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Pagamenti B2B più rapidi e sicuri: cosa chiedono oggi le imprese



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Un’analisi sul futuro dei pagamenti tra imprese rivela un ecosistema in trasformazione, dove l’innovazione operativa incontra le nuove soluzioni tecnologiche introdotte dalle startup internazionali per ottimizzare la gestione della liquidità aziendale

Pubblicato il 10 lug 2026

Matteo Gargiulo

Editor e specialista in media digitali e comunicazione internazionale



Pagamenti digitali
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Punti chiave

  • Priorità operative: modernizzare la tesoreria puntando su pagamenti istantanei, cybersecurity, autenticazione avanzata e RPA per efficienza e sicurezza.
  • Convergenza strategica: integrazione di Open Banking e Intelligenza Artificiale per riconciliazione automatica, platformless payments e migliore tracciabilità.
  • Ecosistema startup: 5,5 mld$ raccolti; molte soluzioni puntano su rendicontazione e startup, ma servono API uniformi e superare barriere cognitive e organizzative.
Riassunto generato con AI


La digitalizzazione dei processi finanziari aziendali sta ridefinendo le dinamiche di mercato, spingendo le organizzazioni a cercare soluzioni sempre più integrate per la gestione della tesoreria. I dati emersi dall’analisi presentata dal ricercatore Matteo Ruggieri durante un recente tavolo di lavoro organizzato dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano offrono una fotografia nitida di questa trasformazione. Il confronto tra le priorità delle imprese italiane e lo sviluppo della nuova imprenditorialità tecnologica evidenzia un panorama in forte fermento, dove la singola startup finanziaria non si limita a proporre un’alternativa ai canali tradizionali, ma tenta di ridisegnare l’intero ciclo attivo e passivo della fatturazione.

Le priorità delle imprese: sicurezza ed efficienza operativa

L’interesse verso la modernizzazione dei sistemi di incasso e pagamento varia significativamente a seconda della dimensione aziendale. Secondo le rilevazioni illustrate da Ruggieri, le grandi realtà societarie percepiscono l’impatto dell’innovazione nei prossimi cinque anni in modo più marcato rispetto alle strutture minori, mostrando un livello di attenzione mediamente più elevato verso tutte le tecnologie emergenti. Al contrario, variabili come il posizionamento specifico all’interno della filiera produttiva o la tipologia di bene e servizio scambiato non alterano l’ordine delle preferenze espresse dal mercato.

Le necessità più stringenti del tessuto industriale si concentrano su quello che viene definito il blocco delle innovazioni operative, ovvero quegli strumenti capaci di risolvere criticità quotidiane e concrete legate alle tempistiche e alla protezione dei dati. In cima alle preferenze si posizionano i pagamenti istantanei, seguiti dai presidi di cybersecurity, dai sistemi di autenticazione avanzata e dall’automazione dei processi tramite Robotic Process Automation (RPA). Come evidenziato dal relatore degli Osservatori Digital Innovation, “il tema della sicurezza, come già detto in precedenza, è importante, è una sorta di condicio sine qua non. Non possiamo prescindere dalla sicurezza per gestire quelli che sono i pagamenti”. L’adozione congiunta di automazione e sistemi in tempo reale risponde direttamente all’esigenza di accelerare le operazioni di tesoreria, riducendo i tempi di esecuzione e ottimizzando i flussi interni di gestione del contante.

La convergenza strategica tra Open Banking e Intelligenza Artificiale

Accanto alle urgenze quotidiane, esiste un secondo gruppo di tecnologie di natura strategica, la cui penetrazione sul mercato è attualmente in una fase di consolidamento. Soluzioni quali l’Embedded Finance, la Request to Pay, l’Open Banking e l’Intelligenza Artificiale registrano oggi un interesse leggermente inferiore da parte delle aziende, ma presentano già applicazioni concrete in grado di migliorare la tracciabilità e il controllo finanziario.

I flussi integrati e i platformless payments

Il valore aggiunto di questi strumenti risiede nella loro capacità di operare in modo sinergico all’interno dei flussi aziendali. Ruggieri ha illustrato uno scenario in cui un fornitore invia una richiesta di pagamento precompilata tramite uno standard di messaggistica dedicato: “In questo modo non c’è rischio di data entry errati o errori manuali che possano inficiare la qualità di tutto il pagamento”. Dal lato del compratore, l’apertura delle Open API consente di ottenere una visibilità completa e aggregata della liquidità distribuita su diversi istituti di credito, semplificando la scelta del conto più idoneo da cui far partire il bonifico istantaneo, attivo senza interruzioni temporali. Questa fluidità operativa introduce il concetto di platformless payments, ovvero transazioni finanziarie che non richiedono l’accesso a piattaforme separate ma si integrano direttamente all’interno delle attività correnti dell’impresa.

L’Intelligenza Artificiale applicata alla tesoreria

All’interno di questo scenario, l’Intelligenza Artificiale svolge un ruolo trasformativo specifico, fungendo da acceleratore per lo sviluppo di ogni nuova startup del settore. L’applicazione principale riguarda la riconciliazione automatica tra fatture e flussi di incasso, un’esigenza sentita trasversalmente dalle direzioni finanziarie e già implementata da realtà strutturate come Ipsen. Oltre al matching documentale, l’algoritmo offre flessibilità commerciale suggerendo il metodo di pagamento ottimale in base al profilo del buyer e potenzia l’analisi predittiva. Gli strumenti di forecasting finanziario basati su dati storici e variabili esterne permettono infatti alle imprese di stimare l’andamento futuro dei flussi di cassa con maggiore accuratezza.

Le tecnologie a lungo termine: Blockchain, Wallet e formule BNPL

Un terzo raggruppamento include le tecnologie considerate a più lungo termine. Esse possiedono un forte potenziale di trasformazione. Tuttavia, sono rallentate da quadri normativi in via di definizione o da una maturità di mercato parziale.

La scommessa della blockchain e delle stablecoin

Tra queste soluzioni spiccano la blockchain e le valute digitali. L’attenzione del mercato è crescente soprattutto verso le stablecoin. L’automazione legata agli smart contract abilita i pagamenti condizionati. Queste transazioni si sbloccano automaticamente al soddisfacimento di determinati requisiti contrattuali. Il sistema riduce il rischio di controparte e i tempi di regolamento. Per i grandi gruppi multinazionali con filiali distribuite globalmente, la disponibilità di una valuta interoperabile e cross-border rappresenta un asset strategico. Consente infatti di muovere la liquidità interna in tempi ridottissimi.

Il wallet aziendale europeo

Un altro pilastro dell’evoluzione futura è rappresentato dall’European Digital Identity Wallet. Questo strumento di identità digitale aziendale è regolato a livello comunitario. Permette la gestione e la presentazione di credenziali e attestazioni con valore legale in tutta Europa. L’introduzione del wallet aziendale comporta una serie di benefici operativi chiari per il business. Garantisce procedure di verifica dell’identità della clientela (KYC) molto semplificate. Consente inoltre l’automazione di deleghe, autorizzazioni interne e potere di firma. Il sistema assicura la tracciabilità completa dei flussi informativi attraverso un archivio documentale integrato. Di conseguenza, si riducono i costi complessivi di compliance legati alle pratiche di onboarding dei partner commerciali.

Il Buy Now Pay Later per le imprese

Infine, il modello del Buy Now Pay Later (BNPL) sta registrando le prime sperimentazioni nel comparto interaziendale. Questo trend è nato originariamente nel mercato dei consumatori finali per i pagamenti online. Ora, operatori specializzati come Opyn, MyBank e PostePay stanno sviluppando soluzioni per il mondo B2B. Queste formule si posizionano a metà strada tra lo strumento di pagamento puro e la gestione del capitale circolante. L’obiettivo è offrire alle aziende maggiore flessibilità nella gestione del cash flow e del controllo monetario.

La spinta dell’ecosistema internazionale delle startup fintech

Se l’adozione da parte delle imprese tradizionali segue una progressione lineare, l’universo dell’innovazione globale corre a ritmi sostenuti. La ricerca degli Osservatori Digital Innovation ha preso in esame un campione di 435 startup attive a livello internazionale. Le aziende selezionate sono nate a partire da gennaio 2022 o hanno beneficiato di finanziamenti negli ultimi ventiquattro mesi. I volumi finanziari mossi da questo comparto sono rilevanti. Tra queste realtà, 358 hanno dichiarato pubblicamente i capitali raccolti. L’ammontare complessivo è pari a 5,5 miliardi di dollari. Il valore medio per singola operazione si attesta a 15,3 milioni di dollari.

Focus sulla reportistica e driver tecnologici

L’analisi della proposta di valore di ogni startup censita rivela una precisa focalizzazione strategica. La fase del processo aziendale che riceve maggiore attenzione è quella della rendicontazione. Infatti, il 47% delle nuove imprese tecnologiche fornisce strumenti avanzati per l’analisi, il controllo e la reportistica. Questi strumenti consentono ai manager di ottenere una panoramica centralizzata tramite dashboard. I sistemi aggregano i dati sulle scadenze, sui ritardi e sugli incassi.

La tecnologia abilitante principale all’interno di questo panorama è l’IA. Viene utilizzata come driver di sviluppo dal 63% del campione. L’efficacia dell’algoritmo trova la sua massima espressione nei sistemi di riconciliazione. Sui progetti censiti dedicati al matching delle fatture, ben 20 startup su 23 sfruttano soluzioni di intelligenza artificiale. Sul fronte dei sistemi di regolamento proposti, emerge una forte propensione all’integrazione dei pagamenti tramite carta. Sono incluse le carte di credito, debito e prepagate. Trovano spazio anche i formati di carta virtuale destinati alle spese dei dipendenti o a specifiche funzioni societarie. Si tratta di una direzione significativa per il mercato italiano. In Italia la carta di pagamento rappresenta storicamente uno strumento meno diffuso nelle transazioni tra imprese. Rimane solida anche l’apertura verso le valute decentralizzate. Sono 107 le startup che permettono l’utilizzo di digital currencies. Inoltre, il 20% del campione totale basa i propri servizi direttamente sull’infrastruttura tecnologica della blockchain.

I nodi strutturali da sciogliere per la maturità del mercato

Il confronto tra la domanda delle imprese e l’offerta tecnologica evidenzia un disallineamento temporaneo. Sebbene il tessuto imprenditoriale abbia perfettamente a fuoco i propri obiettivi operativi, focalizzati principalmente sulla certezza dei tempi, sull’efficienza della riconciliazione e sul controllo complessivo dei flussi di cassa, le soluzioni attuali riescono a coprire queste necessità solo in modo parziale. La sola implementazione di standard di sicurezza elevati, pur essendo indispensabile, non è sufficiente a risolvere le problematiche di gestione della liquidità.

Il superamento di questa fase di transizione richiede la risoluzione di due distinte barriere strutturali. La prima è di natura cognitiva ed è legata alla consapevolezza del mercato: l’ecosistema dei fornitori di tecnologia deve essere in grado di presentare alle aziende soluzioni immediatamente applicabili, accrescendo la conoscenza degli strumenti già disponibili. La seconda barriera riguarda l’effettiva adozione delle tecnologie, condizionata da ostacoli di carattere culturale e organizzativo all’interno delle strutture aziendali. Ruggieri ha sottolineato la necessità di interventi sistemici per sbloccare il potenziale dell’innovazione, indicando l’urgenza di uniformare le API nell’Open Banking, superare i limiti culturali legati all’impiego dell’intelligenza artificiale e della blockchain, e raggiungere una massa critica di aderenti per la Request to Pay. Nelle conclusioni del suo intervento, il ricercatore ha rimarcato come “bisogna scardinare queste barriere per far convergere le esigenze delle imprese con le soluzioni innovative, portando beneficio a tutto l’ecosistema”.

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