Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

la ricerca polimi

PagoPA, ecco tutti i risparmi per gli enti pubblici

Nonostante un sistema nazionale pronto e maturo, gli enti locali sono ancora all’inizio nell’adozione sistema di pagamento PagoPA. I risultati della ricerca dell’Osservatorio eGovernment del Politecnico di Milano ci dicono quanto si potrebbe risparmiare (tanto) e quanto si è risparmiato finora: 320 vs 75 milioni di euro

19 Ott 2018

Michele Benedetti

Direttore dell'Osservatorio eGovernment del Politecnico di Milano

Irene De Piccoli

responsabile della ricerca sui pagamenti dell’Osservatorio eGovernment, Politecnico di Milano


Solo tenendo conto dei tre servizi di pagamento gestiti dai Comuni (refezione scolastica, TARI e multe) e delle fasi dei relativi processi sulle quali il sistema di pagamento pagoPA ha maggiore impatto – notifica dell’avviso di pagamento al debitore e riconciliazione dei pagamenti – l’Osservatorio eGovernment del Politecnico di Milano ha stimato un risparmio annuale totale pari a oltre 320 milioni di euro se tutti i Comuni adottassero PagoPa. Ma la strada da fare per concretizzare queste cifre è ancora lunga.

A luglio di quest’anno vi abbiamo raccontato i primi risultati della ricerca dell’Osservatorio eGovernment, in merito ai trend di adozione e di attuazione di pagoPA da parte dei Comuni italiani. Questi primi risultati hanno evidenziato come, a dispetto di un sistema nazionale pronto e maturo (da un punto di vista normativo e di piattaforma tecnologica), sia ancora incompleta l’attuazione dell’ “ultimo miglio”: gli Enti si trovano all’inizio della delicata fase di implementazione dei servizi ed in buona parte devono ancora scegliere la soluzione tecnologica a supporto.

Inoltre, sappiamo che l’entità dei benefici conseguibili a livello di singolo Ente, soprattutto in fase di riconciliazione, è strettamente correlata alla dismissione dei canali tradizionali ovvero alla possibilità di integrare i pagamenti eseguiti attraverso qualsiasi canale in un unico sistema informativo (la soluzione pagoPA adottata), il quale deve essere a sua volta integrato con i sistemi gestionali che governano le posizioni debitorie. Questo passaggio rende concreto il potenziale risparmio di costi e risorse nella gestione del ciclo di vita del pagamento, e la maggior parte degli Enti deve ancora affrontarlo.

Quanto si può risparmiare con PagoPA

Ma a quanto ammonta il potenziale risparmio conseguibile grazie a pagoPA? Da questa domanda chiave discende il secondo ambizioso obiettivo della Ricerca dell’Osservatorio di quest’anno: misurare concretamente i risparmi conseguibili dagli Enti a fronte dell’adozione di pagoPA al suo pieno potenziale, il che implica:

  • Interazioni con il cittadino solo attraverso canali elettronici e avviso di pagamento digitale (ove la legge non imponga la notifica cartacea), con eventuale servizio di cortesia di avvisatura digitale;
  • Integrazione informatica tra i software gestionali e di contabilità con il sistema pagoPA in uso;
  • Implementazione di tutti i modelli di pagamento pagoPA e switch-off dei canali tradizionali (tutti i pagamenti transitano dal Nodo).

L’analisi è stata condotta focalizzandosi in particolare su tre servizi di pagamento gestiti dai Comuni (refezione scolastica, TARI e multe) e sulle fasi dei relativi processi sulle quali pagoPA ha maggiore impatto:

  • Notifica dell’avviso di pagamento al debitore,
  • Riconciliazione dei pagamenti.

In particolare, si è proceduto nel calcolare esclusivamente i risparmi differenziali ottenuti grazie all’automazione di alcune attività rispetto ad uno scenario, che abbiamo denominato “tradizionale”, che non prevede l’utilizzo di alcuna tecnologia: le comunicazioni con il cittadino avvengono attraverso canali non elettronici (posta tradizionale, messo comunale, etc.) e i pagamenti avvengono attraverso canali fisici (sportello, banca tesoriera, reti amiche, bollettini postali, esercizi convenzionati).

Nelle due fasi oggetto di studio, le voci di costo differenziali sono:

  • Costi di stampa e risorse umane impiegate per la stampa dell’avviso di pagamento
  • Costi di notifica/postalizzazione dell’avviso
  • Risorse umane impiegate nell’attività di rendicontazione e di riconciliazione

La tabella seguente illustra la quantificazione dei risparmi per ciascuno dei 3 servizi di pagamento analizzati. Le voci sono state suddivise tra risparmi monetari e risorse umane, valorizzate applicando lo stipendio annuale delle specifiche risorse impiegate per lo svolgimento delle attività di lavoro.

Dalla tabella si evince che:

  • I risparmi differenziali della fase di notifica dell’avviso di pagamento sono quasi tutti monetari: stampa e postalizzazione sono infatti di norma svolta da un soggetto esterno; tali costi, tipicamente pari ai due terzi del totale per ciascun servizio (circa 200 milioni di euro), sono potenzialmente riducibili a zero implementando l’avvisatura digitale di pagoPA.
  • I risparmi differenziali della fase di riconciliazione sono esclusivamente costi del personale impegnato nelle relative attività (oltre 5.400 persone impiegate a tempo pieno), che potrebbero essere facilmente automatizzate grazie a pagoPA, lasciando al personale una residuale attività di controllo.
  • se tutti Comuni italiani svolgessero le attività di notifica dell’avviso di pagamento e di riconciliazione di questi tre pagamenti in modalità tradizionale, ovvero senza l’utilizzo di alcuna tecnologia, il risparmio annuale totale per le fasi del processo analizzate sarebbe pari a oltre 320 milioni di euro.

Quanto si è risparmiato finora con PagoPa

E quanti risparmi sono stati conseguiti fino ad oggi? Per rispondere, sono stati calcolati i risparmi differenziali rispetto allo stato di adozione di pagoPA rilevato dall’Osservatorio a marzo 2018. Dall’analisi dei dati risulta che la digitalizzazione messa in atto fino a quel momento ha prodotto un risparmio annuale pari a quasi 75 milioni di euro, corrispondente a circa un quarto del risparmio potenziale. Tale risparmio è stato ottenuto prevalentemente grazie all’utilizzo dei canali digitali, che hanno ridotto fino al 40% i costi di notifica dell’avviso di pagamento; ulteriori risparmi sono stati ottenuti grazie a quei Comuni che hanno automatizzato le attività di riconciliazione attraverso l’integrazione dei propri software gestionali con il sistema pagoPA e/o con la Banca Tesoriera.

Questi dati sono stati mostrati in occasione del workshop dell’Osservatorio Agenda Digitale “Switch-off di servizi pubblici” del 18 settembre scorso, nel quale pagoPA è stato preso come caso tipo per quantificare i benefici associati allo switch-off (da analogico a digitale) nell’erogazione dei servizi pubblici ai cittadini.

In qualsiasi momento, è possibile scaricare dal sito degli Osservatori il Report completo della Ricerca sui pagamenti, per approfondire il quadro normativo e tecnologico, i trend di attuazione e i dati sulla quantificazione dei risparmi per i singoli servizi analizzati (refezione scolastica, TARI e multe) e per differenti classi dimensionali di Ente erogante.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3