i dati sugli incidenti con dataset geospaziali e transazionali, che descrivono il volume e il flusso dei passaggi locali in bici e lo stato della rete ciclabile. Tracciando gli incidenti su una mappa, si è stati in grado di identificare “punti di crisi” nei quali i ciclisti hanno maggiori probabilità di essere coinvolti in incidenti ed in cui lo sviluppo futuro delle infrastrutture potrebbe avere un impatto maggiore.

Si sono anche esaminate le caratteristiche degli incidenti, come la gravità della ferita, la vicinanza a una pista ciclabile, se l’incidente si è verificato in un passaggio pedonale o in un’intersezione di veicoli a motore. Questi dati hanno permesso al gruppo di esplorare ulteriormente il rapporto tra incidenti e piste ciclabili, ed ottenere prove aneddotiche convalidate che suggerivano in quali piste ciclabili un intervento di sicurezza avrebbe ottenuto più successo.

Open Data

La collaborazione analitica tra vari dipartimenti servirà da modello per i progetti futuri, permettendo al Comune di acquisire una più profonda comprensione dei fenomeni sociali e cittadini a Firenze, e comprendere dove le risorse e l’attenzione siano più necessarie basandosi sui dati. Inoltre, con le nuove, valide tecniche di misurazione e le fonti di dati utilizzate, il vasto programma di Open Data messo a disposizione dal Comune di Firenze ora incoraggia gli esperti di analisi dei dati delle città, le parti pubbliche interessate e gli studenti a esaminare attentamente sia i dati grezzi, che quelli dettagliati e georeferenziati, dice Gianluca Vannuccini, Dirigente del Servizio Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche e responsabile operativo, con Alessandra Barbieri, Dirigente del Servizio Euro Progettazione e Ricerca Finanziamenti di Firenze, del progetto What Works Cities su Firenze. Questo livello di impegno quantitativo è raro tra le città italiane e ha già migliorato il rapporto tra residenti e governo cittadino.

Condividere i risultati con i residenti.

Il Comune ha iniziato ad attuare decisioni operative sulla base dei risultati del rapporto, e contestualmente si è anche confrontato con le comunità locali per condividere i risultati con i residenti, inclusi i rappresentanti delle associazioni ciclistiche, delle organizzazioni di soccorso e dei media.

Incontro con la comunità di utenti per condividere i risultati dell’analisi

L’incontro della comunità – a cui ha partecipato anche GovEx portando un significativo contributo metodologico – è stato un momento importante per stabilire un terreno comune per la comprensione da parte dei residenti sul tema della sicurezza in bicicletta e di come potrebbe essere migliorata. Alessandra Barbieri, ha dichiarato: “Mettere i dati di fronte ai cittadini ha spostato la conversazione, è più proattivo e tutti sono meno difensivi. Stiamo partendo da un punto di intesa reciproco.”

Alcuni dei report hanno sorpreso la comunità del ciclismo. “Vedere questi dati demistifica molte notizie false sul ciclismo,” ha dichiarato un rappresentante della FIAB Firenze Ciclabile. “Ad esempio, la gente parla di incidenti tra pedoni e ciclisti come se fosse l’apocalisse, ma ora sappiamo che è solo la fonte del sei per cento degli incidenti”.

Suggerimenti dalla comunità di utenti

L’incontro è stato anche l’occasione per i partecipanti di suggerire al Comune come potrebbe migliorare la sicurezza stradale per tutti. La maggior parte dei partecipanti ha convenuto che l’istruzione e la segnaletica potrebbero mitigare molti rischi per la sicurezza.

Un socio della FIAB Firenze Ciclabile ha dichiarato: “Spesso le persone non sanno che cosa sia la corsia e come funziona. Manca l’istruzione per chi ha diritto di precedenza.” Ha proseguito dicendo che ci sono molti siti nei quali le piste ciclabili non sono chiaramente indicate, creando confusione su chi dovrebbe essere dove. “A volte sembra che non ci sia un incrocio dove invece ce n’era uno. Dovrebbero esserci investimenti nella segnaletica stradale e nelle scritte dipinte sul selciato.”

Il report ha anche confermato affermazioni come quelle emerse nell’incontro, individuando che il 30 percento degli incidenti avviene nei primi 100 metri di una pista ciclabile. I dati hanno anche permesso di capire che molti ciclisti sono coinvolti nell’incidente mentre cercano di raggiungere la pista, il che secondo Valentina Pierini, responsabile dell’ufficio della Direzione Mobilità e Nuove Infrastrutture per la Pianificazione, Trasporto Pubblico e Sicurezza Stradale, indica una forte domanda di uso di piste ciclabili.

Un rappresentante della Misericordia di Firenze condivide “muoversi in bici è il modo migliore per spostarsi a Firenze, ma come membro di una associazione di soccorso, sono molto preoccupato dei possibili incidenti. Se le persone camminano lungo la pista ciclabile, il ciclista è obbligato a spostarsi sulla carreggiata della strada. Dovremmo chiedere a tutti di rispettare le regole, raccomandando anche ai ciclisti di rimanere sulle ciclabili laddove possibile.” Il volontario della Misericordia ha anche richiamato la necessità di distinguere meglio la segnaletica fra marciapiedi pedonali e piste ciclabili.

Un significativo contributo è stato dato anche dall’Associazione Lorenzo Guarnieri, che ha partecipato all’incontro analizzando la metodologia utilizzata ed il report.

Migliorare l’Amministrazione

Dopo aver ascoltato le preoccupazioni dei residenti e raccolto i loro suggerimenti, i prossimi passi potranno essere:

  • Migliorare l’educazione sull’uso corretto della pista ciclabile
  • Installazione di segnali e segnaletica più chiara per le piste ciclabili
  • Chiarire gli ingressi e le uscite delle piste ciclabili entro almeno 100 metri
  • Coinvolgimento continuo di associazioni ciclistiche e altri soggetti.

In generale, ha affermato il socio della FIAB Firenze Ciclabile, l’analisi dei dati e il coinvolgimento della comunità ha creato un movimento importante, ed è stata un’esperienza illuminante. I dati ci raccontano la vera storia di cosa accade in città”.

Ciclisti sulle rive dell’Arno

Secondo Francesca Santoro, Direttore dell’Ufficio del Sindaco e coordinatore principale delle attività di coinvolgimento della comunità, questo è solo un punto di inizio di un approccio integrato fra dati e processi che sarà applicato anche su altri contesti o priorità dell’Amministrazione. Ad esempio, lo scorso settembre Firenze ha ospitato la Settimana Europea della Mobilità, con un forte apporto da parte di tutti gli utenti e le associazioni con cui si è collaborato con What Work Cities su Firenze.

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