il punto

Data center bocciati all’esame per Poli Strategici Nazionali: ecco perché

I risultati prodotti dal Censimento del patrimonio ICT della PA evidenziano i problemi metodologici della strategia per l’adozione del Cloud nella PA italiana. Per fare meglio, basterebbe guardare a cosa fanno le imprese e, soprattutto, smettere di calare le riforme dall’alto e pensare a creare una “rete” tra gli enti

31 Ott 2019
Stefano Bruscoli

Responsabile U.O. Sistemi Informativi & Statistica, Comune di Pesaro

DataCenter_MG_6336

I risultati prodotti dal Censimento del patrimonio ICT della PA rappresentano una débâcle su molti fronti e per svariati  motivi. Innanzitutto, una strategia “condivisa” per la migrazione al cloud della PA sarebbe  stata meglio dell’attuale approccio calato dall’alto, poco aderente alla realtà dei piccoli enti e che presenta diversi problemi metodologici che investono in primis la definizione dei criteri per la classificazione dei datacenter, la maggior parte dei quali non passano l’esame per diventare Poli Strategici Nazionali.

Per rendere più agevole l’attuazione della strategia indicata da Agid nel piano triennale per l’informatica nella PA si potrebbe allora creare una rete che in ogni Provincia consenta agli enti più piccoli di avere come riferimento il comune capoluogo e la Provincia medesima; questi ultimi enti poi con la relativa Regione completano il network.

Data center e poli strategici nazionali

Ma andiamo per ordine: ricordiamo anzitutto che quello della riduzione dei data center  con l’individuazione di Poli Strategici Nazionali e progressiva (e veloce!) migrazione sul Cloud di quelli di dimensioni minori è uno dei temi al centro del Piano Triennale ICT per la PA di AgID,  giunto alla seconda edizione, 2019-21.

Evento in presenza
SAP NOW, 20 ottobre | Sostenibilità e innovazione per un ecosistema digitale che rispetta il pianeta
Cloud
Datacenter

A passare sul cloud, secondo i dettami Agid, sarebbero immediatamente i data center classificati come tipo B (quelli che non garantiscono requisiti minimi di affidabilità e sicurezza) poi, a seguire, quelli di tipo A (con carenze organizzative e strutturali minori). Sul portale di AgID, dove viene presentato il nuovo Piano che sostituisce quello precedente 2017-19, l’adozione del Cloud per la PA italiana viene esplicitamente presentata come una importante novità della strategia del Piano medesimo.

Strategia corretta: finalmente una strategia verrebbe da dire.

Se una strategia da sola non basta

Ma le modalità attuative e quanto accaduto dopo il 30 novembre 2017, data di emanazione della Circolare n. 5, con la quale è stato avviato il Censimento del patrimonio ICT della PA, evidenziano che non sempre basta una strategia ma serve molto di più. Ad esempio, la condivisione dei processi che se calati così dall’alto, come spesso accade, non conducono a risultato alcuno.

Veniamo ai risultati prodotti dal Censimento del patrimonio ICT della PA, avviato dalla Circolare Agid n. 5/2017. Al censimento hanno partecipato 778 amministrazioni delle quali 153 hanno dichiarato di non possedere datacenter: 625 Amministrazioni, dunque, per un totale di 927 strutture censite.

Questo risultato evidenzia un primo grave problema metodologico della strategia.

Basta fare due conti per avere chiaro lo scenario devastante che ci si profila. L’art. 1 della Circolare n. 5/2017 definisce l’ambito di applicazione della medesima, evidenziando che per PA si devono intendere quelle di cui al comma 2 dell’art. 1 del D.Lgs. 165/2001 (qui il comma).

Capito quali sono, rimane da capire quante sono: ebbene, secondo questo portale, confrontando diverse statistiche, includendo PAL, PAC, Sanità e scuole si arriva a 55 mila.

Se prendiamo come riferimento questo numero si ha lo sconfortate risultato che la percentuale che si ottiene è di poco sopra l’1,4%.  Anche provando ad essere più magnanimi e considerando 8000 comuni, 100 provincie 20 regioni un po’ di ministeri, ovvero circa 10000 Enti, non si ottiene una grande percentuale.

Un tema così rilevante, come quello dell’infrastruttura digitale, in questo ultimo elenco di Enti, ovvero l’ossatura Amministrativa del Paese, che riscuote questo livello di attenzione deve indurci ad una profonda riflessione. Disinteresse? Incompetenza? Disinformazione? Altro? Una di queste situazioni oppure un mix di esse hanno prodotto questo risultato.

Sulla disinformazione vale la pena di segnalare che importanti Comuni dell’Emilia-Romagna non sapevano nulla circa la scadenza prefissata per la compilazione online del questionario. Siccome la mancata partecipazione al Censimento comportava automaticamente la classificazione nella tipologia B viene da pensare male.

Quanto sopra merita e meritava una profonda riflessione che non mi risulta esserci stata.

I criteri per la classificazione dei datacenter

Ma procediamo, pronti per un’altra sorpresa?

Nel mese di Giugno 2019 esce la Circolare n. 1 di AgID dove vengono definiti i criteri per la classificazione dei datacenter (Polo Strategico, Tipo A oppure Tipo B, come previsto dal Piano Triennale).

Molto discutibile la metodologia: indicare la griglia di classificazione prima senza avere definito i criteri per classificare l’appartenenza delle strutture alle singole categorie della griglia medesima.

I datacenter italiani: “tutti bocciati”

Ma quello che troviamo scritto nei criteri è ancora più sconcertante: l’asticella è talmente alta che datacenter importanti (sistemi Regionali, ad esempio, ma moltissimi capoluoghi di Provincia, Pesaro incluso) vengono classificati nella tipologia B, l’ultima della scala, quelli che dovranno provvedere alla dismissione immediata. Questo a causa del fatto che i requisisti richiesti per la classificazione di Tipo A non sono molto dissimili da quelli per la classificazione a Polo Strategico: viene ad esempio richiesta la certificazione ISO 27001, il presidio H24.

E’ come se in una classe dove gli studenti per la maggior parte sono quasi sempre assenti, con capacità a malapena a far di conto, il Professore impartisse il compito di matematica con la risoluzione di un integrale curvilineo e di una equazione differenziale.

Viene quasi il dubbio che tutta l’operazione sia voluta e pensata per portare la PA Italiana sul Cloud perché va di moda, a prescindere, senza neanche preoccuparsi minimamente di verificare effetti negativi (lock-in ad esempio, ma qui si apre un altro tema). Senza neanche pensare cosa sta facendo il mondo delle imprese: sta andando sul Cloud, con attenzione, verificando i costi (che ad esempio per servizi IaaS sono ancora alti) ma facendo attenzione agli investimenti fatti fino ad oggi on-premise.

Vorrei evidenziare che questa modalità operativa fa perdere a tutto il progetto la dignità di strategia che per essere tale deve essere conosciuta e condivisa; sembrerebbero mancare entrambi i requisiti nel caso de quo. Se si insisterà con questo approccio top-down (calato dall’alto) non si produrrà nessun risultato.

Cloud first sì, ma non solo

Ribadisco che sono assolutamente d’accordo con la strategia Cloud first, ma aggiungo but not only! (a seguire documenterò meglio questa ultima parte, ovvero non solo cloud!).

Per il Comune di Pesaro abbiamo avviato da tempo l’uso del Cloud, il datacenter on-premise è già pronto a collegarsi e a migrare la totalità dei server in hosting; il nostro file system diversi Terabytes di dati sono in backup sul Cloud con una copia settimanale, una mensile e una annuale. Utilizziamo sistemi di storage che archiviano on-premise i dati “caldi” e su cloud quelli “freddi” ovvero meno utilizzati, garantendo il backup di entrambi con lunghi periodi di conservazione. Questo per dire che non sono certo le novità a spaventarci.

Perché non solo cloud? Perché per una organizzazione di dimensioni rilevanti come sono ad esempio la generalità dei Capoluoghi di Provincia, con molte postazioni di lavoro e con un modello di Desktop Remoto per gestire tutta la parte di office automation, il rinunciare completamente ad un datacenter costa ancora troppo, sia in termini di connettività che in termini di risorse computazionali sul Cloud. Per una esecuzione veloce ed efficace serve ancora un sistema di remotizzazione del desktop e archiviazione del file system in una server farm in locale, contenuta e limitata, ma essa è comunque un datacenter.

Un approccio dal basso per risultati migliori

Detto ciò, tornando ai datacenter e al cloud così come declinati dal Piano Triennale, ritengo che un approccio diverso dal basso, bottom-up, possa dare risultati migliori.

Come? Classificando correttamente le diverse realtà esistenti sul territorio. E’ chiaro che un comune di 1000 abitanti, ad esempio, con il “server” (troppa grazia: spesso parliamo di pc assemblati con un solo alimentatore e neppure un raid sullo storage!) nell’anticamera del bagno senza rack e condizionamento, rappresenta un livello diverso da quello di un Comune Capoluogo di Provincia con una soluzione funzionante di BCDR (Bussiness Continuity Disaster Recovery) pur privo di certificazione ISO 27001 come lo sono molti datacenter Regionali.

Quindi giusta la griglia di classificazione del Piano Triennale, sbagliati i criteri.  

Una “rete” per una strategia condivisa

Ma oltre a questo esistono nei territori degli Enti che possono fare da riferimento per i più piccoli e relazionarsi con quelli più grandi? La risposta è certamente sì. Si può costruire una rete che in ogni Provincia consenta agli Enti più piccoli di avere come riferimento il Comune Capoluogo e la Provincia medesima; questi ultimi Enti poi con la relativa Regione completano il network.

Con questo modello si può pensare che la strategia sia intanto conosciuta e condivisa. Poi l’attuazione, per gradi, deve preoccuparsi delle realtà più piccole e fragili e quindi a maggiore rischio (perdita di dati, attacchi informatici, ecc) utilizzando i datacenter regionali e/o Comune Capoluogo e Provincia dove già esistono infrastrutture importanti che ancora non hanno terminato il loro periodo di ammortamento e non devono essere sostituite per  obsolescenza nell’immediato.

Non dimentichiamoci che il cloud non è gratis e gli investimenti fatti fino ad oggi non vanno buttati fino a che non abbiano finito la loro vita.

Un’ultima riflessione sul cloud: da un primo approccio in cui era consentito solo l’uso di SPC Cloud, Convenzione CONSIP (approccio che ritengo sbagliato) si assiste ora ad una apertura generalizzata: sono state accreditate come Service Cloud Provider molte Software House. Questo approccio lo ritengo ancora peggiore del primo: qualcuno si ricorda ancora quando venivano scritti fiumi di parole sul lock-in?

17 novembre, milano
Spalanca le porte all’innovazione digitale! Partecipa a MADE IN DIGItaly
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati