Blockchain Forum Italia 21

DeFi: quanto vale il mercato, quali sono le applicazioni e i trend emergenti

Gli operatori della finanza tradizionale seguiranno sempre più modelli ibridi e adattivi alla DeFi: cosa comporta la finanza decentralizzata, quali sono i servizi più diffusi, come sono composti gli ecosistemi oltre Ethereum, cosa vedremo nei prossimi anni

14 Mar 2022
Benedetto Biondi

CEO Folks Finance - Blockchain Innovation Manager presso Blockchain Italia SRL

DeFi

Il valore contenuto negli smart contract dei protocolli e delle applicazioni DeFi più popolari ha già raggiunto circa 243 miliardi di dollari: i dati di DeFilama, una delle principali fonti di informazione sul mondo DeFi, uniti al fermento dell’intero ecosistema, fanno entrare la finanza decentralizzata tra i segmenti in più rapida crescita all’interno dello spazio blockchain.

La DeFi, com’è emerso dal Blockchain Forum Italia 2021, non è semplicemente finanza tradizionale in un sistema decentralizzato, ma un nuovo ecosistema in cui i progetti crescono insieme per una value chain al servizio del consumatore: sempre più persone e investitori ne hanno compreso le opportunità concrete e stanno sfruttando le già numerose applicazioni oggi a disposizione, anche se non si è ancora arrivati ad una piena adozione al di fuori delle fasce di utenti crypto-oriented.

Criptovalute, che anno sarà dopo i traguardi del 2021

La DeFi offre alti ritorni sugli investimenti e buone occasioni di risparmio, oltre a opportunità di ottenere prestiti o concederne e guadagnare in cambio degli interessi: si tratta però di prodotti ad alto rischio, in cui non è esclusa la possibilità di perdere l’intero capitale per un errore o per un bug dello smart-contract o per una falla che ad un certo punto viene sfruttata da qualcuno.

Per questo, è necessaria sempre una certa prudenza al momento dell’ingresso in questo settore ed è necessario studiarlo adeguatamente: gli strumenti a disposizione sono sempre più accessibili e intuitivi e le iniziative e le occasioni per approfondire le opportunità e i rischi della DeFi crescono di giorno in giorno.

DeFi: quali sono le principali applicazioni

Negli ultimi due anni la DeFi ha portato a cambiamenti radicali nel mondo della finanza. Le possibilità della De-Fi sono molte e differenti: è quindi estremamente importante che qualsiasi potenziale investitore capisca cosa i progetti offrono veramente e come vengono gestiti.

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Ecco una breve panoramica di cosa si può fare.

  • Prestiti: prendere in prestito criptovaluta e guadagnare interessi minuto per minuto, non solo una volta al mese.
  • Exchange decentralizzati e trading: effettuare transazioni peer-to-peer di determinate criptovalute nella finanza tradizionale vorrebbe dire acquistare e vendere titoli azionari senza pagare commissioni di brokeraggio. Con la DeFi invece non vi è alcun rischio di manipolazione, poiché non esiste un’autorità centrale sulla posizione di comando. Inoltre, gli scambi decentralizzati offrono commissioni inferiori e controllo completo sui propri asset digitali.
  • Risparmio: accumulare i propri asset in “conti di risparmio” alternativi guadagnando interessi più elevati di quelli che si riceverebbero dalle banche.
  • Acquisto di asset sintetici: analoghi ai derivati nella finanza tradizionale, tali asset seguono il prezzo di un asset reale, per questo sono dei «derivati».
  • Yield Farming: un insieme di strategie per ottenere maggiori guadagni dalle proprie cripto. Un sistema di yield farming riceve un deposito di cripto e lo investe su strumenti DeFi diversi a seconda del loro rendimento attuale.

DeFi: gli ecosistemi oltre Ethereum

Ethereum è stata finora la blockchain predefinita per gli sviluppatori di nuove applicazioni DeFi. Tuttavia, anche per la sua popolarità, i problemi di questo protocollo, come la bassa velocità di transazione e le commissioni elevate, sono diventati evidenti.

Si è aperto così lo spazio per una serie di blockchain emergenti, o di terza generazione, che offrono transazioni più veloci ed economiche, con alcune importanti innovazioni come l’utilizzo di meccanismi di consenso diversi da Pow-Proof of Work.

Tra queste piattaforme estremamente innovative annoveriamo Algorand, il cui ecosistema in rapida espansione è stato discusso in occasione del Blockchain Forum Italia. Lanciata a giugno 2019, Algorand è il protocollo Layer-1 PPoS (Pure Proof-of-Stake) sostenibile, ecologico ed economico, in quanto non comporta un’elevata potenza di calcolo come con il processo di mining Proof-of-Work di Bitcoin.

PPoS è il pilastro della scalabilità e della velocità di Algorand che consente una resistenza al problema dei generali bizantini (BGP) fornendo al contempo una grande velocità nella generazione e nella convalida dei blocchi all’interno della rete.

Con i suoi sviluppi, Algorand mantiene l’infrastruttura di base veloce, scalabile, a basso costo, decentralizzata e sicura e non può generare fork. Gli smart contract di Algorand sono affidabili, eseguiti on-chain e al sicuro da manipolazioni ed errori. Per questo si tratta di una tecnologia attorno alla quale si sta rapidamente sviluppando un ricco ecosistema DeFi.

Vediamo alcuni dei servizi offerti e in fase di sviluppo, a partire dai più “tradizionali”.

Bleumi, società con sede a Boston, offre soluzioni di pagamento che coprono l’ultimo miglio dell’ecosistema blockchain e consentono l’integrazione di pagamenti in cryptovalute. L’acquisizione di asset, come l’oro, è il core business di Meld Gold, che consente agli investitori di effettuare transazioni in tempo reale, riducendo la volatilità tradizionalmente associata all’approvvigionamento di oro.

Tinyman è invece un protocollo di trading decentralizzato che sfrutta la blockchain di Algorand per creare un mercato aperto e sicuro per trader, fornitori di liquidità e sviluppatori. Algomint è l’infrastruttura che risolve la sfida dell’interoperabilità, permettendo di portare asset popolari su Algorand. Da menzionare è anche Prismatic, che offre a tutti i vantaggi della gestione attiva tipicamente riservata a individui e istituzioni con un patrimonio netto elevato sulla blockchain. Prismatic fornisce un’esposizione alle crypto con diversi livelli di rischio, eliminando la necessità di rimanere al passo con gli ultimi sviluppi nel settore.

Infine, quando si parla di DeFi, non si può non citare un servizio fondamentale: quello dei prestiti. Folks Finance, startup tutta italiana, spin-off di Blockchain Italia.io, sfruttando l’infrastruttura veloce, scalabile, a basso costo, decentralizzata e sicura di Algorand, offre un protocollo DeFi unico per lending & borrow con un meccanismo di liquidazione.

Folks Finance consente agli utenti di massimizzare la resa e il ritorno sul proprio capitale. Inoltre, il protocollo facilita il controllo dei propri collaterali, grazie ad alcuni indici di “salute” che mirano a garantire la massima sicurezza sul prestito dell’utente. L’obiettivo del protocollo è offrire tassi di interesse flessibili e interessanti insieme a forti incentivi sia per i prestatori che per i mutuatari, creando un mercato monetario in grado di soddisfare le esigenze di entrambi.

DeFi: i trend emergenti

La finanza decentralizzata è già al livello di molte società multinazionali della finanza globale per capitalizzazione di mercato e volumi giornalieri. I servizi finanziari tradizionali stanno cercando man mano di adeguarsi o entrare nel mercato: come emerso dal Blockchain Forum Italia 2021, i modelli che le banche e gli operatori tradizionali cercheranno di seguire in futuro sono ibridi e adattivi.

Dunque, se all’inizio chi entrava come player nel mondo DeFi poteva essere sopraffatto dai giganteschi operatori del settore, adesso i fornitori decentralizzati hanno superato la fase della lotta di “Davide contro Golia” e le novità della finanza decentralizzata influenzano quella tradizionale: per rimanere rilevanti e offrire ai propri clienti il miglior servizio possibile, infatti, le banche e le istituzioni finanziarie incominciano a rendersi conto di dover abbracciare la DeFi e integrarla nelle loro offerte.

Tuttavia, i regolatori e i prodotti DeFi sono attualmente a un bivio. Non esiste ancora una legislazione che tenga conto dei prodotti che si stanno sviluppando. La vecchia legislazione utilizzata per la finanza tradizionale semplicemente non funziona, più che altro per la natura dello spazio delle risorse digitali nel suo insieme.

Sebbene la DeFi possa rappresentare una minaccia esistenziale per quella tradizionale, la coesistenza non è esclusa e non deve esserlo. Così, se la DeFi è uno strumento che è destinato ad aumentare nei volumi e diventa importante all’aumentare della sfiducia verso le istituzioni, in realtà, come è emerso dalle tavole rotonde tenute da esperti durante il Forum, gli incumbent potrebbero consentire alle masse un accesso sicuro e regolamentato e rendere il settore più favorevole ai consumatori della frangia e al mainstream.

In definitiva, mentre la DeFi erode sempre più le aree di appannaggio della finanza tradizionale, si riscontra un potenziale sempre maggiore con l’ingresso di questi player nella finanza decentralizzata.

Conclusioni

Le tendenze e l’attuale clima economico indicano che la DeFi è il futuro della finanza ed è qui per restare. Siamo ancora in una fase molto iniziale dell’intero movimento DeFi: è molto probabile che emergano altri ecosistemi oltre a Ethereum.

In ogni caso, il potenziale è enorme: se anche una sola applicazione della DeFi, come quella legata ai prestiti, dovesse avere successo in futuro, sarebbe già una rivoluzione incredibile.

È però indispensabile più formazione sull’argomento, affinché le persone sappiano che questa alternativa esiste e che la collaborazione con la finanza tradizionale potrebbe essere una buona strada per un’adozione globale.

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