L'ANALISI

Innovazione in Europa, la necessità di uno sviluppo bilanciato

European Innovation Scoreboard e Regional Innovation Scoreboard permettono di fare il punto sullo stato dei sistemi di innovazione nazionali e regionali, con molti paesi con grandi differenze interne e una evidenza su tutte: nei leader dell’innovazione tutte le dimensioni innovative sono state sviluppate in modo bilanciato

26 Lug 2021
Nello Iacono

Coordinatore Coalizione Nazionale Repubblica Digitale - Dipartimento per la trasformazione digitale

European Innovation Scoreboard 2018

La recente pubblicazione dell’European Innovation Scoreboard (EIS), insieme al Regional Innovation Scoreboard (RIS) consente una riflessione generale sullo stato dell’innovazione in Europa e sulle sue caratteristiche di evoluzione e di criticità.

In estrema sintesi, dai rapporti si evidenzia un’Europa con una buona e costante progressione dal 2014 ad oggi e un panorama regionale che in molti grandi Paesi (Francia, Germania, Italia) vede differenze notevoli tra le regioni più innovative e quelle più in difficoltà su questo terreno. Il che denota la presenza di esperienze e di realtà di successo di riferimento (e quindi la presenza, nello specifico Paese, della capacità di innovare) e insieme la criticità che si affronta nell’agire con efficacia su tutto il territorio (e quindi criticità relativa alla capacità di governo e di gestione del cambiamento). Con una costante in evidenza: le regioni e i paesi “leader dell’innovazione” lo sono in tutte le dimensioni di sviluppo.

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Lo European Innovation Scoreboard 2021

Nell’edizione di quest’anno dell’EIS sono considerati anche nuovi indicatori, in linea con gli indirizzi delle politiche UE, come ad esempio gli indicatori che misurano la digitalizzazione (diffusione della rete e presenza di competenze digitali), la sostenibilità ambientale e sociale e gli incentivi alla ricerca. Lo scoreboard, che ha un ambito e uno scopo di misurazione ampio sullo stato dell’innovazione nei Paesi, è molto significativo e utile anche se ha diverse aree di miglioramento sia dal punto di vista della definizione (si potrebbe operare una valutazione differenziata tra gruppi di indicatori che misurano le condizioni dell’innovazione e quelli che ne misurano l’effettiva presenza) e dal punto di vista delle modalità di misurazione (diversi indicatori sono basati su survey che richiedono una consapevolezza significativa del concetto di innovazione), Inoltre, alcuni dati purtroppo non sono tutti disponibili a livello regionale e alcuni indicatori risultano aggiornati al 2018. Infine, sarebbe auspicabile un’integrazione esplicita con indici specifici come il DESI (Digital Economy and Society Index).

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Dal rapporto del 2021 emerge un aumento significativo dell’indice di innovazione medio della UE, migliorato del 12,5% dal 2014.  Nel confronto internazionale in media i paesi dell’UE raggiungono risultati migliori di paesi come Cina, Brasile, Sud Africa, Russia e India, mentre Corea del Sud, Canada, Australia, Stati Uniti e Giappone hanno risultati migliori rispetto all’UE.

In media l’UE ha migliorato le sue prestazioni nella maggior parte delle dimensioni dell’innovazione dal 2014, in particolare nella penetrazione della banda larga e nell’innovazione delle imprese e nell’ecosistema di supporto (es. venture capital). Solo nelle risorse intellettuali le prestazioni sono diminuite, a causa di prestazioni inferiori sia nelle domande di brevetto che in quelle di design applicativo.

La Svezia continua a essere il leader dell’innovazione dell’UE, seguita da Finlandia, Danimarca e Belgio, tutte con prestazioni di innovazione ben al di sopra della media dell’UE (il Belgio è entrato in questo gruppo in questa rilevazione).  Questi fanno parte del gruppo degli Innovation leader, mentre i “forti innovatori” includono tra gli altri Paesi Bassi, Germania e Francia ed Estonia (nuovo ingresso nel gruppo), gli “innovatori moderati” includono invece Italia, Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca e Grecia, mentre nell’ultimo gruppo degli “Innovatori emergenti” sono la gran parte dei paesi dell’est Europa.

È da rilevare che cinque paesi dell’UE hanno registrato un miglioramento dell’indice composito di circa 25 punti percentuali: Cipro, Estonia, Grecia, Italia e Lituania. Questo è segnale di una situazione in evoluzione verso la riduzione del divario di innovazione tra i paesi: se si valutano i dati in tendenza, infatti, i paesi con prestazioni inferiori crescono più rapidamente di quelli con prestazioni migliori. L’Italia, in particolare, ha performance regionali tutte in forte crescita rispetto al 2014 ma con livelli di innovazione ancora molto eterogenei al proprio interno. I punti di forza nell’innovazione italiana sono dalla presenza di innovatori nelle imprese, dagli impatti sull’occupazione, dagli indici sulla sostenibilità ambientale.

Il Regional Innovation Scoreboard 2021: una panoramica

Il Regional Innovation Scoreboard (RIS), che accompagna ogni due anni l’EIS,  fornisce una valutazione comparativa delle prestazioni dei sistemi di innovazione in 240 regioni di 22 Stati membri dell’UE, Norvegia, Serbia, Svizzera e Regno Unito. I parametri di riferimento dell’innovazione regionale sono meno frequenti e meno dettagliati a causa di una minore disponibilità di dati sull’innovazione a livello regionale.

Seguendo la logica dell’EIS, in cui i paesi sono classificati in quattro gruppi di prestazioni dell’innovazione, le regioni europee sono state classificate in Leader dell’innovazione regionali (38 regioni), Innovatori forti regionali (67 regioni), Innovatori moderati regionali (68 regioni) e Innovatori emergenti regionali (67 regioni). Dieci paesi hanno regioni in più di due diversi gruppi di prestazioni. Per una classificazione più dettagliata ciascun gruppo è stato inoltre articolato in tre sottogruppi.

Analizzando i risultati, si rileva che ben 14 paesi hanno regioni in quattro o più sottogruppi di prestazioni differenti, evidenziando una significativa differenziazione interna.

Le regioni che rientrano nel primo gruppo, dei leader dell’innovazione, ottengono i migliori risultati su quasi tutti gli indicatori, in particolare su quegli indicatori che misurano le prestazioni del loro sistema di ricerca e innovazione aziendale. Sono superati dagli “Innovatori Forti” su tre indicatori, di cui due misurano le attività di innovazione più strettamente legate all’adozione delle tecnologie esistenti. Tutti i leader regionali dell’innovazione appartengono a paesi identificati come leader dell’innovazione o come innovatori forti nell’EIS 2021 e la maggior parte degli innovatori moderati ed emergenti regionali appartiene a paesi identificati come innovatori moderati ed emergenti nel quadro di valutazione dell’innovazione europea 2021.

Sono però presenti delle “aree di eccellenza” regionali, con valori molto al di sopra della media nazionale, di solito corrispondenti alle aree territoriali delle capitali, sia in diversi paesi innovatori moderati (Praga nella Repubblica Ceca, Attica e Cretai in Grecia, Paesi Baschi e Madrid  in Spagna, Emilia-Romagna in Italia) che anche in alcuni Paesi “Innovatori emergenti” (Budapest in Ungheria, Varsavia in Polonia, Bratislava in Slovacchia e Belgrado in Serbia).

Le differenze tra le Regioni

La regione più innovativa in Europa secondo il RIS è quella di Stoccolma in Svezia, seguita da Helsinki-Uusimaa in Finlandia e l’Alta Baviera in Germania. Hovedstaden (la regione che include Copenaghen) in Danimarca è al quarto posto e Zurigo in Svizzera è al quinto posto.

Per 225 regioni su 240,, le prestazioni relative all’innovazione sono migliorate nel tempo, mentre sono diminuite solo per 15 regioni, comprese quattro regioni in Francia (tra cui Normandia e Borgogna), tre ciascuna in Danimarca e Germania (tra cui Treviri nell’area Renania Palatinato), due in Romania e una ciascuna in Repubblica Ceca, Slovacchia e Svizzera.

Le prestazioni relative all’UE sono aumentate per tutte le regioni di Belgio, Croazia, Finlandia, Lituania e Norvegia e per tutte le regioni tranne una in Grecia e in Italia, mentre sono diminuite per tutte le regioni di Austria, Bulgaria, Danimarca, Francia, Irlanda, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia e per tutte le regioni tranne una in Ungheria e Svizzera.

  • Secondo il rapporto “I risultati suggeriscono che le prestazioni dell’innovazione sono aumentate maggiormente a causa dell’aumento delle prestazioni in quegli indicatori che misurano le attività di innovazione nel settore aziendale, con i risultati nel tempo calcolati utilizzando la stessa metodologia”. Nel tempo, c’è stato pertanto un processo di convergenza nelle prestazioni regionali con differenze decrescenti tra le regioni. Ma ancora consistenti.

Se consideriamo i paesi più popolosi come Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e Italia, dal RIS rileviamo come le regioni si collochino in almeno tre diversi gruppi:

  • le regioni della Germania ricadono nei primi tre gruppi (leader dell’innovazione, forti innovatori, innovatori moderati) avendo nel primo gruppo le regioni con le città maggiori (come Berlino, Monaco, Colonia) e le città sedi di grandi aziende (come Karlsruhe), e nell’ultimo gruppo molte regioni della Bassa Sassonia ;
  • le regioni della Francia ricadono in tutti e quattro i gruppi, con differenze sostanziali tra loro. Ad esempio la regione di Parigi (leader) ha un punteggio per l’indice di innovazione circa triplo rispetto a quello della Corsica (innovatore emergente);
  • le regioni della Spagna ricadano negli ultimi tre gruppi ( forti innovatori, innovatori moderati, innovatori emergenti) avendo nel primo gruppo regioni con le città maggiori (come Madrid, Bilbao), e nell’ultimo gruppo molte regioni con economie meno dinamiche come Estremadura e Andalusia, mentre la Catalogna risente di dati non favorevoli rispetto agli indicatori sulle PMI;
  • le regioni italiane ricadono negli ultimi tre gruppi, con l’Emilia-Romagna che si rileva come regione italiana più innovativa e con uno dei migliori trend evolutivi in Europa rispetto al 2014. Tra i forti innovatori troviamo anche Lazio (in sintonia con gli altri paesi, la regione della capitale), Lombardia, Provincia di Trento, Friuli Venezia Giulia, Toscana, con una distanza significativa rispetto alle regioni dell’ultimo gruppo. Ad esempio l’indice di innovazione dell’Emilia-Romagna è più elevato di oltre il 60% rispetto a quello della Valle d’Aosta, ultima regione italiana.

Riflessioni e auspici

L’analisi correlata dei rapporti 2021 dell’EIS e del RIS evidenzia come un alto livello di innovazione venga raggiunto sempre attraverso un sistema di innovazione nazionale capace di registrare alte prestazioni in modo bilanciato su tutte le dimensioni di analisi (e di sviluppo). Il bilanciamento e l’organicità sono, così, condizioni essenziali per lo sviluppo di un maturo sistema di innovazione. EIS e RIS sono, in questo contesto, certamente utili per l’individuazione delle dimensioni chiave sulle quali è importante, per i Paesi, un “adeguato livello di investimenti pubblici e privati”, come sottolinea il rapporto del RIS. Si tratta delle dimensioni dell’educazione, della ricerca, dello sviluppo delle competenze, dello sviluppo di partnership tra aziende e università, della costruzione di un ambiente favorevole all’innovazione, includendo sia fattori infrastrutturali hard come la banda larga sia soft come la cultura e le competenze. E questo risultato ha una forte conseguenza: la spinta efficace per lo sviluppo dell’innovazione può avvenire solo in presenza di un quadro organico di politiche e strategie, per il quale un approccio globale e multistakeholder diventa condizione fondamentale.

Un auspicio, infine, sull’evoluzione dell’EIS: sarebbe auspicabile il potenziamento progressivo di un’infrastruttura metodologica che consenta di correlare tra loro le buone pratiche e le politiche europee in un percorso di costruzione di un modello di maturità dei sistemi di innovazione, basato sulla valutazione della loro efficacia. Utile guida per le azioni nazionali, luogo di raccordo e di confronto dei sistemi di innovazione nazionali nel contesto europeo.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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