Tutti gli errori cashback che ci fanno perdere il rimborso - Agenda Digitale

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Tutti gli errori cashback che ci fanno perdere il rimborso

Errore nel momento di attivazione della carta per il cashback su app io. Il contactless trappola che ci fa perdere il rimborso perché addebita su carta non abilitata. Esercente non abilitato al cashback. Ecco tutti i problemi residui di questa fase che è proprio la beta del cashback

17 Dic 2020
Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu

Il cashback è partito con il botto e a una settimana dall’avvio (16 dicembre) conta 10,5 milioni di sistemi di pagamenti attivati (su app io e non solo). Molti problemi sono stati risolti, non ci sono più carte che non sono accettate, né rallentamenti nell’aggiunta di un metodo di pagamento. Sia – che gestisce per PagoPa su app io il collegamento con le banche – ha rafforzato l’infrastruttura.

Restano però alcuni limiti, a quanto emerso ancora ieri sera, che possono impedire agli utenti di far funzionare il rimborso o ottenerlo. PagoPa riferisce che saranno risolti a inizio 2021.

Vediamoli anche perché al momento sono errori poco trasparenti all’utente.

Errore nel momento di attivazione della carta per il cashback su app io

L’utente aggiunge il metodo di pagamento ma l’app dà errore al momento dell’autorizzazione. Passaggio necessario perché permette di verificare se i dati della carta inseriti sono corretti: la verifica avviene tramite una transazione di qualche centesimo di euro che verrà successivamente stornata.

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Ebbene quest’autorizzazione richiede che la carta sia abilitata ai pagamenti online. Con le carte di credito è sempre così, ovviamente. Non è di default invece con il circuito internazionale abbinato ai bancomat, ossia Maestro o V-Pay. Se l’utente vuole attivare anche questo metodo di pagamento, deve chiedere alla banca l’attivazione dei pagamenti online su quel circuito.

Pagamento non riconosciuto, attenti al contactless

E conviene attivare anche il secondo circuito accluso alla carta bancomat, abilitandolo come una carta di credito (digitando il numero davanti e quello di dietro, data di scadenza). Perché se il pos seleziona pagamento Maestro o V-Pay quando su quella carta abbiamo abilitato al cashback solo il bancomat, non accumuleremo punti per il cashback.

Attenti in particolare al contactless, che a volte fa scattare in automatico il pagamento sul circuito internazionale e non sul bancomat. Se non vogliamo attivare anche quello (magari perché non vogliamo chiedere alla banca l’abilitazione ai pagamenti online), dobbiamo insomma evitare i pagamenti contactless.

Nel 2021 una nuova versione di app IO consentire di attivare entrambi i circuiti tramite l’opzione di attivazione del bancomat. L’app si accorgerà che la carta ha anche un circuito internazionale e lo abiliterà. Questa novità ci farà risparmiare il tempo e soprattutto eviterà pasticci, cioè che gli utenti perdano il rimborso in alcuni casi (non sapevano di dover abilitare anche il secondo circuito e lo usano, magari pure involontariamente con il contactless).

Se l’esercente non supporta il cashback

Un altro problema poco noto è che non è sufficiente che il negoziante (o l’artigiano, il professionista) abbiano il pos perché il pagamento vada bene per il cashback. Il suo dispositivo di incasso deve essere anche di uno degli acquirer che hanno aderito a PagoPa, che gestisce IO. Purtroppo non l’hanno fatto tutti. Scrive PagoPa, “Oggi, con oltre 20 soggetti già coinvolti nel programma, la copertura è già al 90% del mercato e stiamo lavorando affinché nelle prossime settimane si raggiunga anche la totalità degli esercenti e dei punti vendita fisici sul territorio”.

Qui la lista degli acquirer https://io.italia.it/cashback/acquirer.

PagoPa consiglia di chiedere all’esercente se questo è abilitato al cashback.

In conclusione

Come detto dalla ministra all’innovazione Paola Pisano, tutti questi problemi sono anche figli del fatto che il cashback a dicembre è “sperimentale” e la fase ufficiale parte da gennaio (come scritto anche nel relativo decreto del Mef).

Infrastruttura tecnologica inadeguata, accordi con acquirer ancora non completi: il cashback è partito in beta, a tutti gli effetti. Curioso allora che la fase sperimentale avesse a disposizione più soldi (sei volte di più, a parità di orizzonte temporale) della successiva; ma tant’è.

A gennaio andrà meglio.

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