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Stato dell'arte

Ecosistema digitale E015, cos’è e come si sviluppa con Regione Lombardia

Lo stato dell’arte di E015, ambiente digitale di cooperazione, pensato per lo sviluppo di applicazioni software integrate pubbliche e private. Nato con Expo Milano 2015, continua a crescere sotto l’egida della Regione. Ecco in che modo e con quali risultati

06 Apr 2018

Maria Rosa Marchetti

Sistemi Informativi e ICT Regione Lombardia

Marco Ogliari

Sistemi Informativi e ICT Regione Lombardia

Fabio Scialpi

Sistemi Informativi e ICT Regione Lombardia


A due anni e mezzo circa dalla conclusione dell’Esposizione Universale EXPO Milano 2015 è opportuno un bilancio su uno dei lasciti di EXPO, seppur immateriale: l’Ecosistema Digitale E015.

E015: cos’è e come sta andando, i numeri

E015- Ecosistema digitale è un ambiente digitale di cooperazione aperto, competitivo, non discriminatorio e concorrenziale per lo sviluppo di applicazioni software integrate. E’ nato dalla volontà delle associazioni di imprese (Confindustria, CCIAA di Milano, Confcommercio, Assolombarda e Unione del Commercio) con il coordinamento scientifico di Cefriel, per offrire un progetto digitale al territorio che, con Expo, si apprestava ad accogliere l’elevato numero di turisti. A partire dalla chiusura dell’evento espositivo è stato preso in carico direttamente da Regione Lombardia.

L’obiettivo di Regione è stato quello di utilizzare E015 quale strumento per la realizzazione di nuovi servizi digitali, basandosi sull’idea centrale dell’ecosistema di offrire un ambiente di cooperazione “regolamentata” per lo scambio di flussi informativi tra attori del territorio, sia pubblici che privati.

In termini esclusivamente quantitativi in questi due anni e mezzo E015 è cresciuto e sta continuando a crescere: i flussi E015 disponibili a catalogo sono ora 153 con un incremento del 40%, le soluzioni per gli utenti finali realizzate con l’integrazione dei flussi E015 sono raddoppiate arrivando a 76, gli aderenti hanno superato i 600 soggetti e soprattutto sono 359 le interconnessioni digitali attivate nella comunità.

Quindi, l’ecosistema E015 gode di buona salute anche dopo l’evento come motivo della cooperazione. La crescita dei numeri sembra confermare la qualità del progetto ma ancora di più la disponibilità e l’interesse dei soggetti pubblici e privati del territorio a costruire relazioni di collaborazione digitale e la loro crescente consapevolezza a rendere accessibile il proprio patrimonio informativo attraverso le regole di E015. Elemento abilitante dal punto di vista tecnologico sono le API (Application Programming Interface) la cui predisposizione, pubblicazione e utilizzo è regolamentata dalle linee guida operative e dai processi propri di E015.

Ma se non siamo ancora arrivati al punto auspicato dal professor Carlo Alberto Carnevale Maffè della SDA Bocconi di Milano durante il convegno su E015 del febbraio 2017 “Ecosistema E015: Collaborare, Condividere, Competere”, per cui si dovrebbe arrivare a un ipotetico “art. 1 bis della Costituzione italiana: l’Italia è una repubblica fondata sugli ecosistemi digitali”, è sicuramente vero che E015 rappresenta il primo esempio – concreto e misurabile – di quel concetto di ecosistema diventato una componente essenziale del modello di riferimento che AGID propone nel Piano triennale per l’Informatica della Pubblica Amministrazione 2017-2019.

Il ruolo di Regione Lombardia per E015

Nell’ecosistema E015, proprio come negli ecosistemi in natura, i ruoli dei diversi soggetti si sono modellati in funzione della relazione con gli interlocutori e anche il ruolo svolto dall’istituzione regionale ha interpretato diverse responsabilità:

  • sul fronte della gestione interna del sistema informativo le diverse strutture di Regione Lombardia hanno dovuto convincersi ad aprire gradualmente le proprie banche dati, raggiungendo così nuovi modelli di trasparenza e favorendo l’innovazione dei servizi per i cittadini. Da questo punto di partenza stiamo lavorando per realizzare un catalogo interno delle API disponibili;
  • in termini di progettualità che richiedono la cooperazione fra gli stakeholder del territorio, E015 è diventato il modello di riferimento per la governance e l’integrazione di diverse fonti informative: ad esempio, con il “cruscotto emergenze” per condividere con gli operatori della sicurezza una vista real-time integrata; oppure nel caso dell’ Accordo Aria per condividere le informazioni sull’inquinamento atmosferico e le relative limitazioni alla circolazione degli autoveicoli fra le regioni del bacino padano del Po;
  • nell’ambito più strettamente istituzionale Regione Lombardia ha promosso la legge n. 15 del 26/5/2017 in base alla quale i soggetti che ottengono finanziamenti regionali dovranno restituire le informazioni digitali nella comunità di E015 secondo un approccio “Digital First”;

Il ruolo dei privati per E015

Ma ancora più interessante è il ruolo svolto da altri soggetti, in particolare dai privati, che con creatività hanno saputo trarre e restituire vantaggi agli altri aderenti di E015. A partire dalle diverse soluzioni integrate realizzate dagli operatori dell’infomobilità e del turismo, fino ad arrivare a start up che hanno trovato in E015 la fonte informativa per costruire nuovi soluzioni o a importanti società che hanno riposizionato la loro offerta integrando in modo innovativo flussi E015 e restituendo a questi ultimi maggior visibilità.

Le difficoltà in E015

A questo punto del percorso è corretto citare alcune difficoltà riscontrate. Date le molteplici opportunità di declinazione di E015 è stato necessario far evolvere in continuazione la modalità di illustrazione dell’iniziativa e dei potenziali benefici per trovare “il giusto racconto su E015” in modo da superare una narrazione a volte troppo semplicistica e a volte troppo tecnologica che non aiutava gli interlocutori a cogliere opportunità e vantaggi; anche perché ogni soggetto, a seconda del proprio ruolo e del proprio settore, può interpretare l’ecosistema e trarne un beneficio differente.

E’ giusto sottolineare, tra gli aspetti da sviluppare con più vigore nell’immediato futuro, quello di un maggior confronto e dibattito con gli organismi centrali e le altre regioni, organizzazioni tutte impegnate a trovare forme di integrazione più economiche ed efficaci e per le quali il modello e l’esperienza E015 possono offrire un contributo.

I prossimi passi

Anche se sono passati due anni e mezzo dalla “presa in carico” di E015 da parte di Regione Lombardia, l’esperienza non si esaurirà di certo a breve termine. L’attuale Convenzione che regola E015 estende gli accordi con le associazioni di categoria almeno fino al 2021. Regione Lombardia ha già definito un piano di attività per il 2018 che, con l’aiuto di Cefriel e di Lombardia Informatica, prevede un potenziamento e industrializzazione degli strumenti di accesso a E015 affinché l’ecosistema diventi sempre più un reale servizio pubblico che la Regione offre per la competitività del territorio. Ma non solo. Regione Lombardia ha individuato nuovi ambiti di intervento su cui puntare e ha un programma di promozione e diffusione sul territorio lombardo. Tutto questo perché l’esperienza di Regione Lombardia dimostra che E015 e più in generale gli ecosistemi digitali rappresentano la svolta per la digitalizzazione del territorio creando nuove opportunità per il mondo delle imprese, per la pubblica amministrazione e per tutti i cittadini.

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