Vademecum

CIE – Carta d’identità elettronica, tutti gli usi e come scegliere il provider

La Carta d’identità elettronica non è solo un documento di identità, ma uno strumento che consente l’accesso a numerosi servizi digitali: per valorizzare al meglio il suo potenziale, è utile approfondire di cosa si tratta e come ottenerla

23 Giu 2022
CIE

Garantire l’accesso ai servizi digitali in modo sicuro, semplice e rapido: la CIE – Carta d’identità elettronica è la soluzione di identità digitale che consente un approccio più efficiente ai servizi della pubblica amministrazione. Ma l’efficacia di questo standard non si limita all’ambito pubblico, in quanto le sue caratteristiche lo rendono uno strumento utile anche per ottimizzare i processi di onboarding in ambito privato, in particolare in quei settori dove è fondamentale tutelare la riservatezza delle informazioni, come quello bancario o quello assicurativo. Per capire tutti i vantaggi della CIE, è utile approfondire di che cosa si tratta, come funziona e come utilizzarla al meglio.

Che cos’è la CIE e come funziona

Semplificando, l’uso primario della CIE è quello del documento d’identità delle persone con cittadinanza italiana. La carta d’identità elettronica infatti può essere chiesta in sostituzione della carta d’identità tradizionale, alla scadenza di questa o in caso di deterioramento, furto o perdita. Serve quindi principalmente come documento identificativo, che riporta i dati anagrafici del soggetto titolare, come nome e cognome, residenza e data di nascita. Al 10 giugno 2022, come mostrato sul portale istituzionale dedicato alla CIE, erano 28.848.424 le carte elettroniche attivate.

A differenza della carta d’identità tradizionale, la CIE dispone di un microchip contactless che, grazie all’integrazione nei portali online PA del sistema di identificazione denominato “entra con CIE”, consente l’accesso a numerosi servizi digitali. Ricordiamo infatti che dal primo ottobre 2021 sono state dismesse le credenziali dei vari siti PA, si può accedere solo con identità digitale e dunque, appunto, CIE o SPID o Carta nazionale dei servizi. L’obiettivo è rendere migliore, nonché più semplice, il rapporto tra utenti e pubblica amministrazione. Con la CIE, i cittadini potranno utilizzare un’unica soluzione per accedere a diversi servizi, senza dover cambiare credenziali per ogni portale. Questo è possibile anche a livello europeo, grazie al progetto del “nodo eIDAS italiano”, come spiegato sempre sul sito istituzionale di CIE.

Si può utilizzare la CIE sia da computer che da smartphone, servendosi del PIN a otto cifre che vengono assegnate in parte al momento della richiesta per ottenere la CIE e in parte al momento in cui il documento viene consegnato. L’autenticazione funziona in questo modo:

  • collegando al computer un lettore di smart card contactless con software CIE
  • tramite l’app CieID su smartphone
  • utilizzando sia computer che smartphone, tramite modalità desktop ma servendosi dell’app CieID.

A quali servizi si può accedere con la CIE

Con la CIE è dunque possibile accedere a numerosi servizi di diverse pubbliche amministrazioni, purché gli enti abbiano integrato il sistema, tra queste l’Agenzia delle Entrate, il portale INPS per i servizi online, per esempio per fare le domande per ottenere i bonus del Governo o per verificare la propria situazione contributiva, ma anche per accedere alle aree personali del Comune di residenza, presentare richieste e istanze.

Sebbene impiegata in tanti servizi PA online, la Carta d’identità elettronica tuttavia, così come SPID, non trova applicazione solo in relazione ai servizi pubblici. In ambito privato è infatti possibile gestire tramite identità digitale gli accessi a numerosi servizi. In particolare, la CIE e SPID possono essere utili per le attività di onboarding:

  • nel settore bancario e finanziario
  • in quello assicurativo
  • energia e utility
  • Telecomunicazioni
  • Real Estate.

Questo perché la CIE offre un alto livello di sicurezza ed essendo riconducibile in modo univoco al proprio titolare riduce il rischio di illeciti come furto di identità, sostituzione di persona, oppure può scongiura il pericolo di accessi non autorizzati alle proprie aree private ed evitare problemi di data protection. Offrire quindi l’accesso ai propri servizi tramite CIE rende:

  • più sicuro il processo e, di conseguenza, rende compliant la realtà aziendale che adotta questa soluzione;
  • più semplice e veloce l’iter di accesso e gestione delle pratiche, in quanto non si dovranno creare credenziali apposta ma si userà la stessa chiave utilizzata per l’accesso ai servizi PA. Inoltre i processi possono essere gestiti interamente da remoto, senza bisogno di recarsi di persona agli sportelli;
  • più efficiente il flusso di informazioni e di lavoro, con ripercussioni positive sull’intera customer experience: per esempio i dati possono essere gestiti automaticamente, senza attività di data entry.

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Come scegliere il provider per la CIE

Per adottare il sistema di accesso tramite CIE nella propria realtà aziendale però, è fondamentale individuare un partner tecnologico che offra il servizio garantendo la massima aderenza alle normative e alle regole tecniche del sistema della carta d’identità elettronica. Il mercato offre diverse soluzioni, per cui è importante tenere a mente alcuni aspetti nel momento in cui si valuta la scelta del proprio fornitore del servizio:

  • In primis, verificare che il provider sia autorizzato dal Ministero dell’Interno all’impiego della carta d’identità elettronica nei propri servizi. Non si tratta di un aspetto marginale, in quanto a giugno 2022 erano ancora pochissimi i provider accreditati dal Ministero per integrare tale servizio: solo quattro.
  • Consenta l’utilizzo del sistema senza dover scaricare software particolari o svolgere installazioni complesse.
  • Offra servizi tailor made, personalizzati per le esigenze di ogni specifico settore.
  • Abbia esperienza sufficiente per conoscere ogni aspetto della attività di onboarding e conosca i fronti critici che la digitalizzazione può aiutare a superare.

Contributo realizzato in collaborazione con Intesa (a Kyndryl Company)

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