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ISTAT: “Così migliorerà il nostro censimento grazie ad ANPR”

ANPR e ISTAT lavoreranno sempre più a contatto su un più evoluto sistema di revisione delle informazioni anagrafiche con grossi risparmi economici. La prova dalle prime tornate censuarie tra 2018 e 2021. Prevista una progressiva convergenza tra ANPR e censimento che impatterà su programmazione, gestione e servizi

Pubblicato il 07 Dic 2017

Saverio Gazzelloni

Direttore Direzione centrale per la raccolta dati - ISTAT

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L’ANPR e il censimento permanente della popolazione sono due innovazioni fondamentali per il Paese. La centralizzazione in un’unica banca dati delle circa 8.000 anagrafi comunali e la trasformazione delle operazioni censuarie da decennali ad annuali avranno infatti importanti ripercussioni sulla conoscenza necessaria alla programmazione e alla gestione del territorio.

La centralizzazione del contenuto delle anagrafi comunali e delle procedure di aggiornamento comporta importanti incrementi della qualità delle informazioni relative alla popolazione residente (basti pensare alla gestione dei trasferimenti di residenza non più gestiti in due Anagrafi diverse, ma trattati unicamente come una mutazione anagrafica nell’ambito di un unico DB centralizzato), e renderà numerosi servizi ai cittadini e alle Istituzioni che necessitano di tali informazioni.

Il censimento permanente, d’altra parte, non sarà più effettuato porta a porta presso tutta la popolazione, ma combinerà rilevazioni campionarie (realizzate in circa 1.100 Comuni tutti gli anni e in 1.700 Comuni che ruoteranno annualmente) con lo sfruttamento intensivo di archivi amministrativi – coerentemente alle indicazioni che emergono dal contesto normativo europeo. Produrrà più informazione riducendo il disturbo statistico, fornirà dati di natura censuaria (e non campionaria) con maggiore continuità e consentirà anche un notevole risparmio di risorse economiche.

Tra gli attori istituzionali che interagiscono con ANPR, l’ISTAT riveste un ruolo particolare: non è solo utente di ANPR, dal momento che, unitamente al Ministero dell’Interno, svolge funzioni specifiche in ragione dei compiti di vigilanza anagrafica che il Regolamento anagrafico gli assegna.

In linea generale, le intersezioni tra ANPR e ISTAT sono numerose: il Ministero dell’Interno e l’ISTAT definiscono standard e indicatori finalizzati a monitorare la qualità dei dati nella fase di subentro in ANPR; ANPR rende disponibili all’ISTAT i dati di stock e flusso, acquisiti storicamente dai singoli Comuni, presenti in Anagrafe Nazionale e necessari alla produzione delle statistiche ufficiali sulla popolazione, nel rispetto di normative nazionali e internazionali, così come specificato nel DPCM 194/2014. Inoltre, le operazioni di censimento permanente usufruiranno di ANPR in fase di input, favorendo la reingegnerizzazione su base individuale della contabilità demografica, e restituiranno informazione ad ANPR in fase di output, prefigurando un più evoluto sistema di revisione permanente delle informazioni anagrafiche.

Questo ultimo punto è particolarmente importante e merita una riflessione a parte.

Tradizionalmente ogni dieci anni, in occasione del censimento della popolazione, si sono dovute confrontare 3 diverse quote di popolazione: a) quella presente nelle Anagrafi comunali, b) la popolazione censuaria e c) quella calcolata dall’ISTAT sommando alla precedente popolazione censuaria i dati di flusso raccolti con continuità dai Comuni nell’intervallo tra i due censimenti. L’ISTAT, sulla base di questo confronto, ha prodotto ogni dieci anni la cosiddetta “popolazione legale” che dava il via alle operazioni post-censuarie di revisione anagrafica. In questa fase i Comuni hanno dovuto verificare i risultati e, conseguentemente, confermare la presenza o la cancellazione di ogni cittadino dalla lista anagrafica. Il censimento, in sintesi, è sempre stato un fattore fondamentale per la “pulizia” delle Anagrafi e, quindi, per la “buona tenuta” delle stesse.

L’ANPR e il censimento permanente non modificano l’aspetto di fondo di questo sistema, il processo e la necessità della revisione anagrafica (peraltro esaurientemente normati) rimangono gli stessi. Ciò che cambia è la qualità dei processi e dei prodotti, di fatto potenzialmente molto superiore.

Sulla base dell’accordo siglato tra Ministero dell’Interno e ISTAT nel mese di dicembre del 2016, ANPR fornirà a ISTAT tutte le variazioni e mutazioni anagrafiche in tempo reale, prefigurando così la possibilità di un aggiornamento della cosiddetta “popolazione calcolata” intercensuaria con il massimo della tempestività.

Diventa in tal modo possibile non solo produrre il calcolo della popolazione sulla base di microdati anagrafici (prospettiva perseguita dall’ISTAT da alcuni anni, ma decisamente rafforzata dallo sviluppo del progetto ANPR), ma anche rendere permanente il meccanismo della revisione anagrafica, con indubbi vantaggi per ANPR e per ISTAT.

Si consideri, a tal proposito, che nell’intervallo decennale tra due censimenti la differenza tra popolazione anagrafica (affetta generalmente da una sovrastima della popolazione residente) e la popolazione censuaria ha sempre ammontato a circa 1 milione – 1 milione e mezzo di persone. Le operazioni di revisione anagrafica hanno sempre avuto a che fare, dunque, con distanze molto significative, con conseguente necessità di investire molte risorse (e per molto tempo) nelle operazioni di riallineamento tra censimento e anagrafi.

La grande opportunità di poter attivare annualmente il meccanismo della revisione anagrafica comporta la possibilità di lavorare su distanze decisamente minori (circa un decimo, ovviamente) tra la popolazione ufficiale prodotta dall’ISTAT con il censimento permanente e la popolazione presente in anagrafe. Il meccanismo verrà attivato in occasione delle prime tornate censuarie previste annualmente tra il 2018 e il 2021 e riguarderà, pertanto, sia comuni subentrati in ANPR sia comuni non subentrati, con indubbi aspetti positivi per il sistema nel suo complesso. Ovviamente l’interazione con ANPR presenta ulteriori vantaggi in termini di qualità, fattibilità e tempestività dei controlli, in quanto le stesse modifiche introdotte in ANPR a valle delle operazioni di revisione saranno di nuovo trasmesse all’ISTAT tramite il dialogo permanente tra sistemi dell’ISTAT e sistemi del Ministero dell’Interno, laddove non sarà possibile effettuare questo confronto continuo con i DB anagrafici dei comuni non subentrati.

È possibile così prevedere un processo di progressiva convergenza tra ANPR e censimento della popolazione. Convergenza estremamente importante per il Paese, se si tiene conto del fatto che da un lato la base anagrafica di ANPR sarà utilizzata da altre Istituzioni fondamentali per la vita dei cittadini e, dall’altro, che la popolazione ufficiale prodotta annualmente dall’ISTAT è punto di riferimento, a livello normativo, per numerosissimi aspetti della vita del Paese  (dalla definizione dei collegi elettorali ai sistemi elettorali comunali, dal contributo offerto alla determinazione del Fondo sanitario regionale a numerosi altri aspetti dell’organizzazione del territorio) e i dati prodotti dal Censimento rappresentano per i decisori pubblici, le imprese, le associazioni di categoria e altri soggetti collettivi importanti informazioni a supporto della programmazione.

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